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5G, conclusa la gara: lo Stato incassa oltre 6,5 miliardi

Si è chiuso ieri il bando delle frequenze sul 5G. L'introito complessivo per lo Stato è superiore del 164% alla base d'asta iniziale

La partita del 5G entra nel vivo in Italia: ieri pomeriggio si è infatti chiusa la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze bandita dal Ministero dello Sviluppo economico ed avviata il 13 settembre. L’esisto finale sembra testimoniare un certo fermento degli operatori delle TLC di fronte a questa tecnologia, che è destinata a impattare non poco anche sullo sviluppo futuro dell’IoT, dal momento che la maggiore disponibilità di banda sulle reti mobili favorirà lo sviluppo delle applicazioni. In effetti, secondo quando rende noto il Mise, le procedure di gara hanno portato a una competizione vivace, conclusasi in 14 giornate di miglioramenti competitivi e con 171 tornate. Di particolare rilievo è che l’introito raggiunto ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta.

L’esito della gara

Complessivamente lo Stato incasserà dall’operazione 5 G ben 6.550.422.258,00 euro, un valore superiore di oltre 4 miliardi rispetto all’introito minimo fissato nella Legge di Bilancio. Più precisamente, i lotti per la banda 700 MHz FDD hanno raggiunto la quota di 2.039.909.188,00 euro, quelli per la banda 3700 MHz ben 4.346.820.000,00 euro, mentre dalla banda 26 GHz sono arrivati 163.693.070,00 euro. Nessuna offerta è stata fatta per i lotti 700 MHz SDL, per la quale partirà dal 5 ottobre una nuova gara. La competizione, dunque, è stata particolarmente serrata per la banda da 3700 MHz: in questo segmento Telecom Italia si è aggiudicata il lotto specifico (C1) di 80 MHz per 1.694.000.000 euro, Vodafone Italia il lotto generico di 80 MHz per 1.685.000.000. I due blocchi piccoli, da 20 Mhz, sono invece andati a Wind 3 per 483.920.00 e a Iliad per 483.900.000.

La posizione di Tim

Soddisfazione per l’esisto delle gare è stata espressa dagli operatori:  “Grazie all’aggiudicazione di
tutte e tre le frequenze in gara, TIM consolida la sua posizione di leadership in Italia. Le nuove
frequenze acquisite rappresentano un asset fondamentale per lo sviluppo futuro del Gruppo e
contestualmente per la crescita della digitalizzazione del Paese. Le sperimentazioni avviate in questi
anni hanno portato, unico caso in Italia, già a risultati tangibili e l’antenna accesa a Bari
recentemente certifica il primato tecnologico di TIM. Proseguiremo nel nostro impegno per
l’innovazione e siamo convinti di poter continuare ad offrire ai nostri clienti servizi sempre
all’avanguardia e la migliore esperienza digitale disponibile sul mercato, ha dichiarato l’amministratore delegato di Tim, Amos Genish.

Vodafone soddisfatta

Sulla stessa linea il commento di Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia.
“Ci siamo aggiudicati frequenze in tutte le bande offerte. Questo investimento, insieme all’attuale dotazione di frequenze, consente a Vodafone di consolidare la leadership nella qualità della rete, porsi all’avanguardia nella realizzazione della infrastruttura e dei servizi 5G ed accelerare lo sviluppo della propria strategia digitale. Riteniamo, comunque, che sia sempre necessario trovare un punto di equilibrio tra il costo delle licenze derivante dall’asta competitiva, il capitale che dovrà essere investito per la realizzazione della nuova infrastruttura, e i più ampi benefici che il 5G porterà ai consumatori, all’industria e alla società. Sarà essenziale l’adozione di tutte le misure, a partire dalla semplificazione delle procedure autorizzative, volte a garantire la sostenibilità di tali investimenti”.

Proprio al tema 5G è dedicato un apposito evento promosso dal gruppo Digital 360, in programma a Roma il prossimo 13 dicembre. Per ulteriori informazioni sull’appuntamento occorre andare su questa pagina. 

 

 

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