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Westpole: la protezione delle infrastrutture critiche si fa con l’IoT, i Big Data e il cloud

C’è un ruolo importante della tecnologia nel presidio dei territori, nella prevenzione di situazioni di rischio, nel monitoraggio di strade, cavalcavia, ponti e più in generale di tutto quanto viene considerato “infrastruttura critica”.
La consapevolezza di quanto questo controllo sia importante ormai c’è, anche sulla scia delle cronache degli ultimi anni che molto hanno contribuito a sollevare l’attenzione sulla necessità di tenere costantemente monitorate le infrastrutture critiche, con l’obiettivo di intervenire per tempo con azioni correttive se non del tutto risolutive.

È questo il senso e il fine ultimo di un progetto che vede da circa un paio d’anni collaborare Westpole e il Comune di Legnano.
Spiega Andrea Gaspari, Delivery Director di Westpole: “Ancora prima della tragedia del Ponte Morandi, probabilmente fin dal 2016, con il crollo del cavalcavia ad Annone Brianza sulla statale 36 della Valsassina, abbiamo maturato la consapevolezza della necessità di sottoporre a costante controllo infrastrutture critiche come ponti o viadotti, per citarne alcuni e ancor di più della necessità di sviluppare soluzioni adatte allo scopo”.

A Legnano Westpole monitora un ponte con l’IoT

Con questo obiettivo in mente Westpole, service provider e skill integrator attivo in Italia attraverso quattro sedi (Milano, Roma, Bologna, Venezia), con competenze specifiche in ambito cloud, cyber security, internet of things, artificial intelligence e blockchain a supporto dei percorsi di digital transformation, ha sviluppato un POC, per il quale è stata avviata una sperimentazione con il comune di Legnano, alle porte di Milano.
“Da più di un anno – racconta ancora Gaspari – abbiamo messo sotto monitoraggio un ponte in cemento armato che si trova tra i comuni di Legnano e Castellanza. È un monitoraggio continuo 24 ore su 24 che viene realizzato grazie al posizionamento di un sensore sotto il ponte stesso. Il sensore è in grado di registrare e misurare tutte le vibrazioni cui è sottoposta la struttura nell’arco di una intera giornata”.
Si tratta di una classica applicazione IoT: il sensore raccoglie i dati che poi vengono inviati a un gateway collocato nelle vicinanze, che a sua volta li trasmette al data center di Westpole.
“I dati raccolti servono per le analisi, su base storica, ma anche per abilitare controlli e verifiche in tempo reale: laddove vengano registrate vibrazioni oltre soglia, scattano degli alert che vengono inviati ai tecnici del Comune di Legnano, i quali possono intervenire per le opportune verifiche”.

Si tratta ancora di un proof of concept: finita la fase di sperimentazione servirà naturalmente una riflessione, per capire come proseguire.

“Ci preme mettere in evidenza che oggi da un punto di vista tecnologico è possibile monitorare punti, infrastrutture, monumenti, aree sensibili nella modalità più consona: monitoraggi visivi, sensoriali, temperature, umidità… Raccogliere dati specifici non è un problema, così come non è un problema inviarli in un ambiente idoneo sia alla conservazione sia all’analisi”.

Il ruolo dell’integratore nella Pubblica Amministrazione

È qui che emerge chiaro il ruolo dell’integratore, che è in grado di avere una vista organica sulle molteplici opzioni disponibili, di mettere insieme i diversi elementi tecnologici e di farlo in modo opportuno e commisurato alle esigenze dell’utenza.

“Westpole mette a disposizione una infrastruttura tecnologica a supporto dell’analisi dei dati. Questo significa che là dove serve una analisi dei dati in locale, rendiamo disponibile una implementazione edge, con la potenza di calcolo in locale e servizi di elaborazione dati secondo le esigenze”.
Con gli analytics, Westpole supporta l’analisi dei trend, che consentono di innescare dinamiche diverse, ad esempio di manutenzioni prescrittive, spingendosi fino all’area prescrittiva.

