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Telemedicina: il progetto UniWebPancreas introduce la televisita

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la associazione onlus UniPancreas e il CNR attraverso gli Istituti IIT di Rende e ICAR di Napoli, con l’obiettivo di facilitare il contatto e il monitoraggio di pazienti con tumore al pancreas attraverso servizi di telemedicina specialistici

Il concetto di telemedicina, inteso come l’insieme di tecniche e strumenti medici e informatici opportunamente integrati per favorire la cura di pazienti in remoto, è nato oltre 40 anni fa per rispondere all’esigenza di offrire una adeguata assistenza medica anche in aree geografiche difficilmente servite. È in quest’ottica che è nato il progetto UniWebPancreas, svolto in collaborazione tra la associazione onlus UniPancreas e il CNR attraverso gli Istituti IIT di Rende e ICAR di Napoli, con l’obiettivo di facilitare il contatto e il monitoraggio di pazienti con tumore al pancreas attraverso servizi di telemedicina specialistici.

telemedicina

Il progetto UniWebPancreas

Da diversi anni, la necessità di servizi di telemedicina (chiamati anche “smart health“) è sempre più sentita a causa dell’aumento delle cronicità nella popolazione (dovuto anche all’aumento dell’età media e quindi delle aspettative di vita) e dell’esigenza di mantenere stabile la spesa sanitaria garantendo al tempo stesso un servizio assistenziale con alta qualità ed efficienza. Tuttavia, servizi di questo tipo non sono ancora molto diffusi, sono disponibili solo in determinate zone geografiche e non sempre sono sviluppati in maniera tale da rispettare due importanti requisiti:

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  • offrire servizi specialistici: molti servizi esistenti sono generalisti e con l’unico scopo di trasferire flussi di dati digitali tra due siti differenti;
  • progettare i servizi di telemedicina seguendo un approccio collaborativo tra professionisti sanitari e esperti IT: molto spesso invece il mondo medico non è coinvolto nella fase iniziale e viene presentato solo il prodotto finito che raramente sposa le reali esigenze clinico-sociali.

telemedicinaÈ in quest’ottica che è nato il progetto UniWebPancreas, svolto in collaborazione tra la associazione onlus UniPancreas e il CNR attraverso gli Istituti IIT di Rende e ICAR di Napoli, con l’obiettivo di facilitare il contatto e il monitoraggio di pazienti con tumore al pancreas attraverso servizi di telemedicina specialistici. Tali servizi saranno offerti mediante una piattaforma web che ha lo scopo di agevolare il rapporto fra medici specialisti e utenza sia per quanto riguarda la prima visita o presa in carico del caso sia per il follow-up agevole e costante dei pazienti, migliorando lo scambio di documenti e dati clinici e la comunicazione medico-paziente, fornendo servizi di teleassistenza e gestendo dati clinici strutturati in maniera omogenea partendo dai processi clinici specifici per la patologia.

In questo progetto, il coinvolgimento proattivo dei professionisti sanitari specializzati nella cura del tumore al pancreas e l’utilizzo dell’ICT permettono di realizzare soluzioni che tengano conto dei requisiti clinici di dominio maturati in anni di esperienza nel campo specifico e quindi realmente utili a migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura dei pazienti e offrire ai professionisti informazioni aggiornate e di qualità, anche per finalità di studio e ricerca.

Una soluzione di questo tipo, oltre che fornire un esempio di implementazione delle linee guida, permette di mitigare il crescente fenomeno di migrazione sanitaria per la cura di patologie complesse, quali le malattie del pancreas, il cui trattamento è spesso offerto da centri specialistici dislocati in maniera non omogenea sul territorio nazionale, così da consentire a tutti i pazienti, soprattutto in situazioni di forte emergenza sanitaria come quella attuale, di usufruire di servizi sanitari efficienti. La difficoltà logistica dell’ubicazione geografica, infatti, è talvolta di ostacolo per un follow-up costante e adeguato.

