Smart mobility, cos'è la mobilità intelligente, vantaggi | Internet 4 Things

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Smart mobility, significato e vantaggi della mobilità intelligente

Com'è fatto un sistema integrato di smart mobility? Componenti, ruolo dell'Internet of Things, i servizi più diffusi in Italia

La smart mobility, letteralmente la “mobilità intelligente”, è insieme un processo e un paradigma.

Un processo, perché comporta la riorganizzazione delle diverse esigenze di mobilità individuale e collettiva e l’implementazione di nuove infrastrutture e nuove soluzioni. Un paradigma, perché nasce dalla possibilità di applicare le potenzialità dell’Internet of Things in un settore chiave per lo sviluppo sostenibile.

Che cos’è la smart mobility

La smart mobility è l’opportunità di potersi spostare solo quando serve, in modo flessibile, integrato, sicuro, minimizzando il traffico, l’inquinamento, gli sprechi di tempo ed energia, ottimizzando i flussi ed efficientando i mezzi.

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La smart mobility comprende le tecnologie sulle connected car e sulle infrastrutture, i protocolli di comunicazione e i modelli di business nati per rispondere alla domanda di mobilità differente, on demand e sostenibile.

 smart mobility

 

La smart mobility va quindi oltre la concezione classica di “trasporto” di persone e/o merci.

Un sistema integrato di mobilità intelligente ha diverse componenti, gestite da soggetti e organizzazioni diverse:

  • i dispositivi IoT sui veicoli, che consentono di comunicare con l’ambiente circostante e comprendono sistemi avanzati di assistenza alla guida, cruscotti virtuali, assistenti vocali e chiavi digitali, oltre che i diversi servizi di infotainment;
  • i dispositivi IoT sulle infrastrutture come telecamere, reti di connessione cablata e wireless, che monitorano il traffico, il meteo e attraverso la data analytics riescono a prevedere e prevenire situazioni di potenziale pericolo;
  • il sistema di comunicazione “Vehicle-to-Everything” (V2X), ovvero la rete WLAN (da cellulare, LTE) che supporta lo scambio dei dati con un altro veicolo (V2V – Vehicle to Vehicle), con una infrastruttura stradale (V2I – Vehicle to Infrastructure), con un pedone (V2P – Vehicle to Pedestrian) o con un’intera rete (V2N – Vehicle to Network)
  • i modelli di Mobility as a Service (Maas), servizi di mobilità on demand basati su abbonamento o sul pay per use.

La smart mobility è una parte considerevole della smart city, la “città intelligente” che monitora e gestisce i propri elementi per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.

Quali sono i servizi che offre la smart mobility

La smart mobility offre servizi di sharing, parking, fleet management. La sharing mobility, letteralmente mobilità condivisa, si articola nei servizi di vehicle sharing e ride sharing, ovvero condivisione del veicolo e condivisione della corsa. Lo smart parking individua gli spazi occupati e disponibili attraverso mappature in tempo reale. Il fleet management è, letteralmente, la “gestione della flotta” (o parco auto) aziendale. Più precisamente, racchiude tutte le attività operative e amministrative di gestione come la logistica, la manutenzione, le spese correnti come le tessere carburante e quelle ricorrenti come assicurazione e bollo, la pianificazione delle missioni.

Sharing mobility: il vehicle sharing

Nel vehicle sharing è l’utente che guida il veicolo messo in condivisione, nel ride sharing usufruisce di un servizio di trasporto.

A seconda del veicolo in condivisione, il vehicle sharing si divide in: monopattino in sharing, bike sharing, scooter sharing, car sharing, van sharing.

Un’altra variabile è il modello operativo: i veicoli sono dislocati in posizione predefinita, a formare una stazione, o in ordine sparso? La tipologia di viaggio è un round-trip (andata e ritorno) o un one-way (solo andata)? Quanto dura il noleggio? Quanto tempo prima di usufruire del servizio possono essere prenotati i mezzi?

Il modello operativo è strettamente legato al modello economico: chi rende disponibili i veicoli, chi ne può usufruire e con quale transazione? I modelli economici del vehicle sharing passano dal B2C al B2B (rivolto alle imprese), fino al Peer-to-peer (P2P) in cui un privato mette a disposizione il proprio veicolo temporaneamente ad altri utenti e al modello cooperativo, basato su un contratto tra comproprietari del veicolo e piattaforme digitali che regolino l’utilizzo dei mezzi.

