Pagamenti e servizi NFC, si moltiplicano le iniziative | Internet 4 Things

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Pagamenti e servizi NFC, si moltiplicano le iniziative

Decollano in tutto il mondo progetti innovativi che utilizzano la tecnologia Near Field Communication (NFC), ormai integrata da tutti i produttori smartphone eccetto Apple. Anche in Italia le buone idee non mancano, ma siamo ancora fermi ai progetti pilota

L'NFC, o Near Field Communication,
è una tecnologia a corto raggio che, integrata nei
telefoni cellulari, può rappresentare una nuova sfida per il
mondo delle telecomunicazioni
offrendo la possibilità
di trasformare il cellulare in un badge, in un portafoglio, in un
telecomando per aprire la macchina.

La GSMA, l’associazione degli operatori mobili
internazionali, definisce questa tecnologia come la “next
wave” dell’innovazione Mobile; in realtà questa
tecnologia non impatta esclusivamente il mondo degli operatori
Mobile, ma anche altri player, dalle banche ai retailer, dalle
società per i buoni pasto alle grandi Web Company, guardano con
eccezionale interesse alle possibilità aperte da questo nuovo
paradigma tecnologico.

Il tema dell’attesa è forse quello che più ha
contraddistinto i primi anni dalla nascita di questa
tecnologia
che fu sviluppata ormai qualche anno fa
congiuntamente da Sony e Phillips. Dopo diversi anni, nel 2012,
finalmente tutti i principali produttori di telefoni cellulari
hanno iniziato a produrre, su larga scala, telefonini con la
tecnologia NFC integrata. Tutti eccetto Apple, il cui iPhone 5
non presenta, nonostante molti rumors e attese, l’antenna
NFC tra le proprie funzionalità.

Come ogni innovazione, però, la tecnologia e la sua diffusione
tra gli utenti non è condizione sufficiente per il suo sviluppo,
ma è piuttosto l’uso che se ne fa, in termini di servizi
erogati, che ne determina il successo. A ottobre 2012 erano 1,8
milioni gli italiani con in tasca un telefonino con NFC, pur non
potendolo utilizzare se non per scambiarsi dati. Mancano infatti
i servizi, nonostante le possibilità siano molteplici, come ha
dimostrato l’NFC
Mobile Payment & Service Award
, il contest promosso dagli
Osservatori ICT & Management
del Politecnico di Milano
, in collaborazione con Telecom
Italia e GSMA all’interno del Mobile Money Summit tenutosi
a Milano lo scorso ottobre.

L’award ha raccolto oltre 80 proposte con idee brillanti e
di alta qualità pervenute sia da singoli (giovani imprenditori
stimolati a realizzare qualche cosa di concreto e innovativo),
sia da società già affermate che vogliono aprire nuove
opportunità di business.

Il messaggio più importante emerso da questo contest è che
il mercato italiano è estremamente attivo e non aspetta
le innovazioni provenienti da oltre Oceano
, siano esse
di Google, Apple o Microsoft: sembra proprio che i player
italiani oggi più che mai possano e vogliano svolgere un ruolo
attivo in questa rivoluzione.

La forte attenzione verso la tecnologia NFC si fonda in primis
sul paradigma del Mobile Payment, ossia la possibilità di pagare
avvicinando il telefono ad un POS, ma si estende poi ai servizi
ad esso collegato collegati. Proviamo a chiarire quale è lo
status quo del Mobile Payment nel mondo e in Italia.

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Tanti nuovi progetti in tutto il mondo

Gli ultimi 18-24 mesi hanno visto un notevole fermento del
mercato del Mobile Payment e dei servizi. Si sono osservati i
primi lanci commerciali anche nei paesi occidentali – con
la Francia a disegnare la via grazie al progetto Cityzi il cui
roll out nella sola città di Nizza è datato maggio 2010 –
e sono aumentate le iniziative pilota e gli annunci di
partnership e collaborazione. Dopo la Francia è stata la volta
della Turchia, dell’Inghilterra e degli Stati Uniti. In
Turchia il principale operatore telefonico, Turkcell, forte della
propria leadership di mercato ha lanciato, nel corso del 2011, il
proprio Mobile Wallet chiamato Cep-T Cuzdan in collaborazione con
alcune banche.

Google, in collaborazione con Mastercard e Citibank, ha emesso,
invece, il Google Wallet, particolarmente orientato verso i
servizi di marketing. Barclaycard ha lanciato in collaborazione
con Orange UK il servizio Quick Tap per abilitare pagamenti NFC
sotto le 25 sterline.

Una notizia più recente riguarda Orange, che ha esteso il numero
di nazioni nelle quali ha attivato progetti commerciali di Mobile
Proximity Payment aggiungendo a Francia e UK anche la Polonia
attraverso un’iniziativa in collaborazione con Mastercard e
mBank. Con questa iniziativa Orange si conferma essere il player
maggiormente impegnato tra i paesi occidentali nel diffondere la
tecnologia NFC.

