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Smart City Tour Huawei: smart health e 5G a Milano

In occasione della prima tappa dello Smart City Tour di Huawei, un Memorandum of Understanding siglato da Thomas Miao, CEO di Huawei Italia ed Elena Bottinelli, Amministratore Delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, per lo sviluppo di città sempre più smart ed healthy. Con il Position Paper di EY si analizza l’impatto del 5G sull’economia italiana in relazione alla value chain del settore delle telecomunicazioni.

A Milano, in occasione della prima tappa dello Smart City Tour di Huawei, un Memorandum of Understanding siglato da Thomas Miao, CEO di Huawei Italia ed Elena Bottinelli, Amministratore Delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, sancisce l’avvio di una collaborazione finalizzata allo sviluppo di città sempre più smart ed healthy e quindi alla promozione di stili di vita più sani ed ecosostenibili.

Inoltre, durante l’incontro è stato presentato il Position Paper di EY che delinea l’impatto delle reti e dei servizi 5G sull’economia italiana in relazione alla value chain del settore delle telecomunicazioni. Il nostro paese è all’avanguardia sul fronte della comunicazione mobile, tanto che gli investimenti sulla rete 5G sono partiti già da alcuni anni e oggi l’Italia è fra i primi paesi al mondo per la diffusione delle reti di ultima generazione.

Qui potete osservare la presentazione tenuta da Fabrizio Pascale, Partner- TMT MED Leader.

Città sempre più smart e più healthy

Huawei si impegna a contribuire allo sviluppo dei progetti di ricerca del Centro per Tecnologie Avanzate per la Salute e il Benessere del San Raffaele in ambito Smarter and Healthier City. “Il programma prevede lo sviluppo sostenibile delle città e dei comportamenti degli abitanti. Tecnologie come l’Internet of Things, la robotica e la connettività pervasiva possono diventare motore di uno straordinario cambiamento: promuovere stili di vita più sani ed ecosostenibili sia a livello individuale che collettivo” spiega l’ing. Alberto Sanna, direttore del Centro.

L’azienda condividerà il proprio know-how per creare un ecosistema digitale tecnologico vantaggioso, collaborerà alla creazione e al consolidamento di una rete di ricerca europea e internazionale; e contribuirà allo sviluppo delle competenze locali attraverso collaborazioni sinergiche tra le autorità pubbliche locali e il settore privato (partenariato pubblico-privato).

” Siamo impegnati a sostenere la digitalizzazione dell’Italia e a stimolare l’innovazione locale per creare posti di lavoro, offrire sicurezza e alta qualità della vita ai cittadini e attrarre talenti, turisti e visitatori. Le nostre soluzioni innovative forniscono ai professionisti e alle organizzazioni del settore medico l’infrastruttura di cui hanno bisogno per collaborare, condividere, elaborare e utilizzare i dati sanitari nel modo più efficace. Il nostro obiettivo è utilizzare la tecnologia digitale per rendere accessibili risorse sanitarie d’avanguardia a un numero sempre più grande di persone” Thomas Miao, CEO di Huawei Italia, ha dichiarato.

Le prospettive favorevoli di adozione del 5G

Tra giugno e settembre 2019, EY ha analizzato le opinioni dei principali operatori di telecomunicazioni, delle società di rete e di altri player dell’ecosistema ICT-5G, al fine di raccogliere informazioni sui piani di sviluppo infrastrutturale e valutazioni sulle aree applicative associate al 5G, oltre a considerazioni sugli impatti attesi sul sistema-Paese e agli effetti che potrebbero derivare da possibili restrizioni ai fornitori delle tecnologie 5G.

Entro il 2019 (considerando i piani annunciati da TIM e Vodafone) i servizi 5G saranno attivati in 9 grandi città, 28 comuni dell’area metropolitana milanese, 30 destinazioni turistiche, ma anche in 50 distretti industriali. Saranno avviati 30 progetti dedicati verticali, a dimostrazione di come il 5G sia già identificato come una piattaforma a supporto del business delle aziende, oltre che indirizzato al mercato consumer.

Si attende un impatto rilevante del 5G per un ventaglio molto ampio ed eterogeneo di applicazioni, sia in ambito privato che pubblico, una parte delle quali ha già superato lo stato prototipale e si sta consolidando (come nel caso della vasta gamma di soluzioni per le Smart City, della “wireless factory-Industria 4.0”, della telemedicina, dei primi livelli della guida autonoma, ecc.). Non solo, la rete 5G viene indicata come pilastro per la trasformazione digitale del paese e quindi come elemento abilitante per mantenere la posizione di avanguardia nella comunicazione mobile e cercare di riconquistare una leadership tecnologica a livello europeo e mondiale.

Tra costi delle licenze e deployment delle reti 5G e delle reti in fibra, gli operatori dovranno dedicare entro il 2025 risorse per circa 25 miliardi, una cifra significativa considerando che nel frattempo non potranno smettere di estendere, modernizzare e mantenere le reti esistenti, fisse e mobili. A fronte di questo sforzo, si prevedono per il nostro Paese ritorni molto significativi, sia a livello di “customer experience” degli utenti, sia di accesso a nuove tipologie di applicazioni, sia Consumer che Business, ma soprattutto a livello di impatto sul sistema economico, pari a circa lo 0,29% di incremento medio annuo del PIL, e quindi 80 miliardi di euro di incremento del PIL in 15 anni, tenendo conto sia dei maggiori investimenti generati dalle piattaforme 5G-enabled nei vari ambiti applicativi, sia dei risparmi conseguenti all’utilizzo di tali piattaforme.

 

L’impatto ritardante del Golden Power

EY mette anche in guardia sulle possibili conseguenze dell’esercizio della Golden Power da parte del Governo. La restrizione delle tecnologie 5G provenienti da fornitori non appartenenti all’UE, si tradurrebbe in un ritardo nel deployment delle reti 5G in Italia, dovuto sia ai tempi necessari affinché i vendor “certificati” possano consegnare prodotti utilizzabili nelle reti e non in fase di sviluppo, sia per la necessità di rivedere la pianificazione delle reti e effettuare interventi di sostituzione degli apparati, non solo nelle reti 5G in fase di sviluppo, ma anche con riferimento alle reti 3, 4 e 4.5G.

A questo effetto se ne sommerebbe un secondo in termini di “extra costi” per gli operatori, generati sia dal replacement di importanti parti delle loro infrastrutture di rete, sia da un possibile incremento dei prezzi delle tecnologie 5G conseguente a un minore livello di competizione tra vendor. L’intensità di questi effetti varia a seconda dei vendor esclusi dall’ecosistema 5G e si può ritenere che saranno maggiori qualora a essere coinvolti fossero i vendor attualmente considerati leader di mercato. Ne sono un esempio i vendor cinesi e in particolare Huawei, il cui vantaggio rispetto agli altri fornitori è riconosciuto da più osservatori internazionali indipendenti.

 

 

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