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Application Store a misura di azienda: le scelte disponibili e l’ opinione dei CIO italiani

Benetton, Costa Crociere, Luxottica sono alcune delle aziende italiane che hanno già realizzato un Enterprise App Store, ovvero un “negozio” privato da cui è possibile scaricare e gestire le applicazioni mobili in azienda. Oltre la metà dei CIO interpellati da una survey del Politecnico di Milano si dice interessata a questa soluzione. Determinate l’adozione di una soluzione di device Management

Se in ambito Consumer la modalità di distribuzione di contenuti per smartphone e tablet che si è dimostrata vincente è quella dei grandi Application Store (come l’AppStore di Apple e l’Android Market), lo stesso non vale in ambito Enterprise. Le elevate necessità di personalizzazione delle aziende e la tipologia di target richiedono, infatti, sistemi differenti, come i Private Enterprise Application Store (PEAS) o i Business Application Store dei Provider.

I primi sono ambienti ad accesso esclusivamente privato che le imprese dedicano ai propri dipendenti o ai propri business partner, mentre i secondi sono piattaforme di distribuzione che cercano di coniugare la logica tipica degli Store Consumer con quella delle App personalizzate di supporto a processi specifici.

Attraverso i PEAS le aziende distribuiscono applicazioni specifiche alle famiglie professionali che devono farne uso (executives, middle management, venditori, manutentori e altri mobile worker), così come applicazioni “trasversali”, discrezionali (ad esempio le App di accesso alla intranet aziendale, di condivisione delle informazioni, di dashboard, ecc.) “suggerite” dall’organizzazione ai dipendenti per affrontare i processi di business – decisionali, operativi o di supporto al coordinamento.

Dalla Ricerca dell’Osservatorio New Tablet & Business Application della School of Management del Politecnico di Milano emerge come ben tre CIO su quattro intervistati ritengono che sia possibile trasporre il concetto di Application Store anche in ambito aziendale – sottolineando però, nel 60% dei casi, la necessità di considerare alcuni importanti elementi di attenzione.

Tra i CIO favorevoli all’introduzione dell’Enterprise Application Store, il 7% ha già implementato un proprio PEAS (tra cui Benetton, Costa Crociere, Luxottica), mentre un altro 6% lo implementerà a breve (tra cui Laboratoires Boiron). Il 44% ne sta valutando l’introduzione nel medio termine mentre il restante 43% a oggi pensa che non lo introdurrà affatto.

In tutti i casi di adozione (già presente o prevista) si trova anche la presenza di un sistema di Device Management, a riprova del fatto che l’adozione sinergica delle due piattaforme permette di disporre dell’insieme di funzionalità necessario per avere il desiderato livello di Governance e controllo delle Mobile Application.

I PEAS, laddove esistono o sono pianificati, nelle intenzioni dei CIO devono contenere prevalentemente applicazioni “specifiche”, in particolare, di tipo commerciale (le più segnalate, con il 39% delle preferenze) o di reportistica (con il 36% delle preferenze). Seguono le applicazioni a supporto della produttività individuale (29%), le applicazioni collaborative (25%) e infine quelle discrezionali (23%). Questa fotografia di come dovrebbe essere popolato un EAS rispecchia perfettamente i dati attuali della diffusione dei New Tablet tra le diverse figure professionali, decisamente più frequenti nelle mani di C-Level, Executive e, nel breve termine, Personale di Vendita

Altro modello è quello dei Business Application Store dei Provider (per esempio AppExchange di SalesForce.com, Bell Business Apps Store, Cisco AppHQ Marketplace, Olivetti Application Warehouse, SAP Ecohub, ecc.). In questi “Store” si trova un numero molto limitato di applicazioni rispetto ai Consumer Application Store (l’ordine di grandezza è di alcune centinaia) che si rivolgono quasi esclusivamente al supporto dei processi di Business. Le App sono ricercabili per settore e/o per categoria di processo supportato (CRM, eCommerce, Financial Management, Office Management, Sales, ecc.) e in alcuni casi richiedono un contatto diretto con gli sviluppatori o le software house per customizzare le App sulle esigenze specifiche dell’acquirente.

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