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Previsioni IoT 2020: cielo sereno secondo Trueverit

Un'analisi dei 10 trend IoT per il 2020. Le previsioni IoT guardano all'Industrial Internet of Things, al 5G e alla convergenza IT-OT

A conclusione di un anno di crescita per l’intero comparto IoT, il barometro delle previsioni IoT per il 2020 indica un cielo senza dubbio sereno, con ancora un po’ di nebbia riconducibile ad alcuni fattori frenanti. Malgrado la frammentazione dell’offerta, la difficoltà di contestualizzazione, le sfide della sicurezza e gli ostacoli della mancata standardizzazione, IoT ha mostrato di essere un motore diesel, ormai avviato, innestato all’interno della macchina inarrestabile della trasformazione digitale.

Trueverit, nota per la sua omonima Industrial IoT Integration Platform, ha isolato alcune aree “calde” identificando la top 10 delle tendenze IoT 2020.

I principali 10 trend IoT

  1. Iperconvergenza Big Data-IoT-AI
  2. La rivoluzione UI: il multimodal design
  3. Orchestrazione IT – OT
  4. Cambiamento effettivo, se viene da dentro
  5. Sei settori in crescita
  6. Industrial IoT: si inizia a fare sul serio
  7. Blockchain per la sicurezza IoT
  8. Sicurezza e Privacy, coppia di fatto
  9. Un ampio spettro di connettività
  10. Edge computing: dall’hype ai fatti

Come riportare ad una visione di sintesi tutto questo? Trueverit ha provato ad usare la piramide olfattiva, immaginando che l’IoT del 2020 abbia delle note di testa, le evoluzioni più “visibili”, riferite ad un’intelligenza degli oggetti connessi sempre più percepibile e nuove forme di user experience; delle note di cuore che arrivano dopo, e riguardano gli aspetti organizzativi del paradigma IoT, le nuove figure/skill/ruoli e comportamenti emergenti nell’affrontare progetti di trasformazione digitale; e per finire delle note di fondo, la parte di enabling, con tutte le novità o i consolidamenti delle tecnologie di più basso livello che governano la connessione e l’interconnnessione degli oggetti. Proviamo ad analizzare questi trend uno per uno.

Trueverit IoT 2020

Previsioni IoT 2020: ecco il dettaglio

  1. Iperconvergenza, Big Data, IoT, AI

Il trend tecnologico dell’IoT va in tandem con almeno due altri fenomeni, strettamente connessi. I big data, intesi nel senso di disponibilità sempre maggiore di dati in real time raccolti da dispositivi connessi, IoT enabled. E l’Intelligenza Artificiale, o meglio tutte le tecnologie di advanced analytics, capaci di elaborare grandi quantità di dati e di trasformarli in conoscenza. È questo il triangolo magico della trasformazione digitale al cuore degli intelligent products, intelligent services, intelligent systems. Sarà davvero competitivo chi realmente riuscirà ad attuare la convergenza fra queste tre leve, Big Data-IoT-AI.

  1. La rivoluzione UI: Il multimodal design

Se ne parla ancora poco, eppure sarà una rivoluzione. L’uso della voce nell’impostazione dei dispositivi, la modifica delle impostazioni, l’invio di comandi e la ricezione dei risultati saranno presto la norma non solo nelle case intelligenti. Dalle applicazioni più strettamente consumer i comandi vocali si sposteranno nelle auto, negli uffici e anche nei contesti produttivi. Alcuni parlano, per il 2020, di vero e proprio boom delle interfacce vocali. Se però, ancora una volta, allarghiamo un po’ lo sguardo alle tendenze più generali sulle interfacce, non solo quelle vocali, il trend da segnalare è piuttosto quello del design multimodale, che dà uguale importanza a voce, display e tocco, a seconda del contesto d’uso. E come per le varie tipologie di connettività, non ci sarà una UI dominante. Avremo invece una sinergia tra voce, immagini e gesti nell’ambito di un nuovo concetto di multimodal interface. Si presenteranno, di conseguenza, i primi casi di applicazioni IoT in cui affrontare la sfida di una seamless experience passando da un’interfaccia all’altra.