 

Telemedicina e privacy

Molta attenzione è posta alla questione privacy e sicurezza nel rispetto dei principi di integrità, riservatezza ed esattezza dei dati trattati, anche attraverso la specifica modalità di trattamento data dalla telemedicina. L’attivazione del servizio di telemedicina richiede, difatti, l’adesione preventiva del paziente o del tutore legale, al fine di confermare tra l’altro la disponibilità di un contatto telematico per l’interazione documentale/informativa con lo specialista e accedere a un sistema di comunicazione remota secondo le specifiche tecniche e le normative vigenti in materia di privacy e sicurezza. L’informativa deve difatti rendere il paziente edotto dei seguenti aspetti:

  • in cosa consiste la prestazione, qual è il suo obiettivo, quali i vantaggi che si ritiene possa avere il paziente e quali gli eventuali rischi;
  • come verrà gestita e mantenuta l’informazione e chi avrà accesso ai dati personali e clinici del paziente;
  • quali strutture e professionisti saranno coinvolti;
  • quali saranno i compiti di ciascuna struttura e le relative responsabilità;
  • quali sono gli estremi identificativi del/dei titolare/i del trattamento dei dati personali e di almeno un responsabile se individuato, indicando le modalità per conoscere l’elenco aggiornato dei responsabili;
  • quali sono le modalità per rivolgersi al titolare o al responsabile;
  • quali sono i diritti dell’assistito sui propri dati.

La mole di dati clinici che vengono prodotti e scambiati nel corso di questo tipo di visite specialistiche costituisce un importante patrimonio informativo, utile non solo per il monitoraggio dell’andamento generale di questa patologia, ma anche per la costruzione di modelli previsionali e lo studio di interventi migliorativi sotto diversi punti di vista. È per questo che utilizzando la piattaforma UniWebPancreas il paziente potrà scegliere di prestare il consenso al trattamento dei propri dati clinici per finalità di studio e di ricerca. Questi saranno sottoposti a processi di pseudonimizzazione di modo che non sarà possibile risalire dal dato grezzo alla persona cui si riferisce.

Per agevolare il riuso dei dati clinici per tali fini, questi saranno strutturati mediante l’utilizzo di standard internazionali per la rappresentazione di dati clinici digitali (in particolare HL7 FHIR), al fine di garantire interoperabilità e rintracciabilità delle informazioni di interesse e sistemi di classificazione e codifica standardizzati, ampiamente utilizzati in ambito sanitario (ad es. il nomenclatore Logical Observation Identifiers Names and Codes – LOINC per i dati clinici e di laboratorio; il sistema di classificazione International Classification of Diseases – ICD per i dati su problemi rilevanti, patologie, procedure e interventi; ecc.). Una tale organizzazione dei dati acquisiti consentirà che le informazioni condivise siano tecnicamente e semanticamente interoperabili, ossia comprensibili in maniera non ambigua da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di monitoraggio e cura.

 

Le funzionalità della piattaforma

Nello specifico, la piattaforma UniWebPancreas fornirà le seguenti funzionalità, ritenute essenziali per il monitoraggio remoto in ambito sanitario:

  • organizzazione di un profilo paziente con le sue informazioni cliniche e anagrafiche;
  • raccolta di tutte le informazioni di interesse relative ai pazienti tramite compilazione della scheda anamnestica;
  • ricerca e recupero di informazioni cliniche e documenti relativi a uno specifico paziente;
  • interazione tra medici, e tra medico e paziente, integrando sistemi di video-conferenza e messaggistica, consentendo ai medici di utilizzare servizi di teleassistenza e di programmare ed effettuare televisite, mediante canali di comunicazione audio e video;
  • esportare e visualizzare i dati e i documenti relativi a un paziente;
  • funzionalità di autorizzazione e controllo degli accessi al fine di garantire il rispetto della privacy e la sicurezza dei dati personali.

L’implementazione della piattaforma digitale UniWebPancreas, oltre a creare una rete virtuale di riferimento per l’incontro tra specialisti e pazienti affetti da tumore al pancreas di tutta Italia, permetterà di supportare la diagnosi e la prevenzione, grazie al monitoraggio di dati clinici riferibili a parametri vitali, risultati di esami diagnostici e strumentali, interventi chirurgici, abitudini, stile di vita, ecc. che possono fornire informazioni primarie e di contesto sull’andamento della patologia. La possibilità per il medico di accedere a questa informazione clinica di contesto prima di effettuare una televisita, inoltre, consentirà di avere un quadro clinico chiaro al momento del collegamento e di valutare l’eventuale insorgenza di sintomatologie correlate a fenomeni di comorbidità.

