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Shark Tank, il presidente di lastminute.com investe nell'App che trova eventi in città

Fabio Cannavale, fondatore di Volagratis e presidente di Bravofly Rumbo Group, sta per firmare un contratto con Whazzo, conosciuta grazie a Shark Tank, il "talent" per aspiranti imprenditori di Italia 1: «Svilupperanno per lastminute la gestione delle uscite serali a Parigi: se funzionerà rileveremo una quota dell'azienda»

Fabio Cannavale, founder ed executive chairman di BravoFly Rumbo GroupShark Tank, il programma “talent” di incontro tra investitori e aspiranti imprenditori andato in onda qualche settimana fa su Italia 1, ha dato un’opportunità a Whazzo, startup che propone un’app gratuita che riunisce tutti gli eventi della città (cinema, concerti, teatro, eventi sportivi, ecc.), permettendo di consultarli, acquistare biglietti, organizzare gli spostamenti e condividere gli appuntamenti sui social.

Fabio Cannavale già fondatore e presidente di eDreams.it, e ideatore del motore di ricerca di voli low cost Volagratis.com, presidente di Bravofly Rumbo Group (che possiede lastminute.com), sta infatti per affidare un incarico alla startup, in cui aveva annunciato a Shark Tank un investimento di 200mila euro (insieme a Gianpietro Vigorelli) in cambio di una quota del 20%, Ancora non si sa se l’investimento andrà in porto, ma intanto Whazzo sta per diventare fornitore di lastminute.com.

«Tazio Pintado ed Edoardo Pasolini, i co-founder di Whazzo, sono due ragazzi in gamba – ha raccontato Cannavale a Economyup –: la loro  app è dedicata al settore lifestyle, quello delle uscite serali. Lastminute.com è già molto presente in questo settore a Londra, così abbiamo deciso di affidare ai giovani di Whazzo lo sviluppo del comparto in un’altra grande città europea, Parigi. Stiamo per dare loro l’incarico, a breve la firma del contratto. Sarà un lavoro di 4/6 mesi. Se funzionerà trasformeremo il pagamento in una quota della società. Male che vada Whazzo sarà stato un nostro fornitore».

Durante le tre puntate di Shark Tank sono stati promessi investimenti per oltre 4,3 milioni di euro in 20 startup e idee di business. Anche se, alla resa dei conti, le cifre saranno giocoforza inferiori, sarà comunque un’iniezione di capitali in nuove idee, in un mercato italiano di venture capital che non brilla certo per i grandi numeri. «In realtà ci sono tante iniziative di venture capital in Italia – dice Cannavale – ma il problema è scalare. Da noi è già tanto quando si raccolgono 5 milioni di euro per una startup, negli USA se una società va benino gli danno 50 milioni di dollari. Mancano i soldi che permettono di fare il salto».

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