  1. Orchestrazione IT-OT

Il successo soprattutto dell’Industrial IoT, ma in generale di tutti i progetti IoT enterprise, risiederà soprattutto nella convergenza tra dati OT ed IT. Abbiamo visto come anche a livello tecnologico si stia verificando una convergenza fra tecnologie diverse intorno ad un’unica entità, i dati condivisi, e verso un unico obiettivo, ricavare indicazioni per migliorare prodotti e processi. La diretta conseguenza è la necessità di far convergere dati diversi all’interno di un unico repository, per far sì che le decisioni siano prese sulla base di un patrimonio informativo aziendale completo, non parziale e settoriale. Le strategie cross-functional IT/OT si riconfermano dunque un trend da cavalcare per realizzare progetti IoT ad alto impatto sulla redditività.

  1. Cambiamento effettivo, se viene da dentro

Nel 2020, complice il cambio culturale che sta iniziando ad accadere nelle aziende, nel senior management inizieremo a vedere più ruoli IoT. Questi ruoli aiuteranno a portare l’esperienza e la consapevolezza a livello executive (ad esempio: Chief IoT Officer, Chief Digital Officer, Chief Innovation Officer), contribuendo a rimuovere i vincoli che ancora frenano la comprensione delle opportunità IoT e la corretta gestione delle aspettative sul ROI.

  1. Sei settori in crescita

L’IoT cresce in modo trasversale ma alcuni settori sono citati più di altri da analisti e fonti varie. In primis, le Smart Cities. Il trigger è la crescente disponibilità di connettività a banda larga e diffusa sul territorio, anche legata alle tecnologie LPWAN oltre che al 5G. Questo sbloccherà progetti incrementali di Smart Cities, prima dal perimetro più ristretto (building e complessi residenziali) e poi su scala più larga (quartieri e intere città). Il comfort, oltre che la sicurezza e la sostenibilità, sarà un driver irrinunciabile (DZONE). Altre tre hit previste per il 2020 sono l’Healthcare (dal monitoraggio domiciliare dei pazienti agli equipment intelligenti di ultima generazione), la Logistica e la Supply Chain e gli Smart Store, sia sul fronte dell’inventory / facility management che su quello della customer experience (ANALYTICS INSIGHTS). Confermato il consolidamento di tutta l’area dello Smart Manufacturing, forte delle sperimentazioni già concluse nello scorso anno inserire, che rappresenta la fetta più ampia dell’IoT spending (IDC).

  1. Industrial Iot: Si inizia a fare sul serio

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Il comparto Industrial IoT ha ormai una identità specifica. Le applicazioni in ambito industriale stanno prendendo gradualmente e diffusamente piede e a detta di molti sorpasseranno quelle in ambito consumer. Un dato fra i tanti: secondo le previsioni confermate a settembre di Market Watch ci si aspetta che il mercato globale IIoT cresca con un tasso CAGR del 23.88% tra il 2017 e il 2023. Ora che i primi use case (monitoraggio energetico, asset tracking, manutenzione preventiva, employee management) hanno mostrato sostanziali risultati e che le soluzioni di security IoT stanno progredendo, anche Trueverit conferma un crescente fermento. Oltre alle fabbriche, i trasporti, le utility, i building e persino l’agricoltura dovranno e potranno valorizzare i dati raccolti per migliorare efficienza e trovare nuovi modelli.

  1. Blockchain per la sicurezza IoT

Tra blockchain e IoT c’è stato fino ad ora un rapporto amore-odio. Blockchain è una tecnologia ancora non del tutto matura, ma soprattutto lo spettro dei casi d’uso IoT è talmente ampio che è stato difficile focalizzare una modalità standard di integrazione tra le due tecnologie. Il futuro sembra tuttavia adesso più a fuoco, almeno su due fronti. Il primo è quello della sicurezza: le applicazioni IoT hanno spesso una architettura centralizzata, che rappresenta un elemento di vulnerabilità. In questo contesto, l’uso di Blockchain (sistema di certificazione pubblico, decentralizzato, sicuro) può essere un supporto importante al security management delle applicazioni IoT. Il secondo scenario è dato da tutte le applicazioni IoT che coinvolgono una molteplicità di soggetti e catene del valore molto lunghe: pensiamo all’esempio del tracciamento dei prodotti di lusso o alla certificazione dei processi manifatturieri. Forse non ancora nel 2020, ma si prevede che nei prossimi anni i produttori riconosceranno chiaramente i vantaggi di avere la tecnologia blockchain integrata in tutti i loro dispositivi: etichette come “Blockchain Certified” non sono più molto lontane.

