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Con l'IoT, NTT e Cisco contro il bracconaggio delle specie a rischio

Dopo il successo della salvaguardia dei rinoceronti in Sud Africa, l’iniziativa Connected Conservation viene estesa al Kenya per supportare sei diverse riserve naturali. Grazie a tecnologie come antenne radio, sensori e telecamere, infrastruttura a energia solare, i ranger possono controllare l'intera riserva e, in caso di allarme, reagire rapidamente a qualsiasi attività sospetta

Il Sudafrica ospita l’80% dei rinoceronti rimasti nel mondo. Tuttavia, ancora oggi, si stima che ne venga ucciso uno ogni 15 ore, con una reale possibilità che la specie possa estinguersi entro il 2025. La fauna selvatica è in pericolo, soprattutto ora che si trova a far fronte ad una riduzione su larga scala dei ranger e del numero di pattuglie di controllo delle riserve così come a una diminuzione del turismo. E’ proprio per contrastare il bracconaggio che, NTT e Cisco annunciano l’espansione del progetto Connected Conservation nel nord del Kenya. L’obiettivo è di preservare sei differenti aree protette presenti su un territorio di più di 200.000 acri di terra, popolato dal 14% dei rinoceronti kenioty.

Inizialmente lanciata in Sudafrica nel 2015 con un esperimento pilota in una riserva naturale adiacente al Parco Nazionale del Kruger, l’iniziativa protegge la fauna selvatica e gli individui preposti alla salvaguardia tramite tecnologie come i gateway WRA LoRA, antenne radio per creare una rete tra le riserve naturali, sensori, telecamere circuito chiuso e un’infrastruttura per produrre energia solare sicura. Tecnologie che consentono di rilevare qualsiasi attività sospetta o dolosa, tra cui il bracconaggio delle specie a rischio, prima che possa danneggiare gli animali. Nato da un’idea di Bruce Watson, uno dei fondatori di Dimension Data, ora parte di NTT, nei primi due anni di implementazione ha portato a una riduzione del bracconaggio dei rinoceronti del 96%.

Sensori e telecamere per proteggere la fauna selvatica

Lo strumento software online Earthranger, consente ai ranger di raccogliere, integrare e visualizzare tutti i dati disponibili della riserva (storici e in tempo reale) in modo tale da tenere traccia delle incidenze passate e rispondere adeguatamente in modo tempestivo. Inoltre, permette di intercettare velocemente i bracconieri nonché di aiutare le comunità circostanti nei conflitti uomo-animale, prima che si verifichi qualsiasi incidente. Ciò consente di monitorare una vasta superficie e permette agli animali di muoversi liberamente senza nuocere loro fisicamente.

La tecnologia wireless che offre ampio raggio di azione, bassa potenza e trasmissione sicura dei dati verrà utilizzata per connettere tutte e sei le aree remote abilitando i ranger a comunicare tra di loro per segnalare eventuali comportamenti sospetti. Tutte le informazioni provenienti da ciascuna area verranno poi raccolte nel Joint Operations Centre principale a cui si collega, tramite un’infrastruttura point-to-multipoint, un centro operativo comune satellitare situato nelle riserve limitrofe. Il video livestream, l’infrastruttura a energia solare e le antenne radio abilitano le comunicazioni.

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