Anche l’IoT nel Superbonus 110% | Internet 4 Things

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Anche l’IoT nel Superbonus 110%

La maxi detrazione fiscale introdotta dal governo con il Decreto Rilancio interessa anche i sistemi di domotica e di building automation

Il Superbonus 110%, che ha scatenato una vera rivoluzione fra le imprese coinvolte, interessa anche l’Internet of things. Perché consente di approfittare di questa ghiotta occasione per realizzare edifici e abitazioni smart. La modifica alla legge di bilancio 2021, che ha istituito questa maxi detrazione, prevede infatti fra gli interventi cosiddetti “trainati” (ovvero secondari rispetto ai principali che danno diritto al bonus), anche la domotica e sistemi di smart home & building automation (che già beneficiano del 65% di ecobonus), oltre agli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo, la messa in stato di sicurezza, le stazioni di ricarica per auto elettriche, e ancora la sostituzione degli infissi, l’efficientamento energetico, il rifacimento delle facciate.

Cos’è il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% è previsto dal Decreto Rilancio (DL 34/2010 19 convertito in legge il 17 luglio 2020) che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 (fino al 20 giugno 2022 per edifici IACP). Possono accedere al Superbonus: persone fisiche, istituti autonomi case popolari (IACP), cooperative di abitazione a proprietà indivisa, onlus e associazioni di volontariato, associazioni e società sportive dilettantistiche. Sono esclusi gli edifici di nuova costruzione, gli ampliamenti e le unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

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La maxi detrazione fiscale è prevista per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici in edifici unifamiliari, condomìni, unità immobiliari indipendenti, prima e seconda casa. Un capitolo a parte è dedicato agli interventi antisismici (vedi tabella degli interventi).

 

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Fonte: BTicino

La domotica tra gli interventi “trainati”

Se gli interventi di domotica e smart home vengono effettuati da soli, godono della detrazione del 65%; se sono abbinati a lavori “trainanti” godono della detrazione totale (dal 100 al 110%). In questo caso è previsto anche l’istituto della “cessione del credito”, che permette di recuperare immediatamente l’intero importo, senza dover attendere i lunghi tempi di ammortamento fiscale. Il proprietario dell’appartamento, o dell’edificio, cede infatti il credito acquisito nei confronti dell’erario alla ditta che ha effettuato i lavori o a una banca che finanzia l’intero importo. In questo caso si recupera il 100%, poiché il 10% in più va, appunto, al soggetto che acquisisce il credito. Ciò significa comunque effettuare importanti opere di ammodernamento edilizio a costo zero.

Occorre comunque ricordare che per poter godere della detrazione del 110% è necessario che le opere eseguite sull’immobile determinino una variazione di due classi energetiche dello stesso. Questa deve essere accertata da un perito certificato, che deve quindi effettuare la certificazione energetica prima e dopo gli interventi stessi.

Gli interventi “trainanti” sono, come accennato, l’isolamento termico tramite cappotto di una superficie pari almeno al 25%, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni, sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti con impianti centralizzati a condensazione o a pompa di calore (compresi impianti ibridi o geotermici), oppure con impianti di micro-cogenerazione.

 

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Comando vocale – Foto: Vimar

Un incentivo all’Internet of Things

Con la domotica e lo smart building, diventa oggetto delle agevolazioni statali anche l’Internet of things. Per certi versi, infatti, smart home e efficientamento energetico sono connessi, si pensi ad esempio ai sistemi di termoregolazione, che consentono di ottimizzare i consumi energetici (oltre ad aumentare il comfort domestico). Ecco allora che si può approfittare dell’occasione per installare nella propria abitazione o in ufficio, o in un intero edificio, un nuovo impianto elettrico di tipo “domotico”, dove tutto è “smart” e connesso.

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Componenti per sistema domotico IoT Vimar

Un impianto in cui i comandi sono digitali e, volendo, anche vocali (grazie all’integrazione con assistenti digitali), in cui il termostato per la temperatura ambiente è connesso, così come pure le valvole termostatiche montate sui termosifoni e tutta la climatizzazione degli ambienti è centralizzata.

