Scenari

La supply chain resiliente e sostenibile nell’era della permacrisi

Da uno studio realizzato da Oxford Economics per conto di SAP emergono quali sono le tendenze delle organizzazioni per rispondere alle sfide delle catene di fornitura globale. Nonostante la propensione alla scelta di tecnologie “intelligenti”, c’è ancora molta strada da fare. Ma esistono degli esempi, come quello di Smart Press Shop, che dimostrano l’efficacia delle giuste soluzioni per migliorare produzione, tracciabilità e utilizzo delle risorse

Pubblicato il 18 Apr 2023

SAP supply chain

Se c’è un termine di nuovo conio destinato a caratterizzare questi anni è la parola “permacrisi”. All’ultima Hannover Messe, la fiera mondiale dedicata all’industria che si è tenuta dal 17 al 21 aprile 2023 nella città tedesca, è stata spesso evocata, anche se non sempre citata esplicitamente. Ne parla espressamente, invece, un recente studio condotto da Oxford Economics per conto di SAP illustrato in occasione della manifestazione. Lo studio si focalizza sulle strategie di supply chain necessarie a raggiungere la resilienza e a evitare i rischi. Contiene, a tale scopo, le interviste a 1.000 tra professionisti e dirigenti di 15 settori industriali presenti in 10 paesi: Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Italia, Cina e Giappone.

È proprio sulle catene di fornitura globale, infatti, che il concetto di permacrisi si manifesta come fenomeno “prolungato di instabilità e insicurezza, derivante da una serie di eventi catastrofici” si legge sul report. Eventi che comprendono l’instabilità geopolitica, la pandemia, l’incremento dei costi del carburante, l’inflazione in aumento, la regolamentazione crescente e le richieste internazionali di riduzione delle emissioni di CO2.

Una forte propensione verso tecnologie “intelligenti”

In uno scenario così complesso, non c’è spazio per la vulnerabilità della supply chain e la resilienza è essenziale per resistere in maniera flessibile ai costanti cambiamenti. È il motivo per cui le organizzazioni stanno cercando di riprogettare la loro catena di approvvigionamento e i processi di produzione così da tenere sotto controllo costi, velocità, profitti, servizio clienti e rischi. Ecco perché i responsabili della produzione, nell’indagine dell’Oxford Economics, risultano essere più propensi di altre figure che presidiano differenti aree aziendale a implementare tecnologie “intelligenti”.

Dall’utilizzo di queste tecnologie, impiegate su larga scala, si attende soprattutto un miglioramento delle capacità di analisi predittiva con cui anticipare le possibili interruzioni della supply chain e intervenire per tempo. Nonostante questo interesse dichiarato dagli intervistati della ricerca, solo il 36% del campione sostiene di aver già implementato l’analisi predittiva in ogni ambito della propria organizzazione. E questo anche se l’intelligenza artificiale viene utilizza quasi nella stessa misura del cloud (56% contro 60%), ancor più del mobile (55%) e dell’IoT (50%). Ciò non toglie tuttavia che solo il 14% la stia sfruttando per acquisire i dati della catena del valore del prodotto e agire su di essi in tempo reale.

Che cosa emerge dallo studio dell’Oxford Economics

“Negli ultimi anni è apparso evidente che le nostre catene di fornitura globali sono diventate più vulnerabili. Questo ha conseguenze di vasta portata anche per l’industria manifatturiera” ha sottolineato Thomas Saueressig, membro dell’Executive Board di SAP e responsabile di SAP Product Engineering, ricordando l’impegno della società in progetti come il consorzio Catena-X. “Gli ecosistemi di dati aperti, in particolare, giocano un ruolo rilevante nell’industria manifatturiera. Inoltre, in molte delle conversazioni che ho avuto con i leader aziendali, e secondo il nostro ultimo studio svolto da Oxford Economics, appare chiaro che i clienti capiscono la necessità di investire nei principi dell’Industria 4.0 e nell’intelligenza artificiale per aumentare la resilienza della supply chain, ma molti sono ancora in fase di sperimentazione”.

