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Data Act, il regolamento Ue per una gestione equa e vantaggiosa dei dati generati dall’IoT

La Commissione europea ha pubblicato un insieme di misure con lo scopo di specificare chi può creare valore dai dati e a quali condizioni, stabilendo in particolare una linea guida sull’uso dei dati generati dall’Internet of Things. Ecco in cosa consiste e quali sono i benefici attesi del Data Act europeo

Il 23 febbraio 2022 segna una data importante lungo il percorso di definizione di una strategia europea per la gestione dei dati, una strategia che ha lo scopo di mettere le persone al centro dello sviluppo della tecnologia, difendendo e promuovendo i valori e i diritti europei nel mondo digitale. È il giorno, infatti, in cui la Commissione europea ha pubblicato il Data Act, un regolamento sulle norme armonizzate in materia di accesso equo e uso dei dati che viene sottoposto ora al Parlamento e al Consiglio. Le nuove misure completano il regolamento sulla governance dei dati (Data Govenance Act) proposto nel novembre 2020 con l’obiettivo di semplificare procedure e strutture nella condivisione dei dati da parte di aziende, privati e pubblica amministrazione. Il Data Act adesso ha l’intento di specificare chi può creare valore dai dati e a quali condizioni, in particolare stabilendo regole chiare sull’uso dei dati generati dai dispositivi IoT. Il provvedimento, in sostanza, mira a spingere i produttori di oggetti e device che appartengono all’universo dell’Internet of Things a progettare i loro prodotti in modo da permettere agli utenti di trarre pieno vantaggio dai dati digitali che creano quando usano detti prodotti. Inoltre, il Data Act vuole garantire la coerenza tra i diritti di accesso ai dati, che sono spesso sviluppati per situazioni specifiche e con regole e condizioni diverse.

Le misure previste nel Data Act

Complessivamente il Data Act è formato da 42 articoli suddivisi in 11 capitoli. Le misure previste possono essere così sintetizzate:

  • Misure per aumentare la certezza del diritto per le aziende e i consumatori che generano dati riguardanti chi può usare quali dati e a quali condizioni. A queste si aggiungono incentivi per i produttori a continuare a investire nella generazione di dati di alta qualità. Tali misure renderanno più facile il trasferimento dei dati tra i fornitori di servizi e incoraggeranno più attori, indipendentemente dalle loro dimensioni, a partecipare all’economia dei dati.
  • Misure per prevenire l’abuso di squilibri contrattuali che ostacolano un’equa condivisione dei dati. Si tratta di una serie di articoli con intendono proteggere soprattutto le PMI contro le condizioni contrattuali inique imposte da una parte che gode di una posizione di mercato significativamente più forte. Come ulteriore sostegno a queste misure, la Commissione svilupperà anche delle clausole contrattuali tipo per aiutare questi operatori a redigere e negoziare contratti equi di condivisione dei dati.
  • Strumenti per gli enti pubblici per accedere e utilizzare i dati detenuti dal settore privato che sono necessari per scopi specifici di interesse pubblico. Ad esempio, modalità per sviluppare insight con cui rispondere in modo rapido e sicuro a un’emergenza pubblica, riducendo al minimo l’onere per le imprese.
  • Nuove regole che stabiliscono le giuste condizioni quadro per i clienti mettendoli in condizione di poter passare efficacemente tra diversi fornitori di servizi di elaborazione dati così da sbloccare il mercato cloud dell’Ue. Tali regole contribuiranno anche a definire un quadro generale che faciliti un’efficiente interoperabilità dei dati.

In aggiunta alle misure indicate sopra, il Data Act rivede alcuni aspetti della Direttiva sulle banche dati (Database Directive). In particolare, chiarisce il ruolo del diritto sui generis delle banche dati con riferimento alla sua applicazione in quelle derivanti da dati generati o ottenuti da dispositivi IoT.

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I 5 vantaggi attesi con l’adozione del Data Act

  1. Utilizzo dei dati per consumatori e aziende

Nelle intenzioni dei suoi estensori, il Data Act dovrebbe fungere da potente motore per l’innovazione e per l’incremento di nuovi posti di lavoro. La logica sottesa, infatti, è quella che risponde in maniera adeguata al processo di acquisto di un prodotto connesso che differisce da un prodotto tradizionale. Quest’ultimo contempla che si comprino soltanto parti e accessori dell’oggetto, mentre quando si acquista un prodotto “smart” che genera dati spesso non è chiaro chi può fare cosa con i dati. Perciò, consentendo agli utenti di trasferire i propri dati più facilmente, il Data Act punta a dare sia agli individui sia alle imprese un maggiore controllo sui dati generati attraverso l’utilizzo di oggetti, macchine e dispositivi intelligenti, così da permettere loro di godere dei vantaggi della digitalizzazione dei prodotti.

  1. Miglioramento dell’offerta nel post-vendita

Il secondo vantaggio deriva da un accesso a dati pertinenti per consentire ai fornitori di servizi post-vendita di migliorare e innovare la loro offerta, potendo competere su un piano di parità con i servizi comparabili dei produttori. Di conseguenza, gli utenti dei prodotti connessi potrebbero optare per un fornitore di servizi di riparazione e manutenzione più economico o decidere perfino di manutenerlo e ripararlo da soli. In questo modo, beneficerebbero di prezzi più bassi, oltre a contribuire all’estensione della durata di vita dei prodotti connessi in linea con gli obiettivi europei del Green Deal.

  1. Ottimizzazione dello shop floor nell’industria

Una maggiore disponibilità di dati sul funzionamento delle attrezzature industriali permetterà l’ottimizzazione dello shop floor. In pratica, il terzo beneficio atteso tramite il Data Act si focalizza nell’aiutare stabilimenti, aziende agricole e imprese di costruzione a migliorare i cicli operativi, le linee di produzione e la gestione della supply chain anche grazie al ricorso agli algoritmi di machine learning ottenuti dai tanti dati utilizzabili.

  1. Maggiori informazioni per l’agricoltura di precisione

Il quarto vantaggio riguarda l’agricoltura di precisione in cui l’analisi dei dati provenienti dalle attrezzature IoT connesse potrà consentire, a coloro che operano in questo comparto, di ottenere dati in tempo reale come il tempo, la temperatura, l’umidità, i prezzi o i segnali GPS così da avere insight che supportino la pianificazione delle risorse necessarie e le decisioni da prendere per una migliore resa dei terreni agricoli.

  1. Ampliamento della platea degli attori economici

Un ampliamento dei diritti di accesso e portabilità dei dati abiliterà infine anche le piccole e medie imprese dell’Ue a poter competere con le big tech, incoraggiando così nuovi attori professionali, a prescindere dalla loro dimensione, a innovare e a partecipare attivamente all’economia dei dati.

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