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Verso la smart mobility tra IoT e sharing economy con uno sguardo al Recovery Fund

A colloquio con Fabio Saiu, Director Leasing & Rental Europe di Geotab. La smart mobility richiede un approccio di ecosistema. Ripensare la mobilità e le città secondo nuovi criteri va oltre la sola IoT: richiede un pensiero di lungo termine

La smart mobility? Un impegno non banale, un obiettivo perseguibile solo in una logica di ecosistema e con uno sguardo proiettato nel medio lungo termine.
È chiaro e realistico nella sua visione Fabio Saiu, Director Leasing & Rental Europe di Geotab, multinazionale che sviluppa soluzioni e piattaforme IoT focalizzate sull’analisi dei dati per la gestione delle flotte e della mobilità.
Fabio Saiu - Geotab“Geotab ha sede in Canada ma è presente in tutto il mondo, Europa inclusa – spiega Saiu -. Le nostre sedi sono collocate “strategicamente” vicino ad alcuni poli di attrazione tecnologici. In Germania, ad esempio abbiamo due sedi, rispettivamente a Monaco e ad Aachen. Quest’ultima, in realtà, è un polo universitario e in quell’area vi hanno sede i tre big player del mondo automotive, Audi, Mercedes e BMW. Abbiamo scelto di essere lì per trovarci vicino alla fucina dove nascono i nuovi progetti in ambito automotive”.
Parliamo di una family company, che negli ultimi anni ha registrato una crescita importante in termini di risorse: “Siamo circa 1400 persone, il 70 per cento di estrazione ingegneristica: abbiamo un focus molto elevato sull’innovazione tecnologica e il nostro obiettivo è offrire servizi IoT sui veicoli connessi”.

Una piattaforma per i veicoli connessi

L’offerta di Geotab comprende un dispositivo, “che copre un range molto ampio di veicoli, dalle macchine agricole a quelle per il movimento terra, dai trattorini tosaerba fino a TIR e autoarticolati, passando per i veicoli commerciali, i veicoli passeggeri e anche quelli elettrici”, e la piattaforma.
“Sia lato hardware, sia lato piattaforma, abbiamo puntato sulla flessibilità di interfacciamento. L’obiettivo è creare e garantire una integrazione totale e una apertura anche verso altre soluzioni”.
Proprio nella logica di flessibilità di interfacciamento e di integrazione, Geotab ha reso disponibile sul proprio sito tool di sviluppo e API che consentono l’interfacciamento sulla propria piattaforma.
“Questo significa che chiunque può sviluppare in proprio qualunque funzionalità, qualunque estensione e legarla alla nostra soluzione. E attualmente annoveriamo 103 dispositivi diversi che si integrano nel nostro ecosistema allargato”.
Ed è qui che emerge quell’idea di ecosistema centrale nella strategia Geotab e destinato ad esserlo ancora di più nel prossimo futuro.

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Il focus sui dati

“Nella nostra visione – spiega Fabio Saiu – questo tipo di dispositivi dovrà essere embeddato nel veicolo direttamente in catena di montaggio. Per questo vogliamo spostarci dal solo concetto dell’aftermarket e per questo stiamo lavorando in modo sempre più concreto con gli OEM”:
Ford e Mercedes Benz sono solo due dei nomi con i quali Geotab ha iniziato a lavorare: l’idea è quella di fare dell’aftermarket una sorta diversione specializzata dell’IoT, “ma al momento non tutte le case automobilistiche offrono questa tipologia di connessione in modo esauriente”.
Il nodo cruciale da risolvere resta quello dei dati.
Bisogna capire cosa ci si vuole fare con i dati: non è solo un tema di controllo ma anche di predizione degli eventi, di analisi dei flussi di traffico, di progettazione e gestione dei sistema di ricarica dei veicoli e di efficientamento delle batterie. Sono tutte tematiche che ci portano appieno nelle tematiche di smart mobility e di smart city”.

La smart mobility va oltre l’IoT

Nella sostanza, nella visione di Geotab quando si parla di veicoli connessi si parla di qualcosa che ha un impatto molto più allargato rispetto all’IoT.
“Non ci si limita più a parlare di flotte, ma si ragiona in termini più ampi. Si guarda a come saranno le nostre città nel giro di qualche anno”.
Non possiamo non tenere conto dei cambiamenti in atto rispetto, ad esempio, alle aree metropolitane. Per questo, la definizione degli scenari del futuro deve prendere considerazione un insieme di aspetti che non sono più il solo veicolo connesso.
“Significa costruire un futuro in termini di arterie stradali, di parcheggi, di viabilità… e significa farlo già oggi – spiega Saiu -. Dobbiamo dire che alcune applicazioni interessanti già ci sono, come gli Intelligent Transportation System che reggono la smart mobility. Questa è una delle progettualità che ci vede impegnati, anche nell’ottica del Recovery Fund”.

