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IoT as a Service: un modello operativo per progetti complessi

Gli annunci più recenti da parte di Qualcomm riportano alla ribalta un modello di business giocato su revenue ricorrenti: l'IoT as a service. Un'ipotesi interessante soprattutto nel quadro di progetti complessi, quali sono quelli che riguardano le smart city e gli spazi intelligenti e connessi

Se è vero che il mondo si stia muovendo verso un paradigma dell’Everything as a Service, è ipotizzabile anche un futuro in cui as a service sia anche l’Internet of Things? Se oltre alle applicazioni, ai servizi virtuali e alle soluzioni cloud potessimo disporre di un IoT as a Service?

Cosa è l’IoT as a Service

Parlare di IoT as a Service non è esattamente una novità: controllare, gestire e fornire dispositivi connessi come servizio di fatto è qualcosa che già esiste, ma che deve ancora trovare una giusta collocazione e un corretto percorso di sviluppo.
In effetti, l’as a service è uno dei modelli di business sui quali le aziende che lavorano nell’ambito dell’Internet of Things possono focalizzarsi.

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Dal momento che i dispositivi IoT sono connessi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è possibile partire proprio da questa caratteristica per sviluppare un modello di business con entrate ricorrenti: un servizio in abbonamento, nel quale il cliente paga una commissione in cambio di un valore continuo.
In questo caso, i modelli XaaS, ampiamente utilizzati in altri ambiti, sono il punto di riferimento dal quale partire per costruire un modello di business per l’IoT, nel quale la monetizzazione non si gioca solo in chiave di abbonamenti annuali o mensili, ma può essere associata ad ampliamenti funzionali, aggiornamenti, o addirittura a modelli “freemium”.
È un aspetto interessante, poiché consente alle imprese di promuovere una relazione attiva con i propri clienti, instaurando un rapporto duraturo con loro.

IoT as a Service: l’esempio di Qualcomm

Allo sviluppo di un modello IoT as a Service sta lavorando da circa un anno Qualcomm con la sua IoT Service Suite.
Al momento del lancio, nel dicembre dello scorso anno, la società aveva presentato la suite come un insieme di soluzioni IoT as a Service (IoTaaS) complete end-to-end, indirizzate nello specifico al mondo delle smart city e dei cosiddetti smart space, intelligenti e connessi.
Un settore, quello indirizzato da Qualcomm, che richiede la disponibilità, lo sviluppo e l’integrazione di una varietà di tecnologie frammentate: con la sua IoT Services Suite, Qualcomm di fatto si proponeva e tuttora si propone di fornire una soluzione end-to-end completa per l’implementazione plug-and-play, dal silicio ai moduli, dai dispositivi fino ad arrivare all’integrazione di software e piattaforme.

A distanza di dieci mesi dal lancio, l’offerta si sta facendo sempre più definita e si sta articolando ormai in oltre 30 smart vertical, così come sempre più articolato si sta facendo l’ecosistema di partner che prendono parte la programma Qualcomm Smart Cities Accelerator Program: varato nel 2019, oggi include più di 400 membri tra cui integratori di sistemi, fornitori di hardware e software, fornitori di soluzioni cloud, aziende di progettazione e produzione.
Di fatto, nella visione di Qualcomm, l’approccio proposto attraverso la IoT Services Suite consente di superare le frammentazioni e promuove l’adozione di soluzioni semplificate ed end-to-end, riducendo sensibilmente i tempi e i costi associati alle fasi progettuali e di rollout.

Le novità della IoT Service Suite

Con gli ultimi aggiornamenti, Qualcomm ha puntato a una ulteriore semplificazione della piattaforma, abilitando una distribuzione “drag and drop” con sviluppo low code, automatizzando l’onboarding e la gestione dei dispositivi, migliorando le operazioni di configurazione e integrazione in ambienti Edge, AI e Cloud.
Per quanto riguarda i verticali, si spazia dall’agricoltura alle costruzioni, dall’education al Fleet Management, dalla sanità alla logistica, dai campus alle smart city, dal retail alla gestione del traffico.
I servizi spaziano dall’ispezione as a service, che supporta ad esempio nella prevenzione e rilevamento degli incidenti, allo smart asset management che , offerto in modalità as a service, aiuta migliorare la visibilità della supply chain, anche in un’ottica di tracciabilità, o ancora a una proposta “as a service” di un servizio di gestione del traffico supporta nuovi modi di gestire la viabilità e il traffico, in particolare per quanto riguarda il pendolarismo, con l’obiettivo di ridurre congestioni ed emergenze.

Il ruolo di Qualcomm nell’IoT as a Service

In questo scenario è interessante il ruolo che Qualcomm ha scelto di giocare: in qualità di produttore di chip, Qualcomm ha di fatto “toccato” l’IoT in tutte le sue declinazioni e ha deciso di assumere un ruolo diverso, che non sia offrire una qualche connettività Wi-Fi, Bluetooth o 5G che sia.
Qualcomm ha collaborato con l’intero ecosistema che ruota intorno all’IoT per identificare l’hardware, il software e le piattaforme necessari per dar vita a progetti funzionali e funzionanti.
Nell’ambito delle “smart venues”, verticale nel quale rientrano ad esempio retailer, imapinti sportivi come gli stadi o le sale da concerto, sono stati identificati i punti comuni che i diversi luoghi presentano: gestione dei flussi di visitatori, servizi di sicurezza, servizi di pulizia, punti ristoro, biglietterie.
La soluzione verticale fornisce hardware pre-certificato e preintegrato per ciascuno di questi servizi, oltre a un dashboard di gestione.
Grazie alle aziende che partecipano a questo ecosistema, viene di fatto creato un flusso automatico dei diversi servizi, che confluisce in una rete privata e si configura come una vera e propria soluzione end-to-end, in una logica win-win per tutti i partecipanti all’iniziativa.

L’immagine di apertura è tratta dal sito Qualcomm

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