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AirWatch: ecco come evolverà la gestione dei device mobili aziendali

Il focus è sulla sincronizzazione di ogni strumento di lavoro: si sta passando da una vision incentrata sul Mobile Device Management a una basata sull’End Computing Management, che integra strumenti mobili e fissi. «Crescono l'importanza di IoT e Identity Management, e la necessità di far collaborare i dipendenti, anche attraverso App e social». Lo scenario secondo il responsabile europeo di Airwatch

Ian Evans, VP e Managing Director EMEA di AirWatch by VMwareUn futuro sempre più “device agnostic”, nel quale il focus si sposterà dal dispositivo utilizzato alla sincronizzazione di diversi strumenti di lavoro, e l’Internet of Things e la business mobility vedranno crescere continuamente la loro importanza come strumenti per comunicare e condividere i documenti. Stiamo assistendo a una rivoluzione nel modo in cui gli utenti interagiscono con la mobility aziendale e all’emergere di nuove esigenze aziendali per la gestione centralizzata degli end point unificati, come spiega Ian Evans, VP e Managing Director EMEA di AirWatch by VMware.

Di recente Airwatch, tra i principali fornitori internazionali di soluzioni di Enteprise Mobility Management, ha lanciato la versione 8 del suo prodotto per adeguarsi alle continue trasformazioni del mercato e assicurare un’esperienza end-user semplificata e un minor coinvolgimento dell’IT aziendale. «Airwatch 8 non soltanto permette di gestire tutti i dispositivi – spiega Ian Evans – siano essi fissi o mobili, ma supporta anche la tecnologia di desktop virtualization di VMware. Avere un’unica console significa anche migliorare la produttività, dando la possibilità di lavorare ovunque e in qualsiasi momento».

L’acquisizione di AirWatch da parte di VMware, a febbraio 2014, ha fatto evolvere la vision passando dal Mobile Device Management (MDM) all’Enterprise Mobility Management (EMM). «La nostra strategia dopo l’acquisizione si è evoluta. Dobbiamo tener conto di importanti cambiamenti, come l’IoT, anche se è ancora presto per capirne tutte le potenzialità. Grande importanza ha anche l’Identity Management, così come l’integrazione della gestione dei dispositivi mobili con quella dei computer fissi. In generale si sta passando da una vision incentrata solo sul MDM a una basata più sull’End Computing Management, spostando il focus dalla sola sicurezza alla Business Mobility, ovvero tutte quelle tecnologie che consentono ai dipendenti di poter svolgere ovunque le proprie attività lavorative, tramite l’utilizzo dei dispositivi mobili».

La mobility ha portato il lavoro oltre i confini geografici e temporali e, se da una parte si aumenta la produttività, dall’altra si aprono problemi di gestione e messa in sicurezza. «Io sono abituato a verificare le email, vedere gli appuntamenti quando aspetto il treno – dice il Managing Director – e come me tantissime persone. Questo anche nel weekend. C’è una specie di “grey line”, una linea sottile tra lavoro e vita privata, e non è sempre facile capire quando si oltrepassa. Le aziende devono tener conto di questo fenomento e cercare di regolamentarlo».

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Questo scenario cambierà ancora quando l’Internet of Things esprimerà tutte le sue potenzialità, connettendo qualsiasi dispositivo e dando la possibilità di gestire tutti gli asset da un solo terminale. «Penso che ancora non ci si renda conto di cosa l’IoT significhi – dice Evans – e di quanto possa essere importante. Tutto ciò che può essere connesso verrà connesso, in ogni ambito di applicazione. Ci vorranno almeno 3-5 anni affinché l’IoT possa davvero manifestare le sue potenzialità e sia applicabile ma dovremo farci trovare pronti a risolvere i problemi di gestione e di sicurezza».

Stiamo assistendo a una rapida evoluzione nel modo di comunicare nei luoghi di lavoro, passando dall’uso quasi esclusivo delle email, a sempre più App e social network dedicati. «L’obiettivo è sempre lo stesso – spiega Evans – assicurare ai dipendenti la possibilità di collaborare tra loro e integrare contenuti anche in remoto, durante i viaggi di lavoro, da casa. Anche i video come strumenti di formazione e comunicazione sono sempre più importanti. Nei prossimi 12-18 mesi vedremo aumentare sempre più l’uso di questi tool che consentono ai lavoratori l’onboarding ovunque essi si trovino».

L’Italia è uno dei mercati nei quali è molto forte l’esigenza di implementare la collaborazione tra dipendenti, anche utilizzando i social network. «Laddove il Bring Your Own Device risulta ancora un fenomento in fase sperimentale – commenta Ian Evans – c’è una grande attenzione verso il Telecom Management, ovvero il monitoraggio di dati, chiamate e uso di roaming per risparmiare tempo, soldi e risorse».

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