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I nuovi strumenti di collaboration

E’questione di pochi anni e le aziende che non lo hanno ancora fatto si troveranno costrette a introdurre nuove modalità di lavoro. Lo chiedono i...

E’questione di pochi anni e le aziende che non lo hanno
ancora fatto si troveranno costrette a introdurre nuove
modalità di lavoro. Lo chiedono i dipendenti più giovani,
abituati a utilizzare strumenti di collaborazione del Web 2.0,
a guardare video e sentire podcast, a gestire le relazioni con
Facebook. Lo pretendono i vertici aziendali, che, in tempi di
budget risicati, tagliano sui costi di trasferta, sui costi di
comunicazione, sui budget IT. E lo esige il mercato, globale e
complesso, dove le organizzazioni sono senza muri e orari
rigidi, dove le esigenze di collaborare, con la persona giusta
e al momento giusto, si fanno sempre più pressanti: il lavoro
segue la persona, non viceversa. Nei prossimi tre o cinque
anni, l’evoluzione si compirà appieno, trasformando i
processi con lo stesso vigore che ha avuto Internet nel
decennio passato. «Le aziende devono tener conto di
questi trend perché non riguardano soltanto gli individui, ma
su di essi basa la loro capacità di essere competitive»,
ha recentemente affermato David Bevilacqua, amministratore
delegato di Cisco, che sta cavalcando questo importante
cambiamento proponendo un’articolata soluzione di
collaboration che si adatta alle diverse esigenze delle
organizzazioni. La nuova offerta messa a punto dal vendor
californiano comprende la telefonia IP, le applicazioni mobili,
la videocomunicazione, la Web conferencing e gli strumenti
software per il social networking professionale, e nasce
dall’ascolto delle esigenze, per dare più valore al
business, delle 500 principali aziende al mondo e dei clienti
della società californiana. Ne emergono cinque richieste, che
i vendor devono soddisfare con le loro soluzioni: interazioni
più ricche e affidabili, in grado di creare fiducia; capacità
di connettere persone e informazioni giuste, individuando le
giuste competenze; accelerare le prestazioni dei team; rendere
più efficace la collaborazione tra aziende; massimizzare il
ritorno sugli investimenti IT. Secondo Bevilacqua, la sfida di
oggi è quella di aumentare la produttività dei lavori non
ripetitivi. La parola d’ordine, dunque, è collaborare
meglio: tagliare i costi può servire come inizio, ma non
basta.

M.G.

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23 Giugno 2017
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