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AWS Summit: i superpoteri del cloud al servizio di IoT e Industria 4.0

A Milano oltre 1500 presenze per AWS Summit, l'evento per clienti, partner e sviluppatori di Amazon Web Services. Si parla di super poteri del cloud, ma anche di IoT e Industria 4.0

Erano più di 1500, tra clienti, partner, sviluppatori, a seguire il keynote di apertura di AWS Summit, tappa milanese del ciclo di incontri che Amazon Web Services sta organizzando in tutta l’area Emea tra maggio e giugno.

Sul palco, a fare gli onori di casa, Marco Argenti, Vice President, IoT, Mobile and Serverless Compute della società.

A lui il compito di raccontare a una platea, composta per oltre la metà di persone al loro primo incontro con AWS, come ci racconta Danilo Poccia Emea Evangelist della società, non solo il cosa, ma anche il come e il perché del viaggio verso il cloud.

Argenti racconta di un cloud non più e non solo piattaforma d’elezione per le startup, “per le quali rappresenta una scelta naturale”, ma anche per il mondo Enterprise: “AWS è presente in tutti i principali settori industriali, così come ha fatto ormai da tempo il proprio ingresso anche nella Pubblica Amministrazione”.

Ma se questa è la premessa, poi per Argenti, arrivato a Milano da Seattle, arriva il momento di scendere nel concreto, spiegando perché il cloud, e il cloud di AWS in particolare, è elemento di differenziazione e di vantaggio competitivo.

I Super Poteri del Cloud AWS

La risposta, in fondo, è semplice: “Perché il cloud ha i superpoteri”.
Per Argenti la metafora dei “Super Powers” serve come fil rouge per raccontare tutto quanto c’è in Amazon Web Services, a partire dall’infrastruttura, con le Region e le Availability Zone in tutto il mondo, per passare ai servizi (“ne aggiungiamo tre nuovi al giorno”, ci spiegherà più tardi Poccia) e arrivare agli oltre 1.200 ISV attivi, che sviluppano soluzioni rendendole disponibili sul marketplace.

I superpoteri del cloud AWS, nel racconto di Argenti, sono la velocità (la “Supersonic Speed”, la definisce), la numerosità dei servizi, la scalabilità.
L’invisibilità è invece il super potere che consente ad Argenti di introdurre il tema dei microservizi e del serverless computing.
Si toccano infine le tematiche più attuali, dall’IoT all’Industria 4.0 quando si parla di vista a Raggi X, il superpotere legato agli analytics, e di capacità predittive, derivanti da tutto quanto ruota intorno al machine learning.

Gedi, Satispay ed Enel le case history raccontate

Tre le case history portate sul palco: il CTO di Gruppo Gedi, che racconta come il cloud di AWS supporti tutto quanto succede sul sito di Repubblica, picchi di richieste, anche video, inclusi; Alberto Dalmasso, founder di Satispay, che testimonia come l’innovazione su mercati presidiati da player tradizionali passi dal cloud e come anche un mondo estremamente regolato come quello dei servizi di pagamento possa poggiare sul cloud facendo affidamento su sicurezza e agilità; infine Carlo Bozzoli, CTO di Enel, che non solo racconta di una migrazione in cloud di 6.000 server, ma soprattutto di un progetto di trasformazione digitale che ha consentito di riportare in azienda intelligenze ed entusiasmo: “Un progetto di insourcing”, lo definisce il manager.

Verso IoT e Industria 4.0 anche in Italia

Nel progetto Enel è coinvolta Accenture, dal 2015 Global System Integrator di AWS.
Una referenza importante, secondo Valerio Romano, Infrastructure Services Lead ICEG (Italia, Europa Centrale e Grecia), Accenture Operations, che racconta come questo progetto abbia destato molta attenzione presso le grandi aziende: “Registriamo molta attenzione nel settore pubblico, nel manifatturiero e nell’energy”, racconta.

Pragmaticamente, Romano identifica due grandi driver per il cloud: “C’è un filone tradizionale, infrastrutturale, che dunque guarda al cloud per la riduzione o la variabilizzazione dei costi. Ma accanto a questo filone se ne sta creando un altro, con un’ondata di aziende che vogliono utilizzare le funzionalità e i servizi cloud per abilitare progetti IoT e Industria 4.0”.

Su questo punto interviene Danilo Poccia: “L’IoT rappresenta oggi uno scenario impossibile da gestire con una infrastruttura tradizionale. L’Internet of Things richiede vincoli di sicurezza, di affidabilità, di scalabilità che solo il cloud garantisce. In Italia cominciamo a vedere tanti progetti, perché alla fine un messaggio è passato in modo chiaro: non serve limitarsi a collocare sonde e sensori. I sensori se non sono connessi non danno valore. E le imprese oggi lo sanno”.

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29 novembre 2016