Il successo richiede la collaborazione fra i
player

Se si escludono i pochi mercati fortemente concentrati nei quali
gli incumbent hanno la forza per creare il business in maniera
più o meno autonoma, nella maggior parte dei paesi menzionati la
nascita e lo sviluppo del paradigma del Mobile NFC necessita di
una stretta collaborazione precompetitiva tra i player,
indispensabile per abilitare un ecosistema complesso come questo.
È molto interessante andare ad osservare le forme di
collaborazione che sono state attivate dai player
dell’industry.

La prima è stata la Francia, con l’associazione AFSCM
(Association Française du Sans Contact Mobile che riunisce
banche, telco, service e technology provider. Successivamente, a
fine 2010, è stata la volta di Stati Uniti e Olanda. Negli Stati
Uniti, 3 dei 4 principali operatori telefonici hanno formato una
Joint Venture volta ad abilitare un ecosistema proprietario
telco-oriented in forte contrasto con il servizio appena lanciato
da Google. Anche in Olanda è stata annunciata la creazione di
una Joint Venture, chiamata “Six Pack”, frutto,
questa volta, di una collaborazione tra telco e banche: il
progetto olandese è però stato abortito nel corso del 2012.

Altri paesi hanno poi seguito questi esempi: l’Inghilterra,
con la Joint Venture “Oscar” nel giugno 2011, poi la
Danimarca, con un consorzio, la Svezia, anche in questo caso una
Joint Venture, la Germania, la Spagna, il Belgio e
l’Ungheria; accordi, questi, volti a creare le regole e
l’infrastruttura tecnologica di base per permettere una
più veloce e capillare diffusione delle soluzioni. Le
diverse esperienze precompetitive internazionali stanno
finalmente giungendo ad un lancio commerciale
. La Joint
Venture svedese 4T ha emesso il proprio WyWallet a fine luglio
2012, mentre la Joint Venture americana ha lanciato,
nell’autunno 2012 e dopo alcuni rinvii, il servizio
Paywithisis nelle sole città di Salt Lake City e Austin. Altri
player lanceranno o estenderanno le proprie soluzioni nei
prossimi mesi.

NFC in Italia: al giro di boa

Il 2011 e il 2012 sono stati contraddistinti da un susseguirsi di
lanci di iniziative e annunci in quasi tutti i paesi europei e
non solo. Fino all’estate 2012 l’ultimo tra i grandi
paesi a mancare all’appello era proprio, purtroppo,
l’Italia. Tuttavia, tra settembre e ottobre 2012,
anche nel nostro Paese sono state annunciate diverse nuove
iniziative di grande valenza e con una prospettiva di roll out
commerciale per il 2013
. Vodafone e H3G hanno lanciato
un servizio in collaborazione con BNL e SIA come Trusted Service
Manager centrale. Alcune centinaia di dipendenti e clienti di BNL
sono stati equipaggiate con un telefono NFC (Samsung Galaxy SIII)
dotato di SIM al cui interno è stata installata
l’applicazione di pagamento di BNL.

Pur essendo un semplice progetto pilota, per la prima volta in
Italia l’iniziativa vede il coinvolgimento di due operatori
telefonici con un attore centrale di estrazione bancaria, SIA,
con il ruolo di connettore tra operatori telefonici e banche.
Vodafone ha sfruttato la medesima piattaforma per lanciare un
progetto pilota che riguarda la propria carta di pagamento
prepagata co-branded “Vodafone Smartpass”, emessa in
collaborazione con CartaSi. Anche Telecom Italia ha presentato la
propria soluzione in collaborazione con Intesa Sanpaolo, anche in
questo caso in modalità pilota per un gruppo di dipendenti e
clienti. PosteMobile ha annunciato a fine ottobre il lancio del
proprio servizio di Mobile Proximity Payment per la fine del
2012, già a livello – prima in Italia – di roll-out
commerciale, potendo sfruttare le sinergie con la controllante
Poste Italiane.

Infine anche Edenred Italia, fornitore della soluzione Ticket
Restaurant, e Banca Popolare Emilia Romagna hanno attivato i
propri progetti pilota. Da un lato
Edenred ha collaborato con BlackBerry
per fornire ad alcuni
studenti del Politecnico di Milano un telefono in grado di
pagare, tramite buono pasto elettronico, presso alcuni esercenti
convenzionati; Bper invece ha attivato un progetto pilota che
utilizza MicroSD NFC fornite da Oberthur Technologies.

Questi annunci testimoniano da un lato il crescente interesse dei
principali stakeholder del mercato verso il Mobile NFC anche in
Italia, dall’altro, la frammentazione del mercato italiano
che fatica a lavorare insieme in ottica precompetitiva. Per
superare tale problematica i 5 principali operatori telefonici
italiani (H3G, Telecom Italia, Vodafone e Wind, PosteMobile)
hanno annunciato il raggiungimento di un accordo, non dissimile
da quelli visti in altri paesi europei, volto ad attivare un
percorso di lavoro congiunto per l’abilitazione di un
ecosistema NFC diffuso e capillare anche in Italia.

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La strada verso il pieno rollout commerciale è ancora lunga.
Tuttavia, per la prima volta dopo anni di attesa un
grosso passo in avanti è stato fatto e le recenti novità fanno
intuire che il 2013 potrà essere l’anno della svolta per
l’NFC, anche in Italia
.

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