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Candy Crush, dietro la mega acquisizione da 5,9 miliardi di dollari c'è un CEO italiano

King.com, la società inglese che ha sviluppato l'App campione mondiale di download e incassi dal 2013, è stata co-fondata da Riccardo Zacconi, che ne è tuttora il numero uno. Lavora da sempre all'estero e da 15 anni si è concentrato su business digitali. L'idea del "gioco delle caramelle" è venuta a un suo collaboratore... mentre faceva il bagno

Riccardo Zacconi, CEO di King.comLanciata su Facebook nel 2011, e come Mobile App nel 2012, nel 2013 Candy Crush Saga è stata l’App più scaricata in assoluto sull’App Store di Apple, e ancora oggi (App Annie Index, settembre 2015) è la sesta App al mondo per incassi, a cui si affianca il nono posto mondiale per il “seguito” Candy Crush Soda Saga.

Sono questi alcuni degli impressionanti numeri che hanno fatto della società inglese King.com il target di una clamorosa acquisizione da parte del colosso americano Activision (noto per videogiochi diffusissimi come Call of Duty, Destiny e World of Warcraft) per ben 5,9 miliardi di dollari. Ma pochi sanno che King Digital ha tra i suoi fondatori un italiano, Riccardo Zacconi, che ne è tuttora il CEO, carica che dovrebbe mantenere anche dopo l’entrata della sua “creatura” all’interno del gruppo americano.

Con questa mossa Activision, che è già uno dei più grandi editori internazionali di giochi tradizionali, adesso possiede uno dei principali sviluppatori di giochi su Mobile, spiega un articolo di EconomyUp, e mette le mani sulla più grande comunità di Mobile gamer del mondo.

L’operazione garantirà infatti al gruppo oltre 500 milioni di utenti mensili attivi in quasi 200 Paesi. «Escludendo YouTube Facebook non esiste una rete mondiale con un numero più grande di utenti», ha dichiarato Bobby Kotick, CEO di Activision. Kotick ha precisato che l’acquisizione aiuterà il suo gruppo ad espandere l’attività e a raggiungere una clientela più vasta, sottolineando che il 60% degli utenti di King sono donne e che la sua forza sta nella capacità di produrre giochi per cui non sono necessarie console o hardware particolari.

Ma cerchiamo di capire chi è King.com e soprattutto chi è Riccardo Zacconi, forse l’italiano che può vantare la “exit” più clamorosa degli ultimi anni.

King.com è una startup fondata in Inghilterra nel 2003 ma è diventata famosa nel 2012 grazie al successo di Candy Crush, un gioco-puzzle dai meccanismi molto semplici, in cui occorre formare file di tre “caramelle” uguali all’interno di una griglia. Al momento King ha circa 1600 dipendenti ed è stata quotata lo scorso anno a Wall Street 7 miliardi e mezzo di dollari, il più ricco ingresso in borsa della storia per una società britannica. Valutazione dovuta in larga misura all’applicazione Candy Crush, estremamente favorita nella sua diffusione dalla partnership con Facebook. Ma King ha sviluppato oltre 200 giochi, tra cui Farm Heroes, Pet Rescue, Bubble Witch, e ha 330 milioni di utenti unici mensili (terzo trimestre 2015), tra web, social e Mobile.

Zacconi è stato inserito dal Guardian nel 2013 tra le cento personalità più potenti nei media in tutto il mondo: figurava al 56° posto dietro a Larry Page (Google), Rupert Murdoch (News Corp/Sky) e Jeff Bezos (Amazon), ma davanti a Marissa Mayer (Yahoo!). Quest’anno invece il CEO italiano di King Digital si è aggiudicato il decimo posto nel Financial Times Eurotech 50, la classifica degli imprenditori delle aziende digitali europee stilata dal prestigioso quotidiano economico.

Nato a Roma nel 1967, laureato in Economia e Commercio, Zacconi si è trasferito in Germania negli anni Novanta e quindi a Londra nel 2001.  Nell’industria di Internet ha mosso i primi passi durante la prima ondata della new economy, con esperienze di consulenza e gestione in portali (Spray, Lycos) e siti di appuntamenti (uDate.com). Nel 2003 è stato tra i fondatori appunto di King.com, società londinese inizialmente specializzata nello sviluppo di giochi per piattaforme web come Msn e Yahoo. Dopo qualche momento difficile è tornato in auge con Candy Crush Saga lanciato nel 2012.  

In un’intervista a “Repubblica”, Zacconi ha raccontato di essere arrivato a Londra grazie all’offerta di una sorta di “borsa di studio” per imprenditori: «Dovevo solo cercare delle idee e proporle – dice – senza nemmeno l’obbligo di proporle a chi mi pagava lo stipendio. Il genere di incentivi con cui questa città attira cervelli». Candy Crush non è stata la prima idea che gli è venuta, ma la cinquantesima. «E non era proprio mia, ma del team di maghi del software che avevo conosciuto a Monaco e ho portato con me: uno di questi “maghi” ha avuto la visione del gioco delle caramelle mentre faceva il bagno».

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