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Alosys: il lampione intelligente diventa un hub di servizi con IoT e Smart Grid

Trasformare i sistemi di illuminazione stradale in piattaforme per lo sviluppo di nuovi servizi. Per Alosys il lampione intelligente si trasforma da costo a centro di ricavo. I casi di applicazione? Li racconta in una intervista Eugenio Pignatelli, Innovation Manager della società

Se negli ultimi anni il tema delle smart city era al centro dell’attenzione di chi vede nelle città intelligenti un’opportunità per portare nuovi servizi ai cittadini e rendere più efficienti e sostenibili quelli esistenti, non v’è dubbio che l’emergenza COVID-19 abbia aperto un nuovo fronte di osservazione del fenomeno, in una logica di monitoraggio del territorio, a maggior tutela della salute e della sicurezza.
È chiaro tuttavia che, da qualunque punto di osservazione o con qualunque obiettivo si osservi il fenomeno, nessuna delle promesse delle smart city potrà mai realizzarsi senza un’adeguata infrastruttura di supporto.

Ed è proprio sull’infrastruttura che si concentra l’attività di una realtà come Alosys, attiva fin dai primi Anni Novanta sul territorio nazionale e internazionale con una forte “vocazione” nel mercato delle Telco e competenze diversificate in ambiti ad alto tasso di innovazione come big data, industria 4.0 e, per l’appunto, smart city.

Per Alosys focus sull’illuminazione stradale intelligente

Nell’ambito delle smart city, Alosys ha scelto di focalizzarsi su un aspetto particolare, quello dell’illuminazione stradale intelligente.
Si tratta di un comparto interessante, dal punto di vista degli sviluppi attesi. Secondo lo studio Smart Cities: connected Public Spaces”, rilasciato all’inizio di quest’anno da Berg Insight, società di analisi specializzata nel settore dell’Internet of Things, per i lampioni intelligenti, o, per essere più corretti, per i sistemi di illuminazione stradale intelligente, si prospetta una crescita media annua del 24,5% nel quinquennio che va dal 2018 al 2023, fino ad arrivare ai 31,2 milioni di unità alla fine del periodo di osservazione.
Non solo. La stessa Unione Europea li considera un’opportunità concreta, in sostituzione di un parco decisamente obsoleto e oneroso in termini di consumi energetici.
Perché dunque non pensare all’illuminazione stradale come non solo come a un insieme di corpi illuminanti, ma come a una vera e propria piattaforma abilitante per nuovi servizi e nuove forme di comunicazione?

Eugenio Pignatelli, Alosys: portare in outdoor tutte le opportunità dell’indoor

È qui che gioca le proprie carte Alosys, come ci spiega in questa intervista Eugenio Pignatelli, Innovation Manager di Alosys.
“Alosys – spiega Pignatelli – è partita da un obiettivo. Trasferire in outdoor quei servizi e quelle opportunità che oggi sono sempre più diffusi in ambito indoor, che siano abitazioni private, edifici pubblici o aziende.  Mi riferisco ad esempio alla domotica, ai sistemi di videosorveglianza, ai sistemi di comunicazione ed entertainment intelligenti”.
Per portare verso l’esterno tutti questi servizi serve una infrastruttura capillarmente diffusa sia nei piccoli comuni sia nelle realtà più grandi: perché dunque non pensare all’illuminazione pubblica?
“L’intuizione è dunque quella di partire dal dato di fatto: ogni 30 metri c’è un paolo della luce alimentato. Con il nostro brevetto possiamo sfruttare in sicurezza l’alimentazione, quando l’illuminazione è spenta, per altri servizi, come i messaggi variabili, i distributori di energia per cellulari e financo per l’ultimo miglio del 5G”.

IoT e Smart Grid a complemento del lampione intelligente

Il lampione intelligente come piattaforma per nuovi servizi

Le componenti tecnologiche su cui si basano queste soluzioni sono IoT e Smart Grid, il primo, di fatto la sorgente dei dati, l’altro lo strumento per la loro diffusione: ”Sono la base per dare valore alle informazioni e la nostra soluzione complementa queste due leve tecnologiche”.
Nella visione di Alosys, dunque il lampione non semplicemente un oggetto connesso e intelligente, ma diventa un vero e proprio gestore di servizi.
Gli ambiti di applicazione?
Vastissimi.
Da quelli più attuali, concreti, fattibili come la gestione e il monitoraggio del traffico o la videosorveglianza, fino agli scenari più visionari, nei quali “i lampioni diventano una sorta di aeroporto per i droni utilizzati dalle società di spedizioni e logistica, utilizzabili come punto di ricarica o di gestione”.

Il lampione intelligente come centro di ricavo

L’aspetto più interessante, sul quale Pignatelli di sofferma, è il fatto che il palo può diventare un centro di ricavo per chi ne ha la proprietà, perché anche da spento può dare valore a chi lo gestisce o ne permette l’utilizzo.
Stiamo parlando di un ambito nel quale la collaborazione tra pubblico e privati non solo è importante, ma necessaria, soprattutto laddove per il pubblico, che di fatto ha la proprietà del palo, si prospetta l’opportunità di trasformare il paolo stesso da elemento passivo, perché consuma energia e rappresenta in ogni caso un costo, a servizio che può essere portato a ricavo. E anche in questo caso di esempi ve ne sono già molti, con soluzioni di videosorveglianza urbana, stazioni di ricarica, con integrati sistemi di misurazione dell’assorbimento effettivo, o ancora soluzioni per l’assistenza in emergenza, fino ad arrivare a un focus specifico sugli elementi più nuovi della sharing economy ai quali Pignatelli fa riferimento nel corso dell’intervista.

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