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.Smart City

Caratteristiche e prospettive delle Smart City

L'evoluzione in senso smart delle città è capace di portare numerosi benefici alla vita dei cittadini. Per farlo occorrono una serie di tecnologie alla base, tra cui IoT e Big data

Viviamo in un mondo in cui le moderne tecnologie digitali guadagnano sempre più spazio, nella nostra vita privata così come in quella professionale. È naturale, dunque, che queste stesse tecnologie (Internet of Things, Intelligenza artificiale, ecc) siano sempre più presenti nei luoghi in cui trascorriamo le nostre esistenze, ovvero le città: più della metà della popolazione mondiale vive in centri urbani, sempre più spesso megalopoli, un percentuale destinata ad aumentare sensibilmente da qui al 2050. Ecco perché, sempre di più, sentiamo utilizzare – non sempre a proposito peraltro – il termine smart city, ovvero le città intelligenti. Al contrario di quello che si potrebbe pensare le smart city non riguardano il futuro ma il presente, dal momento che progetti per la trasformazione in senso smart delle città sono presenti in centinaia di città a livello globale.

Smart City: una definizione

Ma quando si può parlare di Smart City? Come spesso capita in questi casi, non esiste una definizione univoca e universalmente accettata. Una buona base di partenza può essere quella fornita dall’Osservatorio Smart City dell’ANCI, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, che definisce Smart City “una città che, secondo una visione strategica e in maniera organica, impiega gli strumenti dell’ICT come supporto innovativo degli ambiti di gestione e nell’erogazione di servizi pubblici, grazie anche all’ausilio di partenariati pubblico-privati, per migliorare la vivibilità dei propri cittadini; utilizza informazioni provenienti dai vari ambiti in tempo reale, e sfrutta risorse sia tangibili (ad es. infrastrutture di trasporto, dell’energia e delle risorse naturali) sia intangibili (capitale umano, istruzione e conoscenza, e capitale intellettuale delle aziende); è capace di adattare se stessa ai bisogni degli utenti, promuovendo il proprio sviluppo sostenibile”.

I benefici delle Smart city

Secondo uno studio di Mc Kinsey ci sono diversi ambiti e macrosettori in cui l’evoluzione in senso smart può portare dei benefici concreti ai cittadini-utenti: mobilità, sicurezza, sanità, energia, gestione dell’acqua e dei rifiuti, sviluppo economico e immobiliare, coinvolgimento dei cittadini. Senza dubbio il vantaggio più immediatamente percepibile è quello di un considerevole risparmio di quella che è la nostra risorsa più preziosa, vale a dire il tempo: in una smart city i minuti trascorsi (persi) nelle interazioni con la Pubblica amministrazione e il sistema sanitario si riducono drasticamente e possono essere impiegati in maniera migliore. La maggiore sicurezza delle smart city, poi, ha implicazioni positive su tanti aspetti, tra cui la riduzione della criminalità e degli incidenti. Da non tralasciare, naturalmente, il miglioramento della qualità ambientale, che ha un impatto diretto sulla vita e la salute dei cittadini. La maggiore partecipazione alla vita politica e sociale ha infine ricadute difficilmente misurabili ma sicuramente positive nel lungo periodo per il benessere delle città.

