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Un tablet per l’intera “field force”: «Sicurezza e gestione App non sono più un problema»

Il caso della multinazionale farmaceutica Zambon, che ha dotato di iPad 120 informatori scientifici ed agenti. «Una soluzione di Mobile Enterprise Management in software-as-a-service ci permette di cancellare i dati in caso di necessità, configurare e abilitare funzioni da remoto, distribuire le applicazioni, e verificare il traffico dati»

Fin dal momento della sua apparizione sul mercato, nel 2010, il tablet computer è stato salutato da molti settori come lo strumento ideale per alcune categorie di lavoratori. Un esempio tipico sono gli informatori e gli agenti del comparto farmaceutico, tra i quali il tablet inizia infatti a essere molto diffuso e in alcuni casi ha addirittura già sostituito (o sta per farlo) il pc portatile come unico dispositivo di lavoro.

Un caso interessante sotto questo profilo è quello di Zambon, la multinazionale farmaceutica italiana, caso di cui abbiamo parlato con Federico Marzio, IT business area sales & marketing di Zambon Group. «Zambon è una realtà imprenditoriale italiana che da 108 anni opera nell’industria chimica e farmaceutica in tre aree terapeutiche: respiratorio, dolore, donna. Il Gruppo Zambon, che ha sede centrale a Milano, impiega oggi più di 2600 collaboratori e circa 900 informatori e 100 agenti in 73 paesi e 21 filiali operative», ci spiega Marzio.

La “field force” di Zambon si rivolge tipicamente ai medici, fornendo informazione scientifica in studio e in ospedale, e ai farmacisti, promuovendo i prodotti e raccogliendo ordini. «In precedenza queste persone erano dotate di pc portatile da anni, ma il loro lavoro è caratterizzato da lunghi tempi d’attesa rispetto all’effettiva interazione con medici e farmacisti, per cui mediamente solo l’1% porta il pc con sé mentre lavora: di solito stampano ciò di cui hanno bisogno durante il lavoro quotidiano, e poi a casa la sera inseriscono gli ordini sul pc».

Per questi motivi, continua Marzio, le funzioni Marketing & Sales hanno chiesto per anni strumenti e applicazioni Mobile per le Field Force: «Per gli Informatori scientifici occorrevano funzioni di schedario medici aggiornato, preparazione visita ai medici, rapportazione immediata con informazioni precise; per gli Agenti in farmacia funzioni di inserimento e stato ordini, controllo del credito, e per entrambi i profili statistiche di vendita e materiale promozionale in formato elettronico».

 

Superata la visione del tablet come strumento solo “consumer”

Per rendere disponibili queste funzioni in mobilità le aziende farmaceutiche hanno sperimentato nel tempo vari strumenti, tra cui palmari con pennino e pc convertibili, ma al momento della sua apparizione, nel 2010, il tablet computer è sembrato lo strumento ideale. «Come IT abbiamo iniziato a proporlo fin da subito, ma all’inizio nel nostro settore era visto come strumento molto consumer, perché rispetto al pc mancava la possibilità di gestire la sicurezza e le applicazioni».

Il problema è stato risolto da Zambon adottando una soluzione di Mobile Enterprise Management (MEM) in modalità Software-As-A-Service (SaaS). Dopo una ricerca sui fornitori specializzati è stata scelta AirWatch (recentemente acquisita da VMware): «Questa soluzione ci permette di gestire la sicurezza di 120 iPad, di cui 80 in Italia e il resto in Olanda, Belgio e Spagna, in termini di “wipe” del dispositivo (cancellazione dei dati in caso di furti, smarrimenti o comportamenti illeciti, ndr), e di regole di configurazione, abilitazione o disabilitazione delle sue funzionalità, nonché la distribuzione delle App, e la verifica del traffico dati e del roaming».

 

App distribuite attraverso lo “Zambon Store”

Più precisamente le App vengono distribuite attraverso lo “Zambon Store”, accessibile direttamente da un’icona sull’iPad: «Abbiamo App nostre per promozione scientifica (presentazione materiale scientifico, studi clinici, pubblicità, ecc.), CRM (schedario medici, visite e saggi, profiling, ecc.), order entry per gli agenti, Business Intelligence, mentre altre App scaricabili dall’Apple Store consentono di sostituire completamente il pc aziendale con l’iPad».

In effetti, continua Marzio, già oggi il 40% della field force di Zambon usa l’iPad, e la dismissione definitiva dei pc è prevista entro giugno. L’accoglienza è in effetti molto favorevole anche perché l’azienda consente anche l’uso personale dell’iPad: «Inizialmente l’Apple Store era inutilizzabile su qusti strumenti, ma poi ci siamo accorti che perdevamo un’opportunità perchè gli utenti possono scoprire a titolo personale App utili per il loro lavoro».

 

Consentito anche l’uso personale, e quello di Dropbox e Google Drive

Periodicamente quindi l’IT manda un report alla direzione vendite con le App utilizzate per le opportune verifiche, ma esiste anche un meccanismo per cui il singolo utente può proporre un’App che ritiene utile alla direzione vendite, che in caso di parere favorevole chiede all’IT di distribuirla a tutti gli iPad.

Anche l’uso di repository cloud pubblici come Dropbox e Google Drive è consentito: «In questi casi in effetti c’è un rischio di esposizione dei dati, ma gli informatori usano il cloud pubblico solo per salvare dati non sensibili – sottolinea Marzio -. I dati strategici e sensibili sono sui pc degli area manager e sui sistemi centrali; con l’iPad é possibile solamente visualizzarli, ma non esportarli».

Infine la modalità SaaS scelta per la soluzione MAM, conclude Marzio, ha comportato diversi benefici: «L’implementazione ha richiesto due settimane e una sola persona, che è sufficiente anche per la gestione quotidiana, il rapporto con i fornitori delle App, la distribuzione delle App e l’implementazione di nuove policy, mentre aggiornamenti e patch sono erogati automaticamente da Airwatch».

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