Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Direttore Responsabile: Mauro Bellini

CERCA
MENU
Direttore responsabile: Mauro Bellini

.Industry 4.0

Verner Vogels, AWS: Industria 4.0, dalla Germania all'Italia il ruolo delle PMI

Un contributo di Werner Vogels, CTO di AWS, su come le medie imprese d'eccellenza tedesche affrontano il percorso verso Industria 4.0

Un contributo di Werner Vogels, CTO di AWS, sulle sfide che l’Industria 4.0 rappresenta non solo per le grandi imprese, ma per le piccole e medie imprese d’eccellenza. La riflessione di Vogels parte da alcuni casi reali dei mercati tedesco e austriaco, ma, considerato quanto questa stessa tipologia di imprese abbia peso e ruolo sulla nostra economia nazionale, non è difficile trovare elementi di analogia.
Muoversi verso Industria 4.0 deve essere una scelta strategia, prima che economica, che ha bisogno di ridefinizione dei processi, di un percorso di digital transformation, di una logica di ecosistema.
E che non può prescindere da un layer chiave: quello del cloud.

Le piccole e medie imprese d’eccellenza, – i cosiddetti “hidden champion” nella definizione di Hermann Simon, vale a dire aziende di proprietà familiare, aziende di ingegneria, molto specializzate – sono uniche al mondo. Si contraddistinguono per la qualità, l’affidabilità e un alto grado di know-how nella produzione. Queste aziende svolgono un ruolo significativo nell’economia tedesca; è anche grazie alla loro presenza che la Germania è diventata uno dei pochi paesi dell’Europa Occidentale in cui la produzione rappresenta oltre il 20% del PIL, al contrario di quanto accaduto nei Paese limitrofi In questo scenario, le tecnologie digitali e i modelli di business incentrati sull’Industry 4.0 (termine inventato in Germania per fare riferimento alla digitalizzazione della produzione) hanno il potenziale di rafforzare ulteriormente il vantaggio competitivo della Germania.
Secondo le stime di Bitkom, l’associazione tedesca dell’industria IT e dell’Istituto Fraunhofer di Ingegneria Industriale IAO, proprio queste imprese contribuiranno alla crescita economica del Paese nei prossimi otto anni e creeranno nuovi posti di lavoro, anche se molti esperti oggi ritengono che il potenziale fondamentale dell’Industria 4.0 sia ancora pienamente espresso.

Industria 4.0: partire dalla digital transformation

La maggior parte delle PMI di successo ha costruito nel corso degli anni la propria reputazione con un duro lavoro sull’ottimizzazione dei processi e ha investito il tempo per perfezionare i propri processi e sviluppare prodotti di alta qualità per i clienti. Questo ha pagato – e continua a farlo.

Tuttavia, le tecnologie digitali stanno ora instaurando un cambiamento di paradigma nella creazione di valore. Il processo di produzione può essere completamente digitalizzato per diventare parte di un “Internet of things” connesso (IoT), controllato tramite il cloud. E il controllo non è l’unica modifica: l’IoT crea molti nuovi flussi di dati che, attraverso l’analisi cloud, forniscono alle aziende una conoscenza più profonda delle proprie operation e dell’ingaggio sui proprio clienti.
Ciò sta portando le aziende, anche quelle di piccole e medie dimensioni, ad abbattere le barriere tra i dipartimenti, a pensare oltre le attività tradizionali e sviluppare nuovi modelli di business.

Quasi tutte le aziende industriali in Germania hanno già un progetto di digital transformation. La maggior parte di queste aziende sta ottenendo ulteriori aumenti di efficienza nella propria produzione utilizzando tecnologie digitali. Altre aziende hanno avviato startup per la sperimentazione di determinate attività o l’avvio di progetti pilota anche a solo scopo dimostrativo.
Molte di queste iniziative, in effetti, non vanno mai oltre questo punto. Il core business, che comunque funziona, sembra rimanere al di fuori di questo processo di trasformazione. E una delle ragioni principali di questa mancanza di azione è che le persone con le necessarie competenze IT nelle PMI a volte non sono sedute al tavolo della strategia come dovrebbero.

