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Auto elettriche, carica delle batterie: quanto dura, come avviene

Oltre alle colonnine, sparse sul territorio urbano o sulle autostrade, si stanno affacciando sistemi alternativi di carica e di pagamento, come la ricarica wireless

Quanto dura, in termini di chilometri, la carica di un veicolo elettrico? Con un EV è possibile fare lunghi viaggi? Per rispondere a queste domande, è sufficiente sapere che: quando la Tesla Roadster è stata introdotta, nel 2008, era in grado di percorrere circa 240 km con una sola carica della batteria. Tuttavia, era un’auto sportiva a due posti e di lusso. Oggi, grazie a migliorie elettroniche e costruttive apportate alle batterie, mediamente, un qualsiasi EV, indipendentemente da marca e modello può percorrere circa 200 km con una sola carica.

Il consumo energetico di un veicolo elettrico

Per comprendere bene la differenza fra un veicolo tradizionale, a combustibile fossile, e un EV, bisogna ragionare in termini di energia elettrica consumata per km percorsi. Partendo dal presupposto che la quantità di energia immagazzinata in un pacco batteria EV è misurata in chilowattora, l’efficienza di un’auto elettrica si basa sul numero di km che l’auto percorre con un singolo chilowattora (kWh). Pertanto, un veicolo elettrico mediamente efficiente può percorrere circa 4 km per chilowattora. Poi bisogna tenere conto anche del numero di ricariche, che sugli EV si traduce in durata della batteria rispetto ai km percorsi. Di recente hanno suscitato scalpore le dichiarazioni di General Motors prima, e di Tesla poi, che riguardavano l’uscita in commercio di batterie da 1 milione di miglia, che non significa poter percorrere 1 milione di miglia fra una ricarica e l’altra, ma indicano semplicemente che queste batterie dureranno 1 milione di miglia prima di non poter più mantenere una ricarica abbastanza forte da alimentare un EV.

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Ricariche “intelligenti”

Nel frattempo, o in attesa, della produzione su larga scala di queste super-batterie, si è pensato di rendere più efficienti le ricariche, cioè più rapide e anche più “intelligenti”. Per poter fare questo sono stati introdotti nuovi standard. Tra i tanti:

  • Combined charging system (CSS): la presa consiste nella combinazione di un connettore AC (corrente alternata) con un opzionale DC (corrente continua) garantendo così una ricarica rapida ad alta potenza;
  • CHAdeMO: presente sul mercato giapponese, garantisce una ricarica fast in DC;
  • Tesla Supercharger: introdotto nel 2012 per i veicoli dello stesso produttore permette di caricare direttamente il pacco batterie da 400 volt presente sul veicolo.

Un metodo alternativo è stato realizzato dalla società israeliana ElectReon e si basa sulla ricarica wireless degli EV. Il progetto, soprannominato “Smartroad Gotland”, è costituito da tre elementi chiave; la bobina che trasferisce energia a un ricevitore sul veicolo e a una unità di gestione collegata alla rete che controlla il processo. L’unità di gestione è collegata alla rete elettrica e trasferisce l’energia a bobine di rame interrate 8 centimetri sotto la corsia solo quando un veicolo, dotato di ricevitore, si trova esattamente sopra. L’energia viene così trasferita in modalità wireless dalla bobina al ricevitore montato sotto il veicolo. Il sistema, inoltre, tiene traccia di quanto fatturare al cliente che ha usufruito della ricarica. L’unico aspetto negativo di questo tipo di tecnologia è il rifacimento di tratti di strada dove si è deciso di adottarla.

veicolo elettrico

IoT, RFID e pagamenti tradizionali

Per poter effettuare il rifornimento del veicolo EV, sarà necessario un meccanismo diverso rispetto a quelli tradizionali, nel caso in cui il viaggio verrà effettuato su una autostrada con ricarica wireless, ad esempio, il pagamento avverrà in questo modo:

  • tramite l’applicazione presente sullo smartphone o sul computer del veicolo, viene inviato l’ID di riconoscimento dell’utente, all’unità di gestione. Quest’ultima verifica le credenziali dell’utente e abilita il veicolo alla ricarica durante il passaggio. Appena terminata la ricarica sempre l’unità di gestione, invia i dati per il pagamento all’applicazione e l’utente conferma lo stesso ed ottiene la ricevuta.

Se invece vengono utilizzate le colonnine di ricarica, il meccanismo è diverso: tramite applicazione su smartphone, sarà possibile trovare il distributore provvisto di colonnina di ricarica e a quel punto, sempre tramite la stessa app sarà possibile effettuare il pagamento tramite NFC e/o QRCode.

 

veicolo elettrico

 

Insomma, nonostante la grande novità costituita dai veicoli elettrici, fra le azioni che vengono compiute, anche in modo automatico, prima di partire per un viaggio con il proprio veicolo, la più importante rimane quella di rifornirlo di carburante o energia fino alla prima sosta pianificata.

 

Video: come funziona la tecnologia di ElecTreon

 

 

 

Immagine fornita da Shutterstock

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