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Data center, il report Cisco: nel 2021 il 95% del traffico sarà in cloud

A registrare una decisa crescita saranno sia le applicazioni enterprise, sia quelle consumer, che si tratti di streaming video o analisi dei big data. Kip Compton, Vp Cloud Platform and Solutions Group: “Servirà innovazione nel cloud pubblico, privato e ibrido”

A monopolizzare il traffico dei data center entro il 2021 sarà il traffico dei data center cloud, che rappresenterà il 95% del totale, con un aumento sostenuto se confrontato con i dati del 2016 quando era all’88%. In termini assoluti, si parla di 19,5 settabyte tra tre anni contro i 6 Zb di due anni addietro. A evidenziarlo è il Cisco Global Cloud Index (2016-22021), rapporto annuale giunto alla sesta edizione, che analizza nel dettaglio le informazioni disponibili sulla virtualizzazione dei data center e sul cloud computing.

“In questo mondo multicloud, – afferma Kip Compton, vicepresidente de Cisco cloud platform and solutions group – la crescita delle applicazioni nei data center sta chiaramente esplodendo. Questa previsione di crescita richiederà innovazione soprattutto nel settore del cloud pubblico, privato e ibrido”.

L’Impresa 4.0 ha bisogno del cloud

A contribuire a questa crescita costante del traffico, secondo la ricerca, saranno sia le applicazioni enterprise, ad esempio nel campo della pianificazione delle risorse aziendali, della collaborazione e degli analytics, sia quelle più propriamente consumer, come lo streaming video, i social network e le ricerche su Internet.

Elemento centrale che giustifica questo trend sono inoltre le implementate misure e soluzioni di sicurezza, che riducono al minimo e rischi per gli utenti, che si tratti di aziende o semplici cittadini, superando così una delle barriere, non solo psicologiche, all’adozione dei servizi in cloud.

“Le innovazioni in materia di sicurezza e i vantaggi tangibili del cloud computing – spiega Cisco in una nota – tra cui la scalabilità e le economie di scala, hanno un ruolo fondamentale nella crescita del cloud prevista dallo studio. Inoltre, la crescita delle applicazioni Internet of Things (IoT) come le smart car, le smart city, i servizi di connected health e le utility digitali richiede soluzioni di elaborazione e memorizzazione scalabili per soddisfare le nuove e sempre maggiori esigenze dei data center. Entro il 2021, Cisco prevede che le connessioni IoT raggiungeranno i 13,7 miliardi, rispetto ai 5,8 miliardi del 2016”.

Anche per dare una risposta alla sempre più sostenuta richiesta di risorse per data center e cloud, in correlazione a quei percorsi di digital transformation legati al nuovo paradigma dell’Impresa 4.0, si è assistito nell’ultimo periodo allo sviluppo di data center cloud pubblici “hyperscale”: entro il 2021 ci saranno 628 data center hyperscale a livello globale, contro i 338 del 2016.

Il 94 per cento dei carichi di lavoro passerà dal cloud entro i prossimi tre anni

Entro il 2021, inoltre, il 94% dei carichi di lavoro e delle istanze di calcolo verrà processato dai data center in cloud e il 6% sarà processato dai data center “tradizionali”, a causa della crescita sostenuta dei settori dei big data e dell’Internet of things, con i dati memorizzati nei data center che si moltiplicheranno per cinque nell’arco dei prossimi tre anni. Nello specifico, i big data raggiungeranno i 403 exabyte (EB), moltiplicandosi per otto rispetto ai 25 EB del 2016, e rappresenteranno iil 30% del totale delle informazioni  archiviate nei data center. Inoltre, spiega Cisco, grazie soprattutto all’IoT, la quantità totale di dati creati arriverà a quota 847 ZB l’anno entro il 2021, rispetto a 218 ZB all’anno nel 2016.

Infine, entro il 2021 i big data rappresenteranno un quinto del traffico nei data center, e il Software as a service (Saas) sarà il modello di servizio cloud più diffuso.

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