La competition viene non solo dai mercati ma altri modelli di business

Queste iniziative saranno sufficienti per assicurare nel tempo il primato delle PMI tedesche?
Probabilmente no.
Le aziende nei mercati emergenti stanno superando quelle dei mercati più consolidati. L’industria cinese, ad esempio, sta facendo progressi enormi. Il ruolo delle aziende manifatturiere cinesi nel mercato mondiale sta cambiando: da produttori a basso costo a fornitori globali di tecnologia avanzata.
I leader mondiali tedeschi, pertanto, si rendono conto di non poter riposare sugli allori.

Il punto è che si stanno creando nuovi equilibri, in un mercato di fatto nuovo, nel quale accanto agli operatori tradizionali rappresentati dalle aziende meccaniche o dalle società di ingegneria arrivano nuovi player, come le società che sviluppano software. Entrano in scena aziende nuove e innovative, come i fornitori di soluzioni per l’analisi dati, i fornitori specializzati in software o le aziende che possono fornire offerte complementari, e la produzione tradizionale diventerà improvvisamente uno dei tanti moduli di un insieme molto più articolato, aprendo la strada alla produzione as-a-service.

Creare valore aggiunto in un ambiente Industry 4.0 spesso significa integrare in ambienti B2B alcuni elementi tipici del B2C, mettendo in atto percorsi di cambiamento, adottando processi di sviluppo agili in una logica di miglioramento continuo e creando un portafoglio di soluzioni più ampio, ad esempio connettendo sempre più l’ambiente di fabbrica con i dati che provengono dall’esterno, come la logistica e la gestione dell’inventario.
Nella “digital factory” del futuro, il software svolge un ruolo sempre più determinante ed è destinato ad aumentare sempre di più le proprie funzionalità.
Già ora, componenti tradizionali dell’automazione industriale sono in grado di connettersi in cloud senza particolari problemi: sono proprio le aziende che lavorano nell’ambito dell’automazione industriale che introducono elementi di digitalizzazione nei loro prodotti, aprendo le strade della “smart factory” ai loro clienti, abilitandoli a creare ambienti nei quali le strutture produttive e i sistemi logistici sono interconnessi senza la necessità di una persona che li gestisca.
Un esempio di questo tipo di digital transformation al fuori dalla Germania è rappresentato da General Electrics, il cui CEO, Jeffrey Immelt, così ama dire: “Se la scorsa notte ti sei addormentato come un’azienda industriale tradizionale, ti sveglierai oggi come un’azienda software e di analisi”.

Produzione personalizzata a portata di mano

Una case history interessante in questo senso è l’austriaca Stölzle Oberglas, attiva nel settore vetro, che rappresenta un esempio di come un’azienda industriale possa integrare alcuni comportamenti tipici del mercato consumer nel proprio modello di business. Se un cliente decide all’ultimo momento (ad esempio in vista di un grande evento sportivo) di vendere un’edizione speciale di una bottiglia con il nome della squadra vincitrice, Stölzle ha la necessità di consegnare in breve tempo il prodotto richiesto. In passato ciò sarebbe stato proibitivo in termini di tempi e di costi: nell’era digitale di oggi, un prodotto così personalizzato riesce a non costare più di un prodotto standard.
Oggi Stölzle è in grado di rispondere positivamente a questo tipo di richieste poiché, con l’aiuto del software, non solo ha consolidato i dati provenienti dall’intero processo produttivo, ma li può analizzare in modo intelligente, rendendoli poi disponibili per l’utente.
In tal modo, il cambiamento delle specifiche può entrare nel flusso di produzione in tempo reale, grazie al cloud. Ma l’innovazione guidata dal cliente in un ambiente Industry 4.0 non si ferma qui. Il beneficio è tangibile anche per il fornitore della soluzione software utilizzata da Stölzle, il quale utilizza gli insight che acquisisce da questo progetto e prosegue nello sviluppo della sua soluzione, ampliando il portafoglio di funzionalità disponibili per i suoi clienti.
È esattamente quello che  facciamo in Amazon Web Services: sviluppiamo nuove funzionalità e servizi basati sui feedback concreti da parte dei clienti e poi li mettiamo a disposizione di tutti i nostri utenti .

