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Polimi: smartphone e tablet sempre più protagonisti nell’eCommerce italiano

Gli acquisti attraverso dispositivi Mobile cresceranno del 60% nel 2015, arrivando a rappresentare un quarto del volume del commercio elettronico, in linea con USA e Regno Unito, spiega l'Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano. E per il futuro le prospettive sono ottime, grazie a nuove funzioni, multicanalità, siti responsive e social network

Valentina Pontiggia, Ricercatore Senior Osservatorio eCommerce B2c - Politecnico di MilanoNel 2015 le vendite online via smartphone in Italia cresceranno del 70% circa, e supereranno il valore di 1,8 miliardi di euro, pari al 12% del totale dell’eCommerce B2c nel nostro Paese. Tenendo conto anche delle vendite su tablet, la crescita è del 60% e porta i nuovi device a pesare per un quarto dell’intero eCommerce italiano. Questa percentuale era del 5% nel 2012, del 14% nel 2013 e del 18% nel 2014.

Con un peso pari al 25% delle vendite online, il Mobile Commerce italiano è quindi in linea con quello dei Paesi più avanzati su questo fronte – Regno Unito e USA (25%) – e addirittura sopravanza Germania (22%), Spagna (20%) e Francia (17%).

Sono dati ricavati dalle stime dell’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, e raccontati da Valentina Pontiggia (nella foto), Ricercatore Senior di tale Osservatorio, su Agenda Digitale. La situazione è piuttosto diversa da settore a settore. Il comparto con la più alta penetrazione delle vendite da Smartphone è l’Informatica ed elettronica con circa il 18%, seguito dall’Abbigliamento con il 17%.

Troviamo poi l’Editoria e il Turismo con il 15% e con l’8% rispettivamente. Se si considera invece l’apporto in valore assoluto, il Turismo contribuisce alle vendite con più di 440 milioni di euro, l’Abbigliamento con circa 390 milioni e l’Informatica ed elettronica di consumo con circa 370. Tra gli altri comparti si segnalano gli ottimi risultati del Couponing.

Oggi diverse tipologie di operatori sfruttano il canale Mobile per vendere. In primis ci sono i siti delle vendite private (come ad esempio Amazon BuyVIP, Privalia, SaldiPrivati e vente-privee.com) e quelli del Couponing (come ad esempio Glamoo, Groupalia e Groupon) per un’evidente affinità con un modello di business in cui l’istante di acquisto conta.

In secondo luogo, le compagnie di trasporto (come ad esempio Alitalia, Lufthansa, Meridiana, NTV e Trenitalia) dove contano sia l’istante che il luogo in cui l’acquisto viene effettuato. Vi sono poi alcune grandi Dot Com che fanno leva sul carattere personale del dispositivo, come ad esempio TicketOne che propone i biglietti per gli eventi degli artisti preferiti che sono presenti nelle playlist personali sullo Smartphone o sul proprio profilo Facebook.

Ve ne sono altre che puntano sulla semplificazione del processo di acquisto, come ad esempio Amazon che nella sua App ha integrato il lettore del codice a barre per favorire la ricerca del prodotto senza digitazione presso i punti vendita dei retailer tradizionali. Ed infine ne troviamo altre ancora che provano a sfruttare al massimo i tempi morti (ad esempio negli spostamenti) laddove il contenuto informativo è particolarmente ampio e complesso (come ad esempio le agenzie online come Expedia, lastminute.com, i portali di hotel come Booking.com o venere.com).

Cosa ci si può aspettare per il prossimo futuro? Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c sono diversi gli elementi da tenere in considerazione per valutare lo svi­luppo delle vendite online da dispositivi mobili. In primis, c’è la diffusione dei device. Nel 2014 si stimavano 45 milioni di smartphone e circa 11 milioni di tablet attivi nel no­stro Paese, che dovrebbero arrivare nel 2015 a 52 (+16%) e 14 milioni (+25%) rispettivamente.

Negli anni successivi è attesa una crescita più importante per i tablet, che in molte attività di in­trattenimento (soprattutto domestiche) andranno a sostituire il pc (desktop o laptop). In secondo luogo, si ritiene che lo smartphone avrà un ruolo sempre più significativo nell’unire il mondo fisico con quello digitale, spingendo percorsi di acquisto multicanale.

Percorsi multicanale saranno resi disponibili anche attra­verso nuove funzionalità come la ricerca visuale lanciata da Amazon, che consente di fotografare un prodotto in store per verificarne disponibilità e prezzi online o l’acquisto tramite riconoscimento delle immagini e riconoscimento audio (sia all’interno dello store che sui media) offerto per esempio dal gruppo Miroglio (Motivi). In terza battuta, riteniamo che l’offerta su smartphone e tablet sarà sempre più completa, grazie alla progettazio­ne di siti “responsive” (ossia che si adattano allo schermo del device da cui vengono fruiti) e allo sviluppo delle App (oggi solamente il 22% dei merchant del nostro campione ha una applicazione di mobile Commerce).

Infine, pensia­mo che anche l’innovazione attraverso i social network, tipicamente fruiti da dispositivi mobili, potrà spingere ulteriormente le vendite. Amazon ad esempio negli USA dà la possibilità di inserire dei prodotti nella wishlist e nel carrello tramite tweet. Twitter stesso si è poi dotato del bottone “buy” e ha acquisito CardSpring, un’infrastruttu­ra di pagamento che connette i venditori con i payment processor. Sempre in questo ambito si segnala l’accordo tra Yoox Group e WeChat, in Italia, USA e poi in Cina, che consentirà ai clienti di accedere a servizi e contenuti esclu­sivi (come ad esempio chattare con un assistente o consul­tare un personal stylist dedicato).

*Ricercatore Senior Osservatorio eCommerce B2c – Politecnico di Milano

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