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Ermes, ecco lo scudo che difende le aziende dai web tracker

La startup innovativa torinese presenta a Cybertech Europe 2018 la propria soluzione di cybersecurity indirizzata al mondo corporate. Il Ceo Hassan Metwalley: “Assicuriamo alle aziende più sicurezza, browser più veloci e un risparmio di banda fino al 30%”

Un progetto nato tra i banchi e i laboratori dell’università, che è diventato un vero e proprio progetto di business nel campo della Cybersecurity, con una soluzione rivolta soprattutto al mondo corporate e tante manifestazioni di interesse che stanno arrivando da grandi gruppi, per ora in Italia, ma la strategia potrebbe presto varcare i confini nazionali. E’ la storia di Ermes Cyber Security, startup spinoff del Politecnico di Torino nata da anni di ricerche su privacy e Web tracking, incubata in I3P e guidata dal Ceo Hassan Metwalley. Dopo anni trascorsi a studiare il web tracker e i collegamenti con il rispetto della privacy, hanno ideato e ora lanciano sul mercato il software Ermes Internet Shield, i ricercatori sono arrivati a ingegnerizzate diversi servizi innovativi per proteggere il mondo corporate dai rischi connessi al web tracking. La soluzione è stata presentata agli addetti ai lavori del mondo della cybersecurity il 26 e 27 settembre durante Cybertech Europe 2018, evento di riferimento sulla cybersecurity co-organizzato da Leonardo, che per il terzo anno consecutivo si è svolto a Roma. 

“Il recente caso di Cambridge Analytica – commenta Metwalley – rappresenta solo l’ultima dimostrazione di come qualsiasi dato possa finire facilmente nelle mani sbagliate, anche senza l’autorizzazione del Web tracker stesso. Il nostro sistema Ermes Internet Shield è il primo ad agire a monte del pericolo di perdita dei dati”. 

Ma da cosa parte l’idea di Ermes? Essenzialmente dal fatto che i web tracker, sistemi in grado di analizzare il traffico internet di ogni utenti, profilandone dati e abitudine, possono spesso costituire la porta d’ingresso che la criminalità informatica trova per capire chi attaccare e come sferrare il proprio attacco ai danni di un’azienda. Tentando di sfruttare i dipendenti che grazie all’analisi dei dati provenienti dai web tracce possono essere identificati come gli “anelli deboli” della catena. In un contesto in cui gli attacchi di cybercrime si sono moltiplicati per cinque nell’ultimo anno, e un solo data breach fa perdere in media 3,62 milioni di dollari all’azienda attaccata. 

“Nel mondo di sono più di 20mila Web tracker – spiega Metwalley – aziende come Facebook, Linkedin e Google, che raccolgono ogni singola informazione che lasciamo sul Web, utilizzando poi questi dati per ricostruire profili dettagliati, che spesso contengono informazioni sui singoli utente”. 

Se da una parte le informazioni raccolte di web tracker, però, possono essere usate in modo “innocuo”, per offrire all’utente servizi o contenuti più aderenti alle sue preferenze, dall’altra possono essere utilizzati per “spiare” e raccogliere informazioni sensibili e su utenti mirati. 

La soluzione messa a punto da Ermes Cyber Security consiste in uno strumento totalmente automatico, azionato da algoritmi basati su machine learning, big data ed intelligenza artificiale, che è in grado di assicurare una protezione totale aggiornata in tempo reale dai web tracker, permettendo così agli utenti di navigare in totale libertà e sicurezza.

”I vantaggi della nostra soluzione, che si rivolge sopratutto alle grandi imprese e si  installa sui device aziendali utilizzati dai dipendenti,  sono tre – sottolinea Metwalley – In primis più sicurezza, perché si va togliere quella fonte di informazioni che gli hacker utilizzano per realizzare attacchi mirati sull’azienda. Poi c’è un vantaggio di performance, perché noi agendo direttamente sul dispositivo abbiamo un browser che normalmente va fino a quattro volte più veloce nel caricamento delle pagine. Infine c’è un vantaggio di costi, perché escludendo i web tracker facciamo risparmiare in media il 30% della banda”.

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