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IoT e blockchain per la tracciabilità della filiera alimentare

Quasi tutti i prodotti dispongono di informazioni sulla loro origine e trasformazione, poiché la legge obbliga a registrare e certificare i vari passaggi (regolamento CE n.178/2002 e successivi). Troppo spesso, però, si tratta ancora di processi analogici, compiuti in maniera manuale e soggetti a imprecisioni, errori e contraffazioni. Ecco come la tecnologia può venire in aiuto

Nei prossimi dieci anni il settore agroalimentare verrà stravolto dalle trasformazioni digitali, sotto tutti gli aspetti ma, in particolare, dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale e di quella ambientale.

Le tecnologie abilitanti per questo ambito sono molteplici, tra le più comuni e promettenti ci sono sicuramente l’Internet delle cose (Internet of Things – IoT), nelle sue declinazioni specifiche Internet of Food (IoF) o Internet of Closures (IoC), e le tecnologie a registri distribuiti (Distributed Ledger Technologies – DLT), di cui la blockchain è l’esempio più famoso.

La Fondazione LINKS da circa un ventennio lavora con le tecnologie digitali, a stretto contatto con il modo industriale, cercando di rispondere in modo innovativo alle esigenze di innovazione delle aziende. Nel campo della tracciabilità delle filiere ha partecipato a numerosi progetti di ricerca in collaborazione con diversi partner italiani ed internazionali. Tra le esperienze più interessanti, legate all’Internet of closures si possono inserire il progetto SmartCap, nato dalla necessità di innovazione di uno dei maggiori produttori di vermouth e liquori e in collaborazione con un’azienda leader mondiale nel settore del packaging per bevande.

SmartCap, o “tappo intelligente”

SmartCap è una piattaforma tecnologica capace di tracciare l’intero ciclo di vita di prodotti imbottigliati attraverso l’utilizzo di un “tappo intelligente”. La soluzione progettata utilizza la tecnologia del Near Field Communication (NFC), grazie alla quale è stato possibile inserire all’interno del tappo funzionalità che permettono: il tracciamento delle fasi di produzione all’interno dell’impianto di produzione, le varie fasi di distribuzione del prodotto e l’interazione con il cliente finale, fornendo contenuti aggiuntivi o raccogliendo feedback utili alla sua fidelizzazione. La tecnologia NFC integrata nel tappo permette inoltre di verificare l’autenticità del contenuto della bottiglia, poiché si comporta come un sigillo di garanzia che una volta aperto non può più essere rigenerato.

Questo progetto dimostra che un semplice chip, del costo di pochi centesimi di euro, può trasformare un comune oggetto in una sorgente preziosissima di dati, utili ai produttori per automatizzazione dei processi e migliorare la produttività ed al cliente finale per potersi informare sulla storia e l’origine del prodotto che sta consumando. In una dinamica evolutiva dei mercati e dei prodotti, il fornitore di tappi, che fino ad oggi produce pezzi di sughero, di plastica o di metallo può proporsi come erogatore di servizi e gestore ed elaboratore di dati di consumo e distribuzione.

In generale, la tracciabilità dei prodotti alimentari, nella sua accezione più ampia, e oltre l’esempio portato, è già una realtà; quasi tutti i prodotti hanno informazioni sulla loro origine e sulla loro trasformazione, dato che sia loro che i trasformatori sono obbligati per legge a registrare e certificare i passaggi compiuti sui vari prodotti (regolamento CE n.178/2002 e successivi). Purtroppo, però ancora troppo spesso si tratta di processi analogici, compiuti talvolta in maniera manuale e quindi soggetti a imprecisioni, errori e contraffazioni.

Lo stesso consumatore, poi, si è dimostrato sempre più attento ai vari passaggi della filiera alimentare ed ha espresso preferenze per prodotti con maggiore trasparenza evidenziando la necessità del tracciamento puntuale di tutte le fasi anche quelle non dovute per assolvere solo a obblighi legislativi.

Scopo di SmartCap è raccogliere dati

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La governance e l’uso pubblico dei dati
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Business Intelligence

Alla base di tutto ci sono i dati: più se ne raccolgono e presentano al consumatore finale, più aumenta la fiducia e la trasparenza del fornitore e della sua supply chain. È bene perciò coinvolgere tutti i livelli della filiera, a partire dal produttore primario. Una volta raccolti i dati devono essere elaborati, raffinati e semplificati e poi condivisi con il consumatore nel modo più semplice possibile.

La digitalizzazione e l’automazione dei processi, genera un’enorme quantità di dati che sono preziosissimi per migliorare le produzioni e garantire la trasparenza richiesta dal consumatore nonché per fidelizzarlo dando accesso, in modo semplice e veloce a tutte le informazioni che sai sarà deciso di monitorare.

