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Le Smart Control Room sono il futuro delle Smart City

I risultati dell'Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano evidenziano la crescita delle progettualità e delle aspettative, anche dietro la spinta del PNRR. Manca un lavoro forte sui dati, mentre appare chiara la necessità di Smart Control Room

Ammontano a oltre 10 miliardi di euro i fondi che il PNRR, nelle sue diverse missioni, di fatto assegna a progetti dedicati alle smart city. Segno dell’importanza riconosciuta a questo tema che, va detto, sta cominciando ad attrarre progettualità sempre più concrete.
Sono queste le evidenze che emergono dalla presentazione dei risultati dell’Osservatorio Smart City, presentato nei giorni scorsi dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Il 50% dei Comuni sopra i 15.000 abitanti ha avviato almeno un progetto smart city

Il dato più interessante è che la metà dei comuni con almeno 15.000 abitanti dichiara di aver avviato almeno un progetto smart city, percentuale che comprensibilmente scende al 28% se si prende in esame la totalità dei Comuni italiani. Non è nemmeno un caso che nel 72% delle città più grandi sia presente un referente per la Smart City, nuova figura professionale che al momento si trova solo nel 31% dei comuni più piccoli.
Ma anche grazie alla spinta che deriva o potrà derivare dal PNRR un terzo delle municipalità si dichiara interessato a varare nuovi investimenti entro i prossimi due anni.

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Smart city - Politecnico

Non si tratta solo di intenzioni sulla carta.
Sono ancora i dati dell’Osservatorio che lo certificano: se lo scorso anno solo un progetto su quatto era già entrato nella fase esecutiva, oggi la percentuale si è notevolmente alzata e riguarda, di fatto, la metà dei progetti annunciati. Di questi, nel 58% dei casi si abbracciano tematiche controllo e sicurezza del territorio, cui seguono a stretto giro (57 e 56% rispettivamente) progetti di smart mobility e di ammodernamento e gestione dell’illuminazione pubblica.

Fondi e competenze: i due ostacoli per la smart city

Nonostante le speranze riposte nel PNRR, va detto che la mancanza di fondi e risorse economiche rappresenta ancora uno dei principali ostacoli che frenano non semplicemente le progettualità, ma l’avvio concreto di un cambiamento che potrebbe cambiare in modo radicale le nostre città. Lo lamenta il 43% dei rispondenti interpellati per l’analisi, mentre il 47% lamenta la carenza di competenze.
Sono due ostacoli oggettivi, che lasciano finalmente in secondo piano altri aspetti legati a difficoltà burocratiche o a resistenze interne.

Serve un lavoro serio sui dati

È un percorso di crescita molto interessante, nel quale emerge in modo molto chiaro la necessità di un lavoro importante sui dati.
I modelli data-driven che regolano le smart city richiedono interoperabilità dei dati, capacità di collaborazione tra attori pubblici e privati, attento indirizzamento di tutte le tematiche e problematiche legate alla privacy.
Come spesso accade, anche nell’ambito della smart city, il problema non è né la disponibilità né la quantià di dati: se ne raccolgono moltissimi, misurando le abitudini dei cittadini, rilevando i consumi energetici, monitorando il territorio.
Una vera miniera d’oro, la definisce l’Osservatorio, che sottolinea tuttavia come il 40% dei comuni ancora non utilizzi adeguatamente i dati raccolti, se pur riconoscendone l’importanza strategica

Verso le Smart Control Room

Per questo, emerge chiara la necessità di Smart Control Room, veri e propri centri di controllo che utilizzano una piattaforma tecnologica in grado di raccogliere dati da tutti i sistemi per poi renderli disponibili ad enti, strutture, uffici e funzioni interessate per analisi predittive, simulazioni e interventi mirati, come, ad esempio, interventi preventivi sui sistemi di illuminazione urbani.

Smart city - politecnico
Per quanto riguarda il PNRR, si parla, come già accennato, di una dotazione di 10 miliardi di euro distribuiti sulle diverse Missioni del PNRR. Sono fondi importanti, che richiedono tuttavia ai Comuni una capacità di risposta in termini di competenze e di personale per poter seguire i progetti in tutto il loro “ciclo di vita”, dall’uscita del bando alla loro implementazione.
In particolare, nella Missione 2 sono inclusi interventi per lo sviluppo del trasporto pubblico locale più sostenibile, mentre progetti di smart building rientrano nei fondi stanziati per l’efficienza energetica e la riqualificazione di edifici pubblici come scuole, sedi giudiziarie ed unità abitative pubbliche. In questo caso tecnologie IoT e di Smart Metering saranno centrali per ridurre i consumi energetici.
Infine, nella Missione 5 si parla di piani urbani integrati, con progetti di rigenerazione urbana per trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili.

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