In effetti, se si guardano i numeri della ricerca, l’attenzione posta alla supply chain durante l’apice della pandemia si dimostra oggi affievolita. Paragonando la survey 2023 con un’altra analoga del 2021, i rispondenti di adesso sono meno propensi a dire che la supply chain sia importante nella definizione della strategia aziendale complessiva (52% contro il 66% del 2021). Ad esempio, sebbene il venir meno dei silos vada considerato un risultato ormai acquisito, non basta da solo a conseguire l’obiettivo finale, cioè quello di rispondere a esigenze dei clienti in continua evoluzione con aspettative sempre più elevate in termini di beni e servizi da ottenere tempestivamente.

Le soluzioni di SAP sul fronte della supply chain

La risposta di SAP a queste aspettative arriva dall’annuncio dei miglioramenti alle sue soluzioni dedicate alla supply chain, di cui fanno parte la generazione di insight basati sui dati e l’intelligenza artificiale integrata. A cui si aggiungono le funzionalità di visualizzazione 3D dei prodotti e delle operazioni nei processi di produzione, assistenza e manutenzione. Queste ultime consentono agli operatori di produzione di visualizzare i modelli di prodotto 3D nella loro dashboard e nel loro ambiente di lavoro, semplificando così anche gli assemblaggi più complessi. Inoltre, sono anche disponibili in modalità mobile affinché i tecnici sul campo possano accelerare la manutenzione degli asset e aumentare i tassi di riparazione al primo tentativo, con conseguente riduzione dei tempi di fermo.

Dalla visibilità 3D alla sostenibilità end-to-end

Un’altra risposta della multinazionale tedesca si concentra sul tema della sostenibilità associata alle catene di fornitura. Secondo lo studio di Oxford Economics, infatti, il 28% dei responsabili della supply chain mette il perfezionamento delle metriche di sostenibilità fra i tre principali obiettivi strategici. La soluzione SAP Responsible Design and Production si muove proprio in questa direzione, supportando le linee guida per packaging sostenibili grazie al monitoraggio costante della progettazione degli imballaggi. Anche l’integrazione con il fornitore di rating di sostenibilità aziendale EcoVadis permette ai fornitori di gestire le loro prestazioni di sostenibilità mostrando un rating correlato all’interno di SAP Business Network. Il che aiuta gli acquirenti a identificare in che modo conformarsi alla legislazione emergente in materia di due diligence e reporting ESG, oltre a metterli in condizione di selezionare i fornitori più “virtuosi”.

Smart Press Shop, caso di successo nell’automotive

Un caso emblematico di applicazione dei software SAP nella supply chain del settore automotive è quello di Smart Press Shop. Nata da una joint venture tra Porsche e Schuler, l’azienda si avvale dell’intelligenza artificiale presente in SAP Digital Manufacturing per la sua produzione. Ad esempio, il sistema valuta la qualità dei materiali in tempo reale e riesce a regolare le prestazioni delle macchine per migliorare i processi a valle della logistica e delle operazioni. A questo si abbina una strategia di sviluppo cloud-first in cui i processi di configurazione dei macchinari della linea di produzione per lo stampaggio di parti della carrozzeria di un’automobile sono completamente paperless e automatizzati.

“Con l’aiuto delle soluzioni SAP, siamo stati in grado di costruire molto rapidamente un insieme di sistemi presso lo Smart Press Shop basato sui principi dell’Industria 4.0 e capaci di soddisfare i nostri requisiti, come l’auto-ottimizzazione della produzione, la tracciabilità end-to-end e la produzione con risparmio di risorse” ha affermato Hendrik Rothe, CEO di Smart Press Shop, elencando in cosa è consistita la partnership con SAP: “In pochi mesi, le soluzioni principali SAP S/4HANA Cloud, public edition e SAP Digital Manufacturing erano pronte per essere utilizzate. Queste soluzioni ci consentono di elaborare i dati in tempo reale, di gestire l’intera produzione senza carta e, infine, di rendere trasparenti tutti i nostri processi”. In una parola, di garantire quella supply chain resiliente e pronta ad affrontare i rischi tipici dell’era di permacrisi in cui viviamo.

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