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Un’offerta di servizi verticali nel futuro del WiMAX italiano

«Con  il WiMAX l’Italia parte per ultima, ma arriverà prima, perché nel mondo wireless esiste una grande capacità imprenditoriale. Del…

Pubblicato il 01 Mag 2008

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«Con il WiMAX l’Italia parte per
ultima, ma arriverà prima, perché nel mondo wireless esiste
una grande capacità imprenditoriale. Del resto, da sempre
abbiamo insegnato al mondo le telecomunicazioni, da Marconi
fino al GSM
». La pensa così
Andrea Marco Borsetti, responsabile della filiale italiana di
Alvarion, azienda israeliana specializzata nel wireless
broadband e attiva nel nostro Paese dal 2004. «Abbiamo il
merito di avere creato la cultura del wireless in Italia –
puntualizza il manager – traducendo quello che l’Europa
diceva da tempo. – I Wireless ISP sono ormai una
trentina.

Con i nostri apparati sono state realizzate
numerose reti in tecnologia Hiperlan,
con migliaia di
unità installate, e non solo dove esiste il digital
divide». Ora, però, è, scoccata l’ora del
WiMAX e i vincitori della gara stanno cominciando a vagliare i
fornitori e progettare le reti. Il mercato, secondo Borsetti,
è ampio, anche perchè WiMAX e Hiperlan possono convivere e
complementarsi: dai servizi al cittadino a quelli della
Pubblica amministrazione, dalla videosorveglianza al controllo
ambientale (per esempio per le falde dell’acqua) fino
alla gestione della raccolta dei rifiuti, le possibili
applicazioni sono numerose.

«Chi ha vinto la gara sono soprattutto operatori
alternativi. Penso che nascerà un’offerta di servizi
verticali, che va al di là del trasporto voce e dati. È una
bella scommessa di business e tecnologica. Bisogna però
spiegare bene i vantaggi e i limiti del WiMAX, perché la
tecnologia non va bene sempre. È ideale quando ci sono tanti
utenti da collegare alla cella, in un raggio che in
Italia non supererà i 5-7 Km, per l’orografia del nostro
territorio, e può offrire collegamenti persistenti, alta
qualità di servizio e basso impatto
elettromagnetico»

Manuela Gianni

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