Il ritorno dall’investimento dei progetti Smart city

Investire nelle Smart City costa troppo? In realtà, no: basti pensare che, secondo la stima dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, in una città come Milano sono sufficienti appena 1-2 anni per ripagare gli investimenti in un progetto di gestione dei parcheggi (sensori per monitorare la disponibilità di singoli posti auto e App per prenotare e pagare via smartphone). Poco di più (2-4 anni) per impostare una raccolta dei rifiuti “smart”, ad esempio con cestini con sensori di riempimento per ottimizzare la raccolta. Un tempo ragionevolmente breve (3-5 anni) richiede anche l’adozione di soluzioni per l’illuminazione intelligente, come lampioni che adattano l’intensità alla luminosità dell’ambiente, sistemi di manutenzione predittiva e ottimale dei lampioni. Tempi più lunghi (6-9 anni), invece, si prospettano per l’implementazione di soluzioni di Smart Building in edifici pubblici (gestione di riscaldamento, climatizzazione e illuminazione). In termini di vivibilità per cittadini, la stima è che grazie a soluzioni di smart building, illuminazione intelligente e gestione parcheggi l’area milanese possa ridurre le sue emissioni di anidride carbonica di oltre 60.000 tonnellate di CO2 all’anno.
Questi benefici e vantaggi bastano a spiegare perché, nonostante resistenze di varia natura e una disponibilità di fondi non ottimale, anche in Italia la Smart city stia sempre più prendendo piede: secondo i Dati dell’Osservatorio, il 48% dei comuni italiani ha già avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni, anche se la maggior parte delle iniziative – il 63% del totale – risulta ancora in fase sperimentale. Le iniziative di Smart City si sono concentrate soprattutto su illuminazione intelligente (nel 52% dei comuni), servizi turistici (43%), raccolta rifiuti (41%), mobilità (gestione del traffico 40%, gestione parcheggi 33%) e sicurezza (39%).

 

Dietro la Smart City c’è l’IoT

Tra le tecnologie digitali fondamentali per far funzionare al meglio le Smart City del presente e del futuro c’è sicuramente l’IoT, l’Internet of Things, che ha tutte le carte in regola per essere applicato su larga scala nei centri urbani. Il motivo è semplice: la sensoristica IoT rende possibile acquisire – a costi contenuti – una immensa quantità di dati che – opportunamente elaborati – possono essere impiegati per prendere decisioni che permettono di migliorare la vita all’interno delle città. Ad esempio i dispositivi IoT possono essere impiegati per garantire il monitoraggio affidabile e in tempo reale di parametri come la qualità dell’aria e dell’acqua, linquinamento acustico, la situazione dei rifiuti, ecc. Un ruolo ancora più immediatamente percepibile dell’Internet delle cose è nel campo della viabilità e dei trasporti: nelle smart city del domani gli utenti potranno visualizzare sul proprio smartphone la mappa real time dei parcheggi disponibili in città, degli ingorghi presenti e così via. Tutti dati che saranno resi disponibili proprio grazie all’IoT, che può rendere anche più performante la gestione dei mezzi pubblici, monitorandone le performance e segnalando con prontezza eventuali guasti/disservizi.

 

Big data e Data Analytics al servizio delle città intelligenti

Come accennato in precedenza, però, i dati non devono essere soltanto raccolti ma, piuttosto, devono essere utilizzati, in modo da poter dare a vita a nuovi prodotti/servizi utili per le smart city. È chiaro, dunque, che altre tecnologie fondamentali per lo sviluppo delle città intelligenti sono Big Data e Analytics. Facciamo qualche esempio concreto: nel campo della sicurezza dei cittadini l’analisi dei dati raccolti dalle più svariate fonti può permettere di individuare con esattezza quali aree siano più soggette ad attività criminali e siano dunque da presidiare maggiormente da parte delle forze dell’ordine. L’analisi dei flussi di traffico può invece permettere di comprendere quali siano i punti critici della viabilità e, dunque, di agire di conseguenza. In poche parole, tutti i dati raccolti dai dispositivi IoT e non solo (pensiamo ad esempio alla percezione dei servizi pubblici che può scaturire dai social) possono essere opportunamente analizzati e interpretati per consentire l’evoluzione in senso smart delle nostre città. Il problema messo in luce dall’Osservatorio del Politecnico di Milano è che questa modalità non è ancora automatica nel nostro Paese: ben due comuni italiani su tre non utilizzano i dati raccolti all’interno dei progetti di Smart City,  perdendo importanti opportunità per abilitare nuovi servizi per i cittadini. Nel dettaglio, solo il 34% delle amministrazioni utilizza i dati raccolti e, tra questi, appena il 12% li condivide con altri. Il 53% dei Comuni invece non utilizza internamente i dati raccolti, ma dichiara che saranno utilizzati in seguito. Nel 13% dei casi i dati non sono utilizzati internamente e difficilmente lo saranno in seguito.