Lavorare in un ecosistema abilitato dal cloud

Sapere come connettere le conoscenze dei nativi digitali con le competenze ingegneristiche tradizionali sarà un passaggio fondamentale per la crescita delle imprese. Quasi quotidianamente, nascono nuove startup nella Silicon Valley, a Tel Aviv, Londra e Berlino, il cui modello di business spesso punta alla creazione di valore aggiunto per gli utenti macchine o utensili grazie all’utilizzo di  sensori che collegano macchine e prodotti nell’Internet of Things e che abilitano nuovi servizi che superano i confini delle sole linee di assemblaggio. Sono sperimentazioni che implicano livelli di rischio molto bassi: nel cloud, è possibile riservare servizi e capacità del server in base alle finalità dell’operazione e pagarli in base all’utilizzo effettivo.

Un’ulteriore case history, esempio concreto di questo nuovo modello di business, lo troviamo nella società berlinese WATTx, uno spin-off indipendente di Viessmann, società con oltre cento anni di storia alle spalle e specializzata nei sistemi di riscaldamento. WATTx fu creata dagli stessi proprietari dell’azienda per integrare nei prodotti standard di Viessmann nuovi servizi digitali intelligenti, come la piattaforma IoT per gli edifici commerciali. Grazie ai dati forniti dai sensori posti all’interno e all’esterno dell’edificio, è possibile gestire da remoto i sistemi di riscaldamento, le luci e l’apertura e chiusura delle tende alle finestre.
Ma WATTx non si limita a questo: la società riunisce tutti i suoi talenti digitali a Berlino e garantisce loro accesso limitato alle nuove tecnologie, come il cloud.
Da un lato, questo consente che le idee vengano realizzate rapidamente – o abbandonate con altrettanta velocità se non sono realizzabili – e che siano sviluppate e testate prima di essere effettivamente immesse sul mercato. Nel contempo, Viessmann è in grado di sviluppare nuovi servizi che offrono valore aggiunto ai suoi prodotti per il riscaldamento. Ed è così che una società tedesca tradizionale è in grado di mantenere i contatti con i clienti finali ed esplorare mercati completamente nuovi.

L’Industria 4.0 va affrontata come scelta strategica

L’ostacolo iniziale da superare, per le aziende del comparto produttivo tradizionale è affidarsi a software e servizi che non hanno mai fatto parte del loro core business.
Cambiare processi che già funzionano sembra essere un rischio elevato, per lo meno nel breve periodo. Ma se non si affrontano i progetti Industria 4.0 nella loro dimensione strategica, non è possibile generare alcun valore aggiunto innovativo, né a livello micro né macroeconomico. A lungo termine, esiste la concreta possibilità che  concorrenti più agili superino le “industrie” tradizionali, a maggior ragione se queste ultime non riusciranno a sviluppare un nuovo percorso attraverso l’ecosistema globale di macchine, prodotti e servizi digitali. Ma quelle aziende industriali che trovano il coraggio di attuare nuovi approcci e soluzioni avvalendosi delle tecnologie cloud continueranno a mantenere il proprio status nell’economia tedesca. E c’è una buona probabilità che avranno un ruolo più importante in futuro.

Open Innovation
Il colosso internazionale dell’agrifood da un decennio sperimenta i benefici dell’innovazione open e condivisa e i suoi manager sono convinti di...
29 novembre 2016