Secondo i dati dellOsservatorio Nazionale sulla sharing mobility, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica, dal Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, i servizi di bike sharing si differenziano sulla base della georeferenziazione delle stazioni, delle biciclette o di entrambe. Stazioni che possono essere meccaniche, IT dock-based o virtuali. Il modello economico prevalente in Italia è il B2C, con soluzioni gestionali principalmente pubbliche.

Il car sharing ha invece in Italia una gestione principalmente privata, con i modelli B2C e B2B prevalenti, anche se il P2P è presente come nicchia di mercato. I modelli operativi tendono ad ibridizzarsi sempre di più. Il Ministero dell’Ambiente con il decreto del 27 marzo 1998 sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane ha definito il cars haring come “forme di multiproprietà delle autovetture destinate ad essere utilizzate da più persone, dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo d’uso ed ai chilometri percorsi”.

Lo scooter sharing e il monopattino-sharing, con soluzioni gestionali private, hanno principalmente un modello B2C con veicoli prenotabili e noleggiabili one way.

Sharing mobility: il ride sharing

Il ride sharing è la “condivisione della corsa”, un servizio di trasporto effettuato su richiesta secondo percorsi e orari occasionali.

Il ride sharing si differenzia in: carpooling, e-hailing, ridehailing, ridesplitting, microtransit o DRT – Demand Responsive Transit.

Il carpooling non è un’attività commerciale ma consiste nel uso condiviso dello stesso veicolo tra persone che devono percorrere lo stesso tragitto e possono condividere le spese. Il carpooling può essere urbano, extraurbano, di media-lunga distanza, aziendale, dedicato agli spostamenti casa-lavoro o casa-scuola o per ogni spostamento. Esistono carpooling che danno la possibilità di prenotare in anticipo il tragitto e quindi sapere con chi si viaggerà: il match tra driver e passeggero è abilitato da una piattaforma digitale e da app per smartphone.

L’e-hailing è l’accesso al taxi attraverso una applicazione. In Italia esistono tre piattaforme: per consorzi di cooperative, per cooperative di taxi e per singoli tassisti.

Il ride hailing è invece l’accesso ai servizi di noleggio auto con conducente tramite piattaforme digitali come Uber.

Il ride splitting è la condivisione del viaggio tra più utenti che hanno un’origine o una destinazione comune: è un servizio previsto dalle piattaforme di e-hailing e ridehailing che però in Italia è consentita solo in alcuni casi.

Il microtransit o DRT – Demand Responsive Transit è un servizio di trasporto “punto a punto” su veicoli di dimensioni medio-piccole, abilitato da una piattaforma digitale che gestisce il traffico e la domanda in tempo reale. In Italia questo servizio è configurato come servizio pubblico di trasporto locale in territori a domanda debole e/o come diversificazione della rete dei trasporti di linea in aree urbane e suburbane con veicoli M1 e conducenti autorizzati.

Smart parking

I servizi di smart parking comprendono, ad esempio, il “community-based parking”: veicoli collegati tra loro con hardware di connettività, identificano tramite sensori gli spazi liberi mentre passano cosicché gli automobilisti in cerca di parcheggio beneficino dei dati acquisiti dalla “comunità” e possano essere guidati al parcheggio con informazioni in tempo reale.

parking smart mobility

Non mancano soluzioni di Automated Valet Parking, ovvero l’automobile che comunica con l’infrastrutttura installata nel parcheggio e autonomamente si introduce nello spazio libero e si parcheggia.

Fleet management

La gestione della flotta aziendale allinea alle esigenze dell’azienda diversi elementi: dalla tipologia più opportuna di contratto di fornitura dei mezzi alla definizione della car policy fino al monitoraggio e all’analisi dei dati relativi a spese e consumi. Grazie alla car policy di regolamentazione della gestione, è possibile esplicitare standard, consumi e procedure di smart mobility. Le soluzioni IoT possono aiutare nelle simulazioni dei consumi, nel monitoraggio della flotta e nell’ottimizzazione delle prestazioni, con alert su scadenze amministrative e di manutenzione nonché nella gestione immediata delle emergenze.

 

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