“Dobbiamo tenere in mente che in questo tipo di monitoraggi ci sono situazioni che evolvono in tempo reale e molto velocemente”, spiega ancora Gaspari, che cita un esempio significativo, proprio dalla sperimentazione in atto a Legnano.

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È successo infatti che in un certo momento è stato registrato il superamento particolarmente significativo di una soglia. “Il sistema ha scatenato una forma di corto circuito rispetto al referente tecnico dell’evento: l’avviso del superamento di soglia è stato inviato alla polizia municipale che a sua volta può accedere agli strumenti di monitoraggio visivo, vale a dire alle registrazioni effettuate con le telecamere. Ciò ci ha consentito di correlare la vibrazione oltre soglia a un evento specifico vale a dire al passaggio di un camion con un carico pesante”.

Il ruolo di Westpole: rappresentare la possibilità tecnologica dell’innovazione e dell’integrazione

Il caso citato da Gaspari è l’esemplificazione concreta di quella maggiore sensibilità delle pubbliche amministrazioni sul tema del governo territoriale: “Si sta facendo strada l’idea che è necessario superare i compartimenti stagni, magari mettendo a fattor comune conoscenze e competenze”.

In questo scenario, il ruolo di uno skill integrator come Westpole è quello di rappresentare la possibilità tecnologica dell’integrazione.
“Se troviamo una Pubblica Amministrazione particolarmente sensibile, è la stessa PA che trova il modo di superare i limiti burocratici”, spiega ancora Gaspari, sottolineando come le pubbliche amministrazioni siano tradizionalmente parte del parco clienti di Westpole, che offre servizi tecnologici in ottica managed services, assistenza per software di process automation…

“Sono tanti i tavoli di confronto che si possono aprire con le pubbliche amministrazioni. Anche il POC che abbiamo in corso con il Comune di Legnano non deve essere limitato al solo ambito dell’IoT: è importante pensare a una correlazione con altre leve tecnologiche come Intelligenza Artificiale e Machine Learning, ottimizzazione dei processi. Dalle pubbliche amministrazioni ci arrivano richieste di velocizzazione, ottimizzazione, modifica di alcuni dei loro processi tradizionali, per poter sfruttare tecnologie di cui sono a conoscenza e metterle”.
Per molte amministrazioni è importante ad esempio arrivare a una gestione intelligente del traffico delle PEC, che ancora avviene attraverso processi prevalentemente manuali: “In questo caso noi proponiamo un sistema di controllo delle PEC in ingresso perché siano indirizzate in modo automatico ai dipartimenti preposti, grazie ad elementi di analisi semantica e di intelligenza artificiale applicati sui filtri”.

Non solo tecnologia: focus anche sui progetti

Può succedere che il cliente abbia proprie competenze in ambito tecnologico o che abbia degli “innamoramenti”: da parte sua Westpole, oltre alla capacità di indirizzare le scelte, mette in campo competenze e best practice sviluppate con alcuni produttori di soluzioni di tecnologie con i quali ha forti collaborazioni e partnership.
“Ad esempio, con Cisco abbiamo in corso una partnership importante in ambito edge computing, communication, networking. Con IBM lavoriamo sulle tecnologie IoT, su Watson, oltre a tutte le componenti tecnologiche che la società offre”.

È chiaro che lavorare con la Pubblica Amministrazione porta con sé una serie di particolarità di cui Westpole è ben consapevole.
“Ci sono due ordini di sfide. In primo luogo, i vincoli di budget e di capitoli di spesa, ovvero tutta la componente burocratica. Va detto che le amministrazioni ne sono consapevoli e hanno maturato una sensibilità sulla necessità di superarli. La seconda sfida è rappresentata dalla necessità di superare le loro barriere interne: serve una integrazione a 360 gradi quando i progetti vanno a impattare su uffici diversi. Noi guidiamo i progetti dal punto di vista delle tecnologie, mentre sui processi, la competenza la troviamo presso il cliente. Nostro compito, però è capire le regole che sottendono ai processi e lavorare non solo alla loro automatizzazione o miglioramento, ma anche alla loro trasformazione in una logica di innovazione”.

Immagine da Wikipedia

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