D’altro canto, con la televisita il paziente avrà modo di percepire una dimensione di cura più completa, sia perché potrà comunicare in maniera semplice e diretta tutti i dati clinici e diagnostici in suo possesso (immagini radiologiche incluse), sia perché avrà la possibilità di dialogare con il proprio specialista dal proprio ambiente domestico, rendendo meno impattante anche emotivamente il follow-up di patologie tutt’altro che semplici come quelle tumorali pancreatiche.

Il contesto attuale dei servizi sanitari

telemedicinaCon la pandemia dovuta al Covid-19, l’assistenza sanitaria ha dovuto affrontare ulteriori sfide, tra cui la gestione dell’estremo affollamento delle strutture sanitarie e delle conseguenti problematiche legate alla creazione di assembramenti che potessero favorire l’avanzata del virus. Il conseguente utilizzo delle risorse sanitarie per affrontare le conseguenze della pandemia, la difficoltà di accesso agli ambulatori specialistici e non ultimo la paura della popolazione di affrontare un viaggio per un consulto specialistico, hanno determinato una evidente difficoltà nella gestione delle comuni e gravi patologie tra cui le neoplasie, con ritardi diagnostici, dilazioni delle cure chemioterapiche e chirurgiche e, infine, mancata aderenza ai protocolli di follow-up. In questa ottica, la telemedicina e i suoi vantaggi rappresentano una importante opportunità e anche il Garante per la protezione dei dati personali[1], con espresso riferimento alla normativa d’urgenza per il Covid-19, ha specificato che le strutture sanitarie che intendono avvalersi di strumenti di telemedicina per effettuare diagnosi o terapie a distanza non devono richiedere uno specifico consenso al trattamento dei dati personali[2].

Diagnosi o terapie a distanza rientrano, difatti, in una diversa modalità di svolgimento del rapporto medico-paziente e in tal senso la soluzione prospettata dal Garante è in linea con quanto espresso anche dal Regolamento europeo n. 679 del 2016 (GDPR)[3], che riconosce come non obbligatorio richiedere il consenso del paziente per i trattamenti necessari all’erogazione delle prestazioni sanitarie qualora si tratti di dati indispensabili per le “finalità di cura”[4]. La non obbligatorietà del consenso non comporta una minore attenzione alla sicurezza, per cui devono essere adottate misure atte ad assicurare che i trattamenti dei dati personali e particolari siano assolutamente conformi ai principi fondamentali in esso contenuti. Per di più, tale assunto assume maggiore pregnanza in situazioni imprevedibili e straordinarie come quelle dettate dall’emergenza Covid-19, in cui il settore sanitario nazionale, già messo a dura prova da un’epidemia senza precedenti, si trova a dover fronteggiare anche molteplici tentativi di data breach ai suoi sistemi informatici[5].

La consapevolezza della necessità e dell’urgenza di adottare servizi a supporto dell’assistenza sanitaria da remoto risulta evidente nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)[6], che ha la telemedicina tra le attività oggetto di finanziamento (M6C1 – reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, 7 miliardi di euro) col fine di rafforzarla e potenziarla in modo concreto ed efficace. Obiettivo del Piano è inoltre aggregare le migliori piattaforme regionali per garantire una efficace assistenza sanitaria remota e quindi realizzare l’integrazione della telemedicina con tutti i servizi socio-sanitari.

Nel PNRR, quindi, lo sviluppo di ecosistemi di telemedicina e il miglioramento del Fascicolo Sanitario Elettronico rappresentano un asse portante del rafforzamento della sanità territoriale e del miglioramento degli standard di cura. L’uso della telemedicina ha inoltre ricevuto un notevole impulso nel dicembre 2020, quando è stata inserita tra le pratiche autorizzate dal Servizio Sanitario Nazionale e con la pubblicazione delle Linee Guida Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina[7], approvate dalla Conferenza Stato-Regioni, che hanno definito regole e tariffari per le televisite, i teleconsulti, i referti e la teleassistenza sanitaria.

