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Nasce Impresoft Group: la forza di cinque imprese per la digital transformation Made in Italy

Dall'unione di 5 realtà tutte italiane del mondo software, nasce Impresoft Group. Impresoft, Formula, Brainware, 4ward e Qualitas, con il contributo del fondo Xenon, si uniscono per portare un'offerta integrata di soluzioni che spaziano dall'ERP al MES alla Business Intelligence, declinate in una logica di digital Transformation

«Una startup con 50 anni di storia alle spalle». Sono queste le parole con le quali Antonello Morina, Presidente di Impresoft Group, cerca di dare una definizione della nuova realtà, nata dall’unione, anzi dall’aggregazione di cinque realtà imprenditoriali tutte italiane con l’obiettivo di farne “Un gruppo italiano al servizio del made in Italy e di importanti realtà internazionali, unendo – sempre con le parole di Morina – tecnologie di frontiera, cultura imprenditoriale italiana, visione internazionale, prossimità sul territorio. Una realtà capace di indirizzare i bisogni delle realtà del manifatturiero così come quelle del retail, con un focus specifico sul segmento delle medie e grandi imprese”.

Si uniscono Impresoft, Formula, Brainware, 4ward e Qualitas Informatica

Del gruppo, costituito grazie anche a un cospicuo investimento da parte del private equity Xenon che ne detiene il 60% del capitale,  fanno parte realtà come Impresoft, Formula, Brainware, 4ward e Qualitas Informatica, con focus sulle business application, come ERP, CRM, BI e Analytics, APM e MES, e sulla digital transformation, ovvero soluzioni trasversali cloud based di datacenter e application modernization, digitalizzazione dei processi di business, managed services e modern workplace, artificial intelligence (knowledge mining, cognitive services, bot).
“Vogliamo contribuire alla smisurata necessità di innovazione che spesso anche le grandi imprese nazionali portano in dote al ritardo cronico del Paese”, prosegue Morina, che tiene tuttavia a precisare: “ Impresoft Group non è un dozzinale contenitore di disarticolate competenze come a qualche critico potrebbe sembrare, ma vuole essere un raffinato e puntuale disegno imprenditoriale italiano, un progetto ambizioso, con altrettanto ambiziosi progetti di crescita”.
Insieme le cinque realtà generano un giro di affari di 55 milioni di euro, hanno un team composto da 430 specialisti e 3.000 clienti attivi, 1800 sul fronte ERP, 800 in area MES/ERP e 500 in area CPM e BI.
Con questi numeri in dote, Impresoft Group è già al lavoro sia per cominciare a capitalizzare le sinergie di gruppo, sia per ampliare il proprio portafoglio, sia per far crescere ancora il numero dei clienti, sia per ampliare il canale con cui lavorare.

Impresoft Group: una logica da ISV a cavallo tra business application e digital transformation

È Rossano Ziveri, che nel Gruppo assume il ruolo di amministratore delegato, a dare i razionali dell’iniziativa: “Tutte le aziende che abbiamo inserito in questa fase progettuale operano nei segmenti del mercato ICT che stanno mostrando dinamiche di crescita maggiori. Questo è sicuramente il primo motivo che ci ha spinto a riflettere sulla possibilità di unire le forze. In secondo luogo, non possiamo non prendere in considerazione la lunghezza del ciclo di vita dell’ERP, che si accompagna in genere a licenze ventennali. Dopo il grande ciclo di rinnovo legato allo Year 2000, ci stiamo avvicinando a una nuova importante fase di rinnovo e abbiamo deciso di affrontarla con un approccio innovativo. Abbiamo dunque messo a punto un portafoglio di soluzioni ERP core, verticali e trasversali, dando a 4ward il compito di inserire un layer di innovazione, a partire dal cloud”.

Questo consente a Impresoft Group di indirizzare i mercati della PA, del finance, della sanità, dell’ortofrutta, della produzione, e via via verso il farmaceutico, l’alimentare chimico, la distribuzione, retail, GDO, servizi…

ERP e MES, senza dimenticare il layer cloud

Oggi il portafoglio di Impresoft Group comprende le soluzioni Star4, Starnet, B.com, Formula Sage x3, il MES e gli schedulatori Net@pro, tutti venduti direttamente e tramite un canale attualmente composto da 50 partner, 15 provenienti da Formula e 34 da Qualitas, e per il quale già si parla di un raddoppio nell’arco dei prossimi due anni.