In particolare, nell’ambito della tracciabilità alimentare, i benefici introdotti dalla digitalizzazione riguardano:

  • l’ottimizzazione e il conseguente efficientamento dei processi, che comporta una riduzione degli sprechi e una riduzione dei consumi;
  • un incremento della sostenibilità economica e ambientale, conseguenza dell’ottimizzazione dei processi (CO2 emessa);
  • la garanzia di autenticità del prodotto, attraverso sistemi di anticontraffazione e di tracking geografico;
  • una maggiore trasparenza e chiarezza di tutti i passaggi della produzione, che incrementano la fiducia e comportano la fidelizzazione del consumatore;
  • la valorizzazione e la promozione del prodotto e del territorio;

Ma quali sono gli strumenti tecnologici da mettere in campo per realizzare una filiera trasparente?

Le tecnologie abilitanti

Come già detto parliamo di Internet of Food (IoF), Internet of Closures (IoC) parte specifica dell’Internet delle cose (IoT), e le tecnologie a registri distribuiti (Distributed Ledger Technologies – DLT).

L’IoT permette di rendere gli oggetti intelligenti e farli interagire con il mondo circostante grazie a chip collegati a Internet. Tali oggetti sono in grado di raccogliere informazioni ed eseguire delle azioni, grazie agli input ricevuti dall’ambiente in cui si trovano o dalle indicazioni di sistemi centralizzati ospitati nel cloud. L’IoT è la tecnologia di base per digitalizzazione dei processi ed è fondamentale per automatizzare la raccolta dei dati necessari per il tracciamento.

Da una ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, nel settore agroalimentare, il 30% delle soluzioni utilizzano tecnologie RFid, NFC e sensoristiche per raccogliere o restituire dati: un mercato cresciuto del 63% nel corso dell’ultimo anno.

Le tecnologie a registri distribuiti consentono di memorizzare in maniera sicura ed immutabile le transazioni che si effettuano lungo la filiera da tracciare, senza la necessità di avvalersi di un intermediario che si occupi della gestione e della certificazione delle transazioni. Tali piattaforme permettono a tutti gli attori della filiera di verificare ogni transazione nello stesso momento, a vantaggio del monitoraggio della qualità complessiva del prodotto.

Le tecnologie DLT applicate al settore agroalimentare sono in rapida diffusione, dal momento che il 43% delle soluzioni innovative fanno leva su questa tecnologia, nell’ultimo anno il mercato è in crescita del +111%, come evidenziato dall’ Osservatorio Smart AgriFood.

Typicalp, un progetto di tracciabilità del prodotto basato su DLT

Per quanto riguarda questo dominio tecnologico, un interessante esempio di applicazione è dato dal progetto Typicalp[2] all’interno del quale la Fondazione LINKS si occupa dello sviluppo di soluzioni tecnologiche per supportare la competitività delle micro-piccole medie imprese attive nella filiera lattiero-casearia nelle aree montane della Valle d’Aosta (Italia) e del Canton Vallese (Svizzera), attraverso la messa a punto di un modello transfrontaliero sostenibile e innovativo di comunicazione, tracciabilità e distribuzione, per la valorizzazione dei prodotti di montagna e dei loro sottoprodotti. In particolare, è in fase di realizzazione un sistema innovativo di tracciabilità e rintracciabilità di prodotto basato su tecnologia DLT, attraverso cui si intende tracciare un processo produttivo di prodotti lattiero-caseari dal principio alla conclusione del suo percorso, raccogliendo le informazioni in modo sicuro a ogni step del processo e di filiera. L’elemento innovativo che si vuole introdurre in questo progetto è l’implementazione di un modello distribuito di gestione del processo di tracciabilità (Distributed Ledger) attraverso un’applicazione in grado di favorire il riavvicinamento fra il consumatore e i produttori. Tale strumento ambisce ad essere un modello di trasparenza e sicurezza il cui obiettivo è di ristabilire un contatto fra chi produce l’alimento e chi lo consuma.

Quanto sopra dimostra come le tecnologie e la rivoluzione digitale siano un elemento di fondamentale evoluzione anche in un settore tradizionale come quello dell’Agrifood. Le aziende possono trarne significativi vantaggi tra i quali, anche se non in modo esaustivo:

  • ottenere monitoraggi costanti sui processi produttivi e garantirne la qualità;
  • assolvere in modo certificato agli obblighi di legge sia nazionali che europei;
  • avere dati in grado di supportare strategie di mercato e di prodotto;
  • espandere la propria offerta verso i clienti muovendosi nel campo dei Servizi aggiunti;
  • tutelare ed informare il consumatore attraverso informazioni chiare e trasparenti.

In definitiva, le tecnologie digitali non solo aiutano le aziende e i consumatori nella loro relazione ma, opportunamente utilizzate ed espanse, possono contribuire significativamente alla tutela delle diverse denominazioni d’origine e di processo (DOP, DOC, IGP etc) nonché, nel nostro caso, a garantire e proteggere il brand del Made in Italy rappresentando, quindi, una grande opportunità per l’Italia ed il settore specifico.

 

  1. TYPICALP è co-finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg Italia-Svizzera ed è sviluppato da un consorzio di cinque partner: Institut Agricole Régional IAR (capofila Italiano), Haute Ecole Spécialisée de Suisse Occidentale HES-SO Valais (capofila svizzero), Fondazione LINKS, Camera Valdostana delle Imprese e delle professioni e Regione Autonoma Valle d’Aosta.

 

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