I vantaggi della telemedicina

In generale, i vantaggi offerti dalla telemedicina sono numerosi, sia per i professionisti sanitari sia per gli assistiti:

  • migliora il diritto all’accesso, ovvero il diritto di un cittadino ad accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede (basti pensare ai cittadini che vivono in zone distanti dai servizi di cura o che hanno difficoltà a muoversi dal proprio domicilio);
  • garantisce la continuità di cura migliorando in questo modo la qualità del servizio (specialmente per i pazienti cronici e per la possibilità di accedere a servizi di eccellenza);
  • rende il servizio sanitario più efficace, efficiente ed equo (possibilità di raggiungere potenzialmente tutti i pazienti, miglioramento della comunicazione e coordinamento dell’assistenza tra i membri di un team sanitario);
  • diminuisce la spesa sanitaria;
  • migliora l’esito delle cure potendo individuare precocemente effetti collaterali severi[8].

Inoltre, in altri settori dell’oncologia quali i tumori di cervello, mammella, prostata, endometrio, vescica e colon-retto, vari studi hanno dimostrato la fattibilità e la buona aderenza dei pazienti a protocolli di follow-up post-trattamento in cui le visite erano condotte con la modalità della telemedicina[9],[10],[11],[12],[13].

 

 

Note

  1. https://www.garanteprivacy.it/temi/coronavirus/faq.
  2. Si legge letteralmente che “La normativa d’urgenza adottata per il Covid-19 ha previsto misure rigorose per lo svolgimento delle visite mediche, al fine di favorire l’adozione di misure di protezione per il paziente e per il personale sanitario, nonché per garantire il distanziamento interpersonale tra gli stessi pazienti. In tale contesto – prosegue il Garante – le strutture sanitarie che intendono avvalersi di strumenti di Telemedicina (app di telediagnosi, teleconsulto, teleassistenza e telemonitoraggio utilizzate dal personale medico) per effettuare diagnosi o terapie a distanza, non devono richiedere uno specifico consenso al trattamento dei dati personali dell’interessato, in quanto si tratta di una diversa modalità di svolgimento del rapporto medico-paziente (cfr. in particolare art. 9, par.2, lett. h) e par. 3 del Regolamento). Il titolare del trattamento dovrà in ogni caso provvedere a effettuare la valutazione di impatto (art. 35 del Regolamento), fornire all’interessato un’informativa completa con riferimento al trattamento dei dati effettuato attraverso la predetta app, nonché assicurare il rispetto dei principi di integrità, riservatezza ed esattezza dei dati trattati anche attraverso tale specifica modalità di trattamento”.
  3. Regolamento (UE) n. 679 del 2016 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abrogala direttiva 95/46/CE.
  4. https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9099233.
  5. Sorrentino E, Spagnuolo AF: La sanità digitale in emergenza Covid-19. Uno sguardo al Fascicolo Sanitario Elettronico. Consultabile su: https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=44367.
  6. https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf.
  7. http://www.statoregioni.it/media/3221/p-3-csr-rep-n-215-17dic2020.pdf.
  8. Basch E, Deal AM, Dueck AC, et al: Overall survival results of a trial assessing patient-reported outcomes for symptom monitoring during routine cancer treatment. JAMA 318:197-198, 2017.
  9. Sardell S, Sharpe G, Ashley S, et al: Evaluation of a nurse-led telephone clinic in the follow-up of patients with malignant glioma. Clin Oncol (R Coll Radiol) 12:36-41, 2000.
  10. Faithfull S, Corner J, Meyer L, et al: Evaluation of nurse-led follow up for patients undergoing pelvic radiotherapy. Br J Cancer 85:1853-1864, 2001.
  11. Kimman ML, Bloebaum MM, Dirksen CD, et al: Patient satisfaction with nurse-led telephone follow-up after curative treatment for breast cancer. BMC Cancer 10:174, 2010.
  12. Beaver K, Tysver-Robinson D, Campbell M, et al: Comparing hospital and telephone follow-up after treatment for breast cancer: Randomised equivalence trial. BMJ 338:a3147, 2009.
  13. Smits A, Lopes A, Das N, et al: Nurse-led telephone follow-up: Improving options for women with endometrial cancer. Cancer Nurs 38:232-238, 2015.

 

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