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Termostato Smarther – BTicino

 

I vantaggi di un termostato connesso

Il primo vantaggio, rilevabile da chiunque, è che basta un tocco sul dispositivo per attivare il riscaldamento o il raffrescamento e modificare la temperatura che si desidera raggiungere nell’ambiente. Il termostato smart può essere controllato anche con la voce, tramite gli assistenti vocali di Google, di Amazon e Siri di Apple. La stessa comodità può essere trasportata fuori casa, tramite una App e uno smartphone, con i quali è possibile anche programmare la gestione del clima domestico.

Volendo riassumere le funzioni di un termostato smart:

  • Controllo e regolazione della temperatura ovunque e in qualsiasi momento (via smartphone e App);
  • Comando vocale e geolocalizzazione;
  • Indicazione grado di umidità dell’ambiente;
  • Gestione di più termostati nella stessa abitazione;
  • Gestione di termostati installati in differenti abitazioni;
  • Gestione delle valvole termostatiche intelligenti per il controllo in ogni locale

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Termostato smart Ave

Fra gli interventi che possono rientrare nella detrazione, come “trainati”, ci sono anche l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, gli impianti fotovoltaici e i sistemi di supervisione delle misure elettriche, in grado di visualizzare, misurare e comandare l’impianto da remoto e da locale. Si tratta di moduli (disponibili per barra DIN35 o pannello) che misurano l’energia elettrica consumata in circuiti monofase o trifase, certificati MID e che possono essere utilizzati per conteggi a scopo fiscale.

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App per la misurazione dell’energia consumata Gewiss

 

Come funziona il Superbonus 110%

Come accennato, si può godere del Superbonus 110% in vari modi:

  • sconto in fattura – si ha il 100% di sconto in fattura della cessione del credito fiscale all’impresa che esegue i lavori, la quale recupera il 110% dell’importo in 5 anni. Il fornitore può recuperare il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta di importo uguale alla detrazione spettante o con successiva ed eventuale cessione di tale credito ad altri soggetti, come le banche; 1
  • cessione (senza limiti) del credito che può essere disposta in favore di fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi, compresi i distributori di materiale elettrico, oppure altri soggetti (persone fisiche, persone giuridiche ed enti), istituti di credito/intermediari finanziari. In sostanza, si offre a chi commissiona i lavori di riqualificazione la liquidità e si assume il credito fiscale del 110% che si potrà recuperare in 5 anni di detrazione.
  • detrazione IRPEF/IRES, in 5 rate in 5 anni, valida solo per persone fisiche ed entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

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Foto: BTicino

Quanto si può detrarre dal reddito?

La legge che istituisce il Superbonus 110% fissa dei limiti di spesa degli interventi, oltre i quali non è consentita l’agevolazione al 110%. Le cifre variano a seconda degli interventi.

Per gli interventi di isolamento termico i limiti sono:

  • 50mila euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari indipendenti all’interno di complessi plurifamiliari;
  • 40mila euro per ciascuna unità immobiliare per condomini composti da 2 a 8 unità;
  • 30mila euro per ciascuna unità immobiliare per edifici composti da più di 8 unità.

Il limite di spesa per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale:

  • 30mila euro per gli edifici unifamiliari o funzionalmente autonomi;
  • 20mila euro per unità abitativa negli edifici composti da 2 a 8 unità;
  • 5mila euro per unità abitativa negli edifici con più di 8 unità.

Per gli interventi di installazione di pannelli solari, il limite di spesa è pari a 48 mila euro, e comunque 2.400 euro euro per ogni kW dell’impianto (per singola abitazione).

Per le stazioni di ricarica per veicoli elettrici la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 3.000 euro; da notare che tra le spese che possono rientrare nella detrazione ci sono anche i costi per la richiesta di potenza addizionale al gestore elettrico, fino a un massimo di 7 kW (la maggior parte degli impianti domestici dispone di una potenza massima di 3 o 4 kW).

Ulteriori informazioni sulle agevolazioni concesse dal Superbonus 110% possono essere reperite al sito dell’Enea.

 

Video: Come si installa un impianto domotico – BTicino
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