Il paradigma della Smart Mobility

Uno degli aspetti più cruciali per le smart city è senza dubbio rappresentato dalla mobilità, di persone ma anche di merci. È evidente, infatti, che gli spostamenti di cose e persone all’interno delle città, sono sempre più frequenti e numerosi, con un impatto notevole sia dal punto di vista della qualità dell’aria che della vivibilità e fruibilità delle nostre città. Alle Smart city, dunque, è demandato il difficile compito di individuare un nuovo modo di concepire e organizzare la mobilità e i trasporti, dando vita a una mobilità intelligente, molto diversa da quella incentrata su vetture private alimentate a combustibili fossili e un apporto residuale del trasporto pubblico locale. Smart mobility, dunque, significa nel concreto riuscire a gestire i flussi di mobilità per ridurre congestioni, tempi morti, disservizi e rischi, progettando in maniera più moderna le infrastrutture di trasporto. In questa complessa sfida, è evidente, l’utilizzo e integrazione delle tecnologie ICT può portare un cospicuo valore aggiunto alla mobilità sostenibile, che passa innanzitutto dalla valorizzazione del dato. Che a sua volta permette di disegnare politiche di trasporto cittadine più in linea con le esigenze di imprese e cittadini. Molto concretamente, questo significa attivare nelle città servizi che favoriscano la condivisione dei mezzi (car sharing, car pooling, bike sharing, ecc), nonché di soluzioni digitali che permettano di usufruire più agevolmente dei mezzi pubblici (ad esempio tramite app che consentano il pagamento dei biglietti) o che favoriscano l’introduzione di mezzi di trasporto alternativi e più sostenibili (come le colonnine di ricarica pubbliche per i veicoli elettrici).

I pagamenti digitali per le Smart City

Un altro elemento abilitante lo sviluppo delle smart city è senza dubbio rappresentato dalla diffusione dei sistemi di pagamento contactless. È infatti praticamente impossibile pensare che i cittadini possono usufruire dei servizi resi possibili dalle città intelligenti effettuando pagamenti in contante, con tutte le complicazioni che questo comporta. Servono, piuttosto, soluzioni che consentano immediatamente di effettuare le transazioni e di accedere ai servizi richiesti, senza perdere tempo a contare le monete giuste. In particolare nell’ambito della smart mobility la tendenza è quella di eliminare l’obbligo di utilizzo dei contanti a tutto favore di dispositivi di pagamento accettati internazionalmente e testati per essere sicuri, così da favorire l’accesso di residenti e turisti in treni, autobus, traghetti, sistemi di bike-sharing, parcheggi pubblici, ecc.

 

Sicurezza e Risk management nelle Smart City

Una degli aspetti prioritari dell’azione di qualsiasi amministrazione locale riguarda la sicurezza dei suoi cittadini e, più in generale, del territorio. Come abbiamo anche accennato nei paragrafi precedenti, le tecnologie innovative di cui sono dotate le smart city permettono di fare passi in avanti significativi dal punto di vista del Risk Management, ovvero delle prevenzione dei svariati tipi di rischi a cui le comunità locali possono andare incontro. Ad esempio, le applicazioni basate sull’IoT e sui Big Data possono essere di estremo aiuto nel limitare i rischi ambientali o idrogeologici, per non parlare della sicurezza fisica di persone e imprese. Allo stesso tempo, però, l’avvento delle smart city porta con sé un rischio non da poco: dal momento che tutti i servizi sono connessi diventano così automaticamente alla portata del cybercrime, ossia una delle grandi minacce di questo secolo. Che, tra l’altro, si è già dimostrato capace di colpire servizi e infrastrutture critiche. L’avvento delle smart city, dunque, deve passare necessariamente per una rigorosa politica di sicurezza informatica, che eviti la sottrazione dei dati degli utenti o – scenario ancora peggiore – la paralisi dei servizi stessi. Senza addentrarci eccessivamente nei dettagli, è evidente che la protezione digitale delle smart city deve ruotare attorno a quattro principi cardine: gestione del rilevamento e dell’accesso ai dispositivi, segmentazione intelligente della rete, prevenzione delle minacce e integrità dei dati.

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23 Giugno 2017
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