Geotab e la smart mobility durante l’emergenza

Geotab si è data un focus molto preciso sia sul mondo delle smart city sia su quello dell’elettrico.
“Indirizziamo il tema della smart city attraverso le analisi dei dati sia delle nostre centraline sia dei veicoli integrati. Dall’analisi dei dati emergono insight molto significativi, che forniscono un supporto decisionale alle municipali e alle autorità locali in materia di gestione dei flussi di traffico, degli incroci, dei percorsi a rischio e di tutti quegli aspetti che generano incombenze in termini di sicurezza stradale”.

I dati rappresentano dunque uno degli asset che Geotab fornisce: non solo device, non solo piattaforma, ma anche e soprattutto dati.
E quanto questo sia importante, lo si è visto nei mesi scorsi, nel periodo più critico della pandemia da COVID-19.
“Nel corso del primo lockdown abbiamo giocato un ruolo importante come partner di alcune aziende dell’area Nord del Paese, che hanno lavorato in prima linea nell’emergenza e che avevano a bordo i nostri dispositivi. Parliamo di ambulanze e di veicoli per il trasporto di beni di prima necessità o di apparati elettromedicali, che venivano indirizzati verso il punto dove si creava un’emergenza direttamente dalla centrale”.

La smart mobility per il mercato italiano

Per quanto riguarda nello specifico il mercato italiano, tre sono le aree su cui Geotab si è focalizzata.
La prima, Geotab Truck per la connessione delle flotte di mezzi pesanti con la piattaforma telematica della società, è probabilmente quella più tradizionale e nevralgica per un Paese come l’Italia nel quale il trasporto su gomma è importantissimo.
La seconda guarda al mondo del corporate car sharing. Si tratta di Geotab Keyless, una soluzione keyless che integra di fatto chiavi digitali e mobile App in una soluzione per la gestione delle flotte completa e basata sui dati. È indirizzata ai gestori di flotte pubbliche, aziendali, a noleggio e istituzionali e consente loro una completa gestione dell’operatività, dalla prenotazione alla gestione del veicolo, e ancor di più di analizzare, condividere e utilizzare i veicoli della propria flotta in modo più efficace, anche riducendoli, laddove necessario.
Infine c’è tutto il mondo dei veicoli elettrici. È un ambito che ben si sposa con i servizi di car sharing ed è qui che entra in gioco anche il tema Recovery Fund, in un’ottica di smart mobility.
“È un tema molto importante. Numerosi studi sostengono che nel periodo post pandemico assisteremo a una riduzione nell’utilizzo dei mezzi pubblici e una crescita del car sharing. Un settore che finora ha avuto ritorni molto bassi dal punto di vista economico, potrebbe dunque avere una spinta di crescita e di redditività in futuro. Il car sharing e la mobilità sui veicoli elettrici significano oggi sostenibilità e green e rappresentano leve importanti per il sistema Paese”.
Inoltre, prosegue nella sua analisi Saiu, il mercato sembra muoversi in questa direzione. Stanno raddoppiando le immatricolazioni di veicoli elettrici, triplicano quello di veicoli plug-in hybrid, si vendono meno SUV e più veicoli che consentono una circolazione a medio raggio più flessibile.
“C’è un po’ di ritardo sul tema delle batterie e ancora i fattori economici da non trascurare. Per questo penso che il 2021 sarà ancora un anno di transizione”.
Saiu differenzia le tendenze in atto sul mercato privato e quello aziendale. Nel primo caso sottolinea come stia gradualmente perdendo di valore il possesso dell’auto, a favore di altre formule come renting o leasing.
Analogamente, anche sul fronte delle aziende, la tendenza è quella di sottoscrivere meno contratti di leasing, muovendosi verso il corporate car sharing, fondamentale per fare salvaguardia dei costi e avere un ritorno degli investimenti più significativo.
“In ogni caso, è uno scenario nel quale l’IoT e il tema della connected car assumono un ruolo centrale, in una logica di sharing esteso”.

Geotab e il ruolo degli ecosistemi

Come già accennato, il tema forte sul quale Geotab ha costruito la sua value proposition è il valore degli ecosistemi.
“Il mondo dell’IoT è fatto anche di una molteplicità di sensori. Noi diamo la possibilità agli attori dell’ecosistema dell’automotive di rendere disponibili le loro soluzioni. Mettiamo a loro disposizione il nostro marketplace, che diventa dunque un punto di incontro e di spinta di soluzioni anche di terze parti. Questi attori dell’ecosistema sono per noi dei partner. Partner che certifichiamo perché hanno realizzato funzionalità software oppure dispositivi specifici, come i rilevatori per il controllo della temperatura delle celle frigo dei veicoli commerciali o per il controllo della qualità dell’aria”.
Nel futuro della mobility, dunque, Geotab non assegna solo a se stessa un ruolo chiave, ma anche a tutte quelle realtà, come gli sviluppatori del suo ecosistema, che giocano un ruolo di abilitatori della nuova mobilità.

“È importante essere e operare all’interno dell’ecosistema e avere una visione olistica con uno sguardo che vada verso i 5-10 anni. È questo il punto di forza che sostiene la nuova mobilità”.

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