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La PA del futuro, Fujitsu: “Largo a Digital transformation e smart working”

Marco Romagnoli, head of direct sales product per l’Italia, illustra durante Forum PA 2018 il futuro del workplace. Entro il 2025 il 50% della forza lavoro sarà composta da millennials, e chiederanno modelli più flessibili e una maggiore apertura alla collaboration

Entro il 2025 i millennial rappresenteranno oltre il 50% della forza lavoro in tutti i settori e su scala globale. Un trend che comporterà, in ogni cvomparto, comreso quello della Pubblica amministrazione, l’implementazione di nuovi processi, politiche e investimenti tecnologici che possano garantire modelli più flessibili e maggiore apertura alla collaborazione. E’ uno degli highligts di una recente ricerca commissionata da Fujitsu alla società di ricerche Pac (Cxp Group), illustrata a Forum PA 2018 da Marco Romagnoli, head of Direct sales product di Fujitsu Italia durante il convegno “Digital transformation e smart working della PA”.

La ricerca disegna un quadro di come la PA si stia adoperando per adottare una serie di iniziative in grado di affrontare le esigenze di innovazione non solo attuali ma, soprattutto, future, in particolare fino al 2025. Rispetto a questo contesto Romagnoli ha illustrato la visione di Fujitsu rispetto ai temi dell’innovazione nell’ambiente di lavoro, e di come la tecnologia possa supportare anche nel settore della PA la trasformazione digitale.

Dall’indagine emerge che il settore della PA è quello che maggiormente (53%) si sta adoperando per creare un workplace il più simile possibile a una “esperienza consumer” e che sta pianificando investimenti a breve termine nelle piattaforme enterprise social (68%) per migliorare la collaborazione interna.

Le agenzie del settore pubblico, secondo la ricerca, sono quelle che dovranno sostenere un incremento della forza lavoro cross-generazionale più significativo rispetto ad altri: per questo, il 38% del campione sta pensando di attuare cambiamenti per favorire la condivisione della conoscenza tra le generazioni. Una sfida importante se si pensa che solo l’11% degli intervistati può vantare strutture e processi veramente efficaci per tale scopo.

Tra i temimmpiù sentiti nel campo della PA c’è quello della Cybersecurity, tanto da essere al centro della revisione di molte strategie attuali: le sfide principali riguardano la gestione degli accessi da remoto (93%) e delle identità (92%). In questi progetti, secondo l’indagine, le PA stanno cercando il supporto di competenze esterne (87%) per avere la garanzia di un apporto valido e al tempo stesso non intrusivo.

L’obiettivo della spinta sul digitale è di attivare un processo di innovazione e attirare nuove competenze per supportare le nuove modalità di lavoro. Ma a fronte di esigenze importanti, quali ad esempio quelli di cybersecurity – spiega Fujitsu – i processi e le tecnologie attuali sembrano rallentare la produttività. Secondo lo studio, infatti, addirittura l’85% del campione pensa che l’interoperabilità non sia possibile per colpa della tecnologia obsoleta in uso e più della metà (il 52%) che la produttività sia frenata anche per colpa di un approccio alla sicurezza informatica non adeguato.

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