  1. Sicurezza e Privacy, coppia di fatto

Che nel 2020 sia dispositivi consumer che sistemi enterprise IoT saranno attaccati è, più che una previsione, una certezza (come sostiene ad esempio Forrester). Questo implica la necessità, da parte delle imprese, sia vendor che user, di mettere in piedi una strategia per la security IoT, che preveda anche chiari ed inequivocabili remediation plan. In parallelo, però, si stanno affermando nuove soluzioni per la security. Difficile stabilire se sarà un gioco a somma zero. I timori di attacchi sono ancora fra i principali freni della spinta IoT. I dubbi, anche dovuti ad un vuoto normativo, sulla privacy dei dati, pongono anche ulteriori questioni legali, etiche e sociali. Certamente, soprattutto in ambito B2B, è raccomandabile la scelta di vendor che già a livello di design integrano la security come se fosse parte integrante dei loro prodotti, hardware o software.

  1. Un ampio spetto di connettività

Si prevede un 2020 molto movimentato per tutto quel che concerne rete e connettività. Se il 5G è una grande opportunità perché garantisce connettività cellulare diffusa a banda larga, rappresenta anche una minaccia perché pone nuove sfide dal punto di vista della sicurezza informatica. Anche per questo, sebbene il 5G per IoT possa essere un ulteriore facilitatore, si prevede una convivenza con altre forme di connettività. Un assetto probabile sarà l’uso di connettività LoWPAN per la raccolta dei dati in combinazione con soluzioni 5G per il backhaul dei dati e il trasporto delle informazioni verso il cloud. Altro trend da osservare sarà realizzare, soprattutto in ambito industriale e commerciale, progetti IoT basati su private network (EETIMES). Il punto, comune a tutte queste osservazioni, è che la barriera relativa alla raccolta e al trasporto dei dati, dal campo all’enterprise, è sempre più bassa.

  1. Edge Computing: dall’hype ai fatti

L’edge computing, che secondo un report di Grand View Research viaggerà a un tasso di sviluppo annuale del 54% da qui al 2025, è un trend su cui tutti si trovano d’accordo. L’edge in questo momento è favorito da una nuova generazione di hardware, con costi accessibili, capace di gestire dati in locale e nel 2020 sarà baricentro emergente delle applicazioni IoT. Il fenomeno va inquadrato però in modo più ampio. Il punto è che, aumentando gli oggetti connessi, in fabbrica e fuori, aumenta la necessità di trovare un modo efficiente di gestire la gran quantità di dati da essi raccolti. Se la moda è appunto l’edge computing -le tecnologie capaci di processare dati, a bassa latenza, direttamente sul campo- le best practice architetturali in realtà promuoveranno una gestione ibrida del dato, che utilizzerà un mix di edge e cloud, a seconda della convenienza.

Il percorso Trueverit per il 2020

Come affrontare questi scenari? Trueverit punterà su tre aspetti.

Convergenza IT – OT 

Il cavallo di battaglia di Trueverit. Non esiste una soluzione monolitica per risolvere il problema della diversità che ancora esiste sul campo, che si tratti di un building, di una fabbrica o semplicemente di un asset connesso che deve dialogare con altri sistemi. Trueverit crede che la risposta sia nella creazione di ecosistemi di partnership e nella facilitazione dell’interoperabilità e su questo lavorerà.

Arricchimento protocolli, API, partnership.

L’approccio Open Protocol e API Driven è il collante capace di tenere insieme, a livello architetturale, tutte le diverse e frammentate parti di un progetto IoT. Le partnership tecnologiche facilitano l’integrazione fra la piattaforma Trueverit e i sistemi esistenti nelle imprese. Di questo beneficeranno anche i system integrator, canale fondamentale per Trueverit, che avrà un ruolo sempre più chiave di attuatore di progetti IoT.

Integrazione con strumenti esterni

Trueverit è un grande orchestratore, capace di integrare dati che arrivano da fonti distinte ed esporli su dispositivi diversi, dopo averli trattati, gestiti ed elaborati. Senza alterare il suo core business -abilitare applicazioni cross silos facilitando la convergenza IT-OT- Trueverit dedicherà parte dell’attività di ricerca e sviluppo all’integrazione con tecnologie di blockchain, AI e al miglioramento UX/UI.

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