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IoT, il 2017 è l'anno zero: norme e sicurezza gli ostacoli da superare

Il 73% dei manager studia o applica già i sistemi di Internet of Things. Trasporti e utility i settori che stanno investendo di più. Ma il mercato chiede più semplicità, scalabilità e sicurezza. Tutti i risultati del rapporto di Verizon

Il 2016 è stato l’anno in cui l’IoT ha messo piede con decisione nelle strategie delle imprese. La sfida per il 2017 è proseguire lungo questo percorso e far incrociare l’offerta del mercato con le 3 S della domanda: semplicità, scalabilità e sicurezza. È quanto emerge dal report “State of the Market: Internet of Things 2017” appena pubblicato da Verizon, che fotografa un panorama di tanta buona volontà ma ancora di poche applicazioni.

Le imprese, spiega il rapporto, si concentrano sull’IoT visto come strumento in grado di garantire sostenibilità, sicurezza e crescita economica. Il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Dal punto di vista settoriale produzione, trasporti e utility sono i mercati in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. La digitalizzazione dei loro più importanti beni e processi attraverso l’Internet delle cose attrae gli imprenditori grazie alla sua capacità di monitoraggio e fornitura dei dati. I tre obiettivi che stanno guidando questo scouting di tecnologie IoT sono la crescita dei ricavi, l’aumento dell’efficienza operativa e il miglioramento dell’esperienza di clienti e partner.

Tanti progetti, ma ancora poco mercato

A questo interesse e a queste priorità ben definite non si accompagna tuttavia un alto livello di concretezza. I motivi sono diversi, dalla mancanza di norme e standard che regolino gli oggetti smart nelle industrie ai limiti in termini di sicurezza e interoperabilità che, uniti alla preoccupazione sempreverde dei costi, limita lo sviluppo a pieno regime del mercato IoT.

La maggior parte delle iniziative di Internet of Things, rileva Verizon, sono infatti in fase di progettazione o pilota fase, non in produzione. Per ora, le imprese sembrano concentrarsi maggiormente sui casi d’uso più semplici per tenere traccia dei dati e inviare avvisi di stato. Soluzioni più facili da distribuire ma incomplete dal punto di vista della capacità analitica dei dati. Il rischio è che le aziende si accontentino di questa semplicità non sfruttando a pieno il potenziale offerto dai device intelligenti e dai dati che generano.

L’innovazione intesa come ricerca e sviluppo sta comunque progredendo rapidamente, anche grazie ai costi che diminuiscono. Alla caduta del prezzo dei moduli di collegamento utilizzati nei sensori IoT si sta accompagnando la discesa del prezzo della connettività, che tra l’altro sta guadagnando anche un discreto livello di qualità.

Il risultato è che il mercato si sta espandendo e che le aziende stanno implementando più sensori, raccogliendo di più dati e tracciando più beni e risorse. Sotto questo punto di vista il 5G, con le sue promesse in termini di velocità e latenza ridotta all’osso, aiuterà non poco.

Le 3 S del futuro: semplicità, scalabilità e sicurezza

Il mercato sta in ogni caso concentrando la domanda su tre elementi specifici, cioè sulle 3 S citate in apertura. Semplicità, scalabilità e sicurezza sono le priorità di chi si approccia al mondo dell’IoT. La sicurezza è sicuramente una delle più pressante, ma come emerge dal rapporto di Verizon non è l’unica. Le aziende vogliono anche scalabilità e semplicità dall’IoT e la cercano nei fornitori di tecnologia capaci di fornire servizi end-to-end per soddisfare le loro esigenze.

L’evoluzione delle piattaforme IoT che offrono soluzioni specifiche per il settore industriale, le applicazioni e l’analisi dei dati sono oggi in fase di razionalizzazione. Nel complesso, Idc prevede che la base installata a livello mondiale di endpoint IoT passerà da 14,9 miliardi alla fine del 2016 a circa 82 miliardi nel 2025. Le aziende appaiono comunque solo all’inizio della scoperta di nuovi fonti di reddito basate sui dati e sulla fornitura di esperienze arricchite ai clienti. Per ora, conclude il report, la maggior parte delle nuove applicazioni e dei servizi basati sul paradigma dell’Internet delle cose si concentra nel mercato B2B. L’anno in corso dirà sicuramente di più sulla maturità raggiunta.

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29 novembre 2016