“Di fatto – sintetizza Ziveri – nella nostra organizzazione Formula, Impresoft, Brainware sono le realtà che portano il focus sulle business application, 4ward, cui nel breve termine si aggiungerà una ulteriore realtà, avrà il focus sulla digital transformation, e a cavallo di queste due unit si colloca Qualitas con le sue soluzioni per il manifatturiero”.

In merito alle Business Application, Roberto Lorenzetti, che assume il ruolo di Chief marketing officer per questo segmento di mercato, spiega come al momento l’offerta rappresenti un mix interessante per le realtà del nostro Paese: “Sage x3, di cui abbiamo curato direttamente la localizzazione per il nostro mercato, è di fatto il più italiano tra gli ERP internazionali. Starnet è un ERP per i mondi della produzione e della distribuzione, Star4 ha due verticalizzazioni per l’ortofrutta e il fashion: sono verticali proprietari e si rivolgono a quelle realtà che operano sul territorio che non hanno bisogno di un focus internazionale, ma cercando la prossimità territoriale del loro fornitore software. B.com è un CRM in cloud italiano, mentre Sharelock è una soluzione basata su tecnologia Infor, che vanta già 300 clienti e oltre 6000 utenti, e riunisce più prodotti: Business Intelligence,CPM, collaboration. Con ciò che porta in dote Formula conferiamo il focus su tesoreria, bilanci, analisi finanziaria, mentre net@pro di Qualitas è un MES che si aggancia a qualunque gestionale, con tutte le funzionalità necessarie: Programmazione, Logistica, Qualità, Manutenzione, Integrazione macchine. Va riconosciuta a Qualitas l’aver saputo cavalcare nei modi giusti l’onda del programma Industria 4.0”.
“Tutto sommato – è la conclusione – più che un system integrator noi ci muoviamo sul mercato come un ISV”.

4 Pillar della trasformazione digitale, anche nel manufacturing

Christian Parmigiani, CEO di 4ward, che nella nuova compagine assume la responsabilità Brand & Communication, sottolinea a sua volta come tutti gli imprenditori delle singole società abbiano investito in modo importante nella costituzione del Gruppo: “Mettere insieme tante aziende con un offering diverso può sembrare una sfida complessa, tuttavia ci muoviamo nella data driven economy, con tre leve tecnologiche importanti: data, cloud e AI. La strategia del gruppo non è solo mettere insieme questi mondi, ma fondere le business application e la business transformation per generare maggiore valore: se i singoli tasselli che ogni membro porta in dote convergono verso data e AI, è lì allora che si crea valore, in un’ottica di correlazione”.
L’idea, è quella di garantire ai clienti del Gruppo la possibilità di operare nei 4 pillar della Trasformazione Digitale: Data e AI, Modern Workplace, Core and Cloud Platform, Managed Services”.
Per altro, Impresoft Group dispone di un datacenter proprietario ed è dunque in grado di erogare servizi sia in modalità private, sia hybrid, sia public cloud.
“A riprova di cosa voglia dire la nostra collaborazione, possiamo dire che già 4ward e Qualitas stanno collaborando per integrare soluzioni IOT e di predictive maintenance nel MES di Qualitas”.
Parmigiani spiega anche il ruolo di una realtà come Microsoft in questa iniziativa: “Come 4ward siamo sempre stati tra i principali partner Microsoft, ma non sulle business application. Per Microsoft, un gruppo come il nostro che si apre a 3000 clienti, e il cross sell che possiamo fare ad esempio su Azure o Office 365 è un plus che ha un riscontro sicuramente positivo”.

Impresoft Group: gli aspetti “tecnici” della costituzione del gruppo

Tecnicamente, l’operazione prenderà l’assetto definitivo nel prossimo mese di gennaio, quando Formula e Impresoft, che detengono il 100% delle altre partecipanti, si fonderanno. Ogni socio detiene una quota paritetica nell’iniziativa, mentre, con le ulteriori aggregazioni in programma, già alla fine del prossimo gruppo il Gruppo potrebbe generare un giro d’affari vicino ai 70 milioni di euro.
“Con l’ingresso del private equity – spiega ancora Ziveri – abbiamo superato per il momento la necessità di una quotazione per sostenere la crescita. Abbiamo in programma qualche ulteriore acquisizione, poi ci fermeremo e ci focalizzeremo su crescita organica, integrazione, cross selling”.

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