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Da Sapphire 2022 la proposta di SAP per digitalizzare la produzione industriale

In occasione dell’evento annuale rivolto a partner e clienti, la società ha presentato le novità di SAP Digital Manufacturing Cloud che vertono su una maggiore integrazione fra cloud e impianti dello shop floor, sulle funzionalità collegate all’edge computing, sull’automazione dei processi e sulla tracciabilità dei lotti

Molte le novità lanciate da SAP a Orlando, dove si è svolto dal 10 al 12 maggio Sapphire 2022, la conferenza annuale per i partner e i clienti del colosso tedesco tornata in presenza dopo due anni. Al centro degli annunci, i temi della digital supply chain e dell’intelligent business network come risposta efficace alle fragilità della catena di fornitura globale emerse con la pandemia e, più di recente, con lo scoppio della guerra in Ucraina. L’ambizione della multinazionale IT è quella di “guidare la trasformazione digitale basata su cloud per risolvere le sfide più urgenti delle organizzazioni, dalla resilienza della catena di approvvigionamento alla sostenibilità” ha affermato il CEO Christian Klein aprendo i lavori di Sapphire. Tra le varie innovazioni portate all’attenzione dei partecipanti, la nuova versione di SAP Digital Manufacturing Cloud è quella rivolta alle industrie di processo, un’ampia quota di realtà presenti anche nel nostro Paese il cui settore manifatturiero detiene il secondo posto in Europa. La soluzione, anche alla luce di un recente sondaggio condotto da Boston Consulting Group su più di 5000 tra manager e dipendenti, dovrebbe venire incontro all’esigenza emersa nell’80% dei rispondenti: la digitalizzazione come leva per invertire la tendenza del rallentamento causato dalla pandemia. Ciò non toglie che soltanto il 30% del campione affermi che la propria azienda sia riuscita a portare a termine con successo una vera e propria trasformazione digitale.

Analytics, edge computing, automazione e tracciabilità

Di fronte all’esigenza fortemente avvertita da una vasta platea di organizzazioni, SAP propone Digital Manufacturing Cloud come strumento chiave per definire una compliance omogenea nei processi, analizzare gli scenari e integrare i sistemi in ottica 4.0, nonché per automatizzare le operation sollevando gli addetti di fabbrica da molti dei loro task manuali. Il suo impiego, in sostanza, dovrebbe aiutare a reagire rapidamente dinanzi agli eventi imprevisti grazie al tracciamento di tutti i dati relativi al ciclo produttivo. Un tracciamento che fungerebbe anche da garanzia della qualità dei lotti e che contribuirebbe a ridurre i richiami di prodotto e i rischi di responsabilità. Per fare tutto questo, la nuova release di SAP Digital Manufacturing Cloud riunisce le ultime innovazioni in ambito analytics, edge computing e automazione mettendole a fattor comune di processi di produzione end-to-end. Consente nello specifico l’integrazione con le altre soluzioni dell’universo SAP, a partire dai noti SAP ERP e SAP S/4HANA fino a includere anche SAP Extended Warehouse Management (EWM) e SAP Asset Intelligence Network (AIN). In più, l’integrazione delle macchine dal cloud allo shop floor, e viceversa, è resa possibile attraverso SAP Plant Connectivity (PCo) che permette di acquisire le interfacce di comunicazione fornite dall’impianto e di scambiare dati da e verso la fabbrica.

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Insight e KPI per una fabbrica sempre più data-driven

Un’ulteriore funzione di SAP Digital Manufacturing Cloud è quella dell’edge computing con cui supportare i processi di produzione in maniera più vicina alla fonte, risolvendo i problemi di latenza che, soprattutto nelle industrie “discrete”, assume un valore cruciale. A differenza di quelle di processo, come ad esempio possono essere le raffinerie, le aziende del discrete manufacturing (automobili, elettrodomestici, aereonautica, legno-arredo ecc.) necessitano di maggiori quantità di dati da gestire velocemente. A prescindere dalla tipologia di impresa, la soluzione di SAP punta a monitorare l’intero processo produttivo con lo scopo di ottimizzare risorse ed execution. Il tutto viene governato tramite cruscotti preconfigurati e configurabili, le cosiddette Production Operator Dashboard (POD), che servono a orchestrare e controllare lo shop floor, oltre a monitorare l’OEE (overall equipment effectiveness) e a gestire efficacemente i fermi macchina. La risorsa preziosa, in tal senso, deriva dagli insight che SAP Digital Manufacturing Cloud è in grado di raccogliere dal campo e di trasformare in vari indicatori riguardanti prestazioni, produttività e qualità. Questi indicatori possono riferirsi a diversi livelli gerarchici suddivisi per collocazione geografica dell’opificio, per singolo stabilimento, per centri di lavoro, per commessa e così via. Uniti alle informazioni provenienti da classiche fonti aziendali, come gli ERP, permettono di definire KPI (Key Performance Indicator) sempre più personalizzati. Il che si traduce in un’opportunità sia per i responsabili di stabilimento sia per il management che può, in questo modo, disporre di dashboard e di una reportistica in linea con gli obiettivi di business. La strada della digitalizzazione, infatti, non può prescindere da un approccio data-driven per qualsiasi realtà che voglia competere sugli attuali mercati.

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