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Direttore responsabile: Mauro Bellini

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I veicoli smart di TATA Motors comunicano in autonomia con l’aiuto di Cisco: nuovi servizi per i gestori delle flotte e traffico più scorrevole grazie al V2V

Il colosso indiano delle quattroruote ha implementato le tecnologie di collaborazione in videoconferenza e il networking intelligente di Cisco per abilitare nuovi servizi di gestione autonoma delle flotte di veicoli connessi. I dati raccolti in tempo reale serviranno per migliorare usabilità e sicurezza dei nuovi prodotti

shutterstock_259432628TATA Motors uno dei maggiori produttori automotive in India, con marchi controllati del calibro di Jaguar e Land Rover e con una presenza in oltre 170 città e 6 impianti produttivi dislocati nei 5 continenti, ha avviato un importante piano Industry 4.0.

Grazie al network intelligente di Cisco, TATA Motors è oggi in grado di connettere persone, processi, dati e cose secondo modalità finora impensate.

Cisco fornisce funzionalità di routing end-to-end, switching e sistemi di supporto alle videoconferenze. Un’infrastruttura abilitante che ha permesso a TATA Motors di sperimentare le nuove frontiere della digital transformation.  Come quelle legate alle tecnologie di smart car, grazie alle quali i proprietari delle flotte di automezzi TATA sono in grado di monitorare in tempo reale il proprio parco veicoli. L’applicazione “vehicle data as a service” implementata da TATA Motors permette di raccogliere i dati sulle performance e le modalità di guida dei veicoli connessi, per convertirli in servizi a valore aggiunto per i clienti.

«Uno degli usi più interessanti tra quelli sperimentati è la gestione degli scuolabus. Gli istituti, offrendo ai genitori l’accesso a un proprio portale Web, permettono loro di sapere, in ogni momento, dove si trova il pullmino con i loro figli a bordo e quando verosimilmente è destinato ad arrivare alla fermata prestabilita», ha commentato il Chief Information Officer di TATA Motors, Jagdish Belwal.

Effetto Connected Car e Industry 4.0

Il nuovo servizio “connected car” per le automobili connesse in ottica IoT include funzionalità di allerta del servizio di traino e carro attrezzi nel caso in cui sul cruscotto intelligente si accenda la spia di un’avaria. Si tratta, in concreto, del supporto a funzionalità di comunicazione M2M (Machine-to-Machine) che sfruttano le reti mobile 3G e 4G (in futuro, ovviamente, il network d’eccellenza per le connessioni tra gli oggetti smart sarà il 5G) e la connettività Wi-Fi per scambiare dati in tempo reale. «Gli stessi dati trasmessi dai veicoli sono, poi, utilizzati dai nostri ingegneri per finalità di ricerca e sviluppo, per migliorare l’usabilità e la sicurezza dei nostri mezzi. Ma gli stessi dati possono anche essere utilizzati dalle compagnie assicurative, per attivare programmi di definizione dei premi sulla base delle abitudini d’uso e gli stili di guida dell’automobile», ha proseguito Belwal.

shutterstock_541438654La società, peraltro, ha iniziato lo scorso maggio a testare i primi modelli di veicoli a guida assistita. Si tratta di vetture a marchio Jaguar e Land Rover che sono state oggetto di sperimentazioni presso il MIRA Technology Park di Nuneaton, nel Regno Unito. L’obiettivo per TATA, ovviamente, è quello di arrivare presto a mettere “su strada” autoveicoli a guida completamente autonoma, ma nel frattempo il percorso intrapreso è stato quello di sviluppare funzionalità specifiche in grado di aiutare i guidatori, più che sostituirsi a essi: funzionalità come l’Advanced Highway Assist, che permette di impostare funzionalità di sorpasso automatico e mantenimento della distanza di sicurezza nei percorsi autostradali. O, ancora, come l’Electronic Emergency Brake Light Assist, che sfrutta le funzionalità di comunicazione V2V (Vehicle-to-Vehicle) per recuperare informazioni sul traffico dagli altri veicoli connessi e tradurli in comandi autonomi per l’auto (rallentare o frenare di scatto). O, ancora, come il Green Light Optimal Speed Advisory, che setta in automatico la distanza giusta per riuscire a sincronizzarsi sul numero più alto di verdi semaforici, contribuendo così a decongestionare il traffico e ridurre le emissioni inquinanti.

 

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