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Climatizzazione smart, come funziona, quali vantaggi offre

Oltre a conoscere le condizioni dell’ambiente in cui si trovano, climatizzatori e termostati smart possono tenere traccia delle proprie attività, ad esempio registrando i parametri operativi di funzionamento o il consumo energetico

Si parla spesso di smart building, ovvero di interi palazzi dotati di sistemi connessi per il controllo automatico delle funzioni comuni dell’edificio come climatizzazione, illuminazione, sicurezza. Gli impianti di questo genere portano molti vantaggi ma richiedono investimenti importanti per l’installazione e la manutenzione, per cui non sono ancora diffusi in modo capillare. Per chi non lavora o abita in uno stabile di recente costruzione o ristrutturazione, però, non tutto è perduto: negli ultimi dieci anni molte soluzioni nate per gli smart building sono state semplificate al massimo e “impacchettate” in offerte accessibili al mercato consumer.

Il controllo del clima domestico

Le origini di questa tendenza alla “democratizzazione” si possono indubbiamente ricondurre a Nest, il primo termostato smart: nel 2011 Tony Fadell, famoso per aver sviluppato l’iPod, decise di applicare i principi del design tipici di Apple ad un ambito completamente diverso come il controllo del clima. Fino ad allora (e in molti casi ancora oggi), i termostati domestici erano caratterizzati da interfacce poco intuitive, che nascondevano funzioni utili come la programmazione oraria dietro display sovraffollati e combinazioni di tasti improbabili, a tal punto che molti utenti si accontentavano di lasciare impostata una sola temperatura per la maggior parte del tempo.

Grazie alla connettività Wi-Fi, Nest ha reso invece semplice monitorare e regolare la temperatura anche a distanza, per trovare sempre il clima ideale al momento di entrare in casa. Inoltre, combinando sensori locali e algoritmi di machine learning, il termostato smart apprende dai comportamenti dei propri utenti, e dopo qualche giorno di utilizzo manuale è in grado di regolarsi autonomamente in base alla presenza e alle preferenze dei diversi membri della famiglia. Il primo modello di Nest era compatibile solo con i sistemi di riscaldamento autonomo tipici dei sobborghi americani, ma nel corso degli anni attori come Netatmo, Tado, Honeywell hanno sviluppato soluzioni per la maggior parte delle configurazioni, come ad esempio valvole termostatiche intelligenti per i caloriferi da appartamento.

 

Al tema del riscaldamento si combina quello del condizionamento nei mesi più caldi, specialmente in paesi mediterranei come l’Italia. Al momento di installare un nuovo sistema ad aria condizionata, oggi i consumatori possono scegliere tra diversi modelli dotati di connettività, che consentono il controllo da remoto tramite applicazioni dedicate, o addirittura l’asservimento agli stessi sistemi che controllano il riscaldamento durante l’inverno. Esistono anche delle soluzioni di retrofit, come ad esempio emettitori a infrarossi connessi, che simulano il comportamento del telecomando in dotazione ai condizionatori tradizionali. Ecco quindi che si passa dalle singole funzionalità a una logica di scenario, dove oggetti diversi comunicano tra di loro per collaborare al controllo climatico di tutta la casa.

In questo ambito, la scelta di investire in prodotti smart non porta solo benefici in termini di funzionalità o comodità, ma può avere anche un impatto diretto sulla bolletta a fine mese: le apparecchiature possono infatti decidere autonomamente di disattivarsi o ridurre al minimo l’attività quando non sono necessarie, in base a condizioni prestabilite o a input contestuali ricevuti dai diversi sensori, offrendo così notevoli opportunità di risparmio energetico – a tal punto che numerosi fornitori di luce e gas includono ormai i termostati intelligenti in bundle con le proprie offerte.

Climatizzazione smart: non solo temperatura ma benessere

Partendo dalla regolazione della temperatura, oggi è possibile costruire scenari più avanzati, che tengano conto di un maggior numero di fattori climatici di contesto. Sono infatti sempre più economici i sensori in grado di tracciare non solo la temperatura e la pressione ma anche la qualità dell’aria, misurandone le diverse componenti quali polveri sottili, gas serra e altri inquinanti. Tali sensori sono disponibili in piccole unità connesse da posizionare all’esterno o all’interno dell’abitazione, o si possono trovare direttamente incorporati all’interno di purificatori d’aria, termostati e altri elementi del sistema di climatizzazione.

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Ecco quindi che combinando le informazioni sulla temperatura con quelle sulla qualità dell’aria è possibile creare automatismi non scontati: in giornate serene e basso inquinamento si possono aprire automaticamente tapparelle e infissi (come nel caso dell’integrazione tra le finestre motorizzate Velux e i sensori di Netatmo), mentre in presenza di alti tassi di inquinamento si può attivare un condizionatore – non necessariamente per rinfrescare, ma per ridurre l’umidità e scoraggiare il ricambio d’aria con l’esterno, o si possono inviare notifiche agli smartphone dei membri della famiglia per suggerire di non stendere il bucato all’aperto.

Immagine: Haier

Nel caso di utenti affetti da allergie o asma, si passa poi dal comfort al benessere vero e proprio. Ad esempio, quando viene registrata una maggiore concentrazione di pollini all’esterno, tramite applicazioni mobile si possono offrire raccomandazioni e suggerimenti personalizzati sui comportamenti da tenere in casa e all’aperto, a seconda delle proprie condizioni di salute. Si possono attivare sistemi di filtraggio (come quello presente nella cappa in cucina) o purificatori d’aria dedicati – anch’essi connessi – eventualmente facendoli girare alla massima potenza nei momenti prima di tornare a casa, per poi tenerli attivi al minimo durante tutta la notte in modo da non disturbare. Si può anche attivare più spesso l’aspirapolvere robot per ridurre la quantità di particelle depositate sulle superfici e in circolazione, o perlomeno inviare notifiche che suggeriscano una pianificazione più frequente delle attività di pulizia manuali.

Climatizzazione smart: proattività e orchestrazione

Oltre a conoscere meglio le condizioni dell’ambiente in cui operano, climatizzatori e termostati smart possono tenere traccia delle proprie attività, ad esempio registrando i parametri operativi di funzionamento o il consumo energetico. Grazie alla connettività, questi dati di telemetria possono raggiungere facilmente il produttore o la rete di assistenza, segnalando la necessità di manutenzione periodica o eventuali anomalie prima ancora che l’utente se ne accorga, per allungare la vita utile di ciascun apparecchio e minimizzare i periodi di inattività forzata. È possibile inoltre segnalare la necessità di sostituire filtri o altri consumabili e, se l’utente lo desidera, riordinarli in autonomia facendoli consegnare direttamente a casa.

In generale, gli esempi più avanzati di orchestrazione tra prodotti diversi – e tra prodotti e servizi – come quelli descritti hanno tanto più successo quanto più ne viene progettata con cura l’esperienza complessiva per l’utente finale. Se da un lato infatti servizi come IFTTT (If This Then That) permettono ai più intraprendenti di crearsi regole e automatismi a partire dalle singole funzioni degli oggetti connessi, è anche vero che la maggior parte dei consumatori preferisce soluzioni che funzionino “out-of-the-box” senza richiedere sforzi di apprendimento e configurazione. Per questo motivo i produttori del settore smart home sono sempre attenti a individuare i trend e i casi d’uso più interessanti, in modo da prioritizzare gli sforzi di integrazione tra i propri prodotti e quelli di un ecosistema di partner sempre più allargato.

 

 

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