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Cisco apre a Milano il primo Cybersecurity Co-Innovation Center europeo

Primo centro europeo dedicato alla cybersecurity, il Cybersecurity Co-Innovation Center di Cisco guarda alle imprese e ai cittadini. IoT e 5G tra i focus

“Se tutto sarà connesso, tutto dovrà essere più sicuro”. È questa la premessa con la quale Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, spiega la scelta della società di aprire un Co-Innovation Center dedicato alla Cybersecurity a Milano, all’interno del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, con il quale è stato stipulato un accordo triennale, rinnovabile.
Un centro, il primo in Europa a essere dedicato principalmente alla sicurezza IT e alla privacy, che fa parte di una rete mondiale attualmente composta da 12 strutture, ciascuna dedicata a una specifica tematica.
“Il Cybersecurity co-innovation center – prosegue Santoni – si inserisce nel progetto Digitaliani, annunciato nel 2016, per il quale abbiamo previsto investimenti per 100 milioni di dollari e attraverso il quale abbiamo finora formato 185.000 ragazzi, 5.000 dei quali ogni anno sulla cybersecurity”.
Santoni sottolinea dunque come il centro sia il risultato di anni di attività e di un percorso verso la creazione di una visione che oggi è realtà.
Agostino Santoni - CiscoL’Italia è il paese delle piccole imprese ed è anche il paese di una proprietà intellettuale che nel tempo è diventata anche digitale. Per questo va protetta, perché il paese diventi più competitivo. Le imprese sono più competitive quando sono sicure. Noi sul tema della sicurezza abbiamo molto da dire e da fare. Durante Expo, adesso lo posso dire, abbiamo gestito qualcosa come 500.000 attacchi”.
Santoni prosegue spiegano come per Cisco occuparsi di cybersecurity significhi collaborare con realtà nazionali e internazionali, per creare nuove pratiche: “A luglio abbiamo rinnovato la collaborazione con la Polizia Postale, per il progetto Safer Internet, indirizzato ai cittadini: ad esempio, le nostre tecnologie di security recepiscono e integrano le black listi della polizia postale che vengono integrate nelle nostre tecnologie. In questo Cybersecurity Co-Innovation Center pensiamo ad esempio di lavorare in co-innovation sull’IoT a supporto delle medie imprese italiane del comparto manifatturiero”.

In continuità con il World Economic Forum

Chuck Robbins - CiscoNel Co-Innovation Center si lavora su tre fonti: security, skill e social impact. Lo sottolinea Chuck Robbins, CEO di Cisco arrivato direttamente da Davos per l’inaugurazione del centro, mettendo in evidenza come gli stessi temi fossero sul tavolo del World Economic Forum: “Si è parlato proprio di questi temi: educare gli studenti, formare i lavoratori, lavorare per le imprese, supportare la PA perché le nostre azioni abbiano un impatto sociale e aiutino a far progredire le nostre community. Ciò che Internet ha fatto per la nostra società negli ultimi 30 anni, oggi lo fanno altre e nuove tecnologie, dalla stampa 3D all’IoT all’Intelligenza Artificiale: tutti i cambiamenti in atto porteranno incredibili opportunità per la nostra società. Bisogna però avere gli skill, le competenze per affrontare questa evoluzione”.

Cosa si trova nel Cybersecurity Co-Innovation Center di Cisco

È Enrico Mercadante, responsabile per l’innovazione di Cisco Italia e alla guida dello Specialists team di Cisco per la regione Sud Europa, che spiega la visione di Cisco sull’innovazione e la sua declinazione nel Co-Innovation Center milanese.
“L’approccio di Cisco all’innovazione poggia su cinque pilastri: acquisizioni, partnership, investimenti in venture capital, co-sviluppo, partner. In Italia siamo presenti da 20 anni e di fatto abbiamo esordito con l’acquisizione di Pirelli Opticals, per poi proseguire con altre tappe importanti, come Expo, come Digitaliani. Parliamo di un programma continuativo di investimenti”.
Il Co-Innovation Center si inserisce, come specificato sia da Chuck Robbins sia da Agostino Santoni, nel solco di Digitaliani: “Siamo partiti dagli skill, per poi proseguire con il lavoro con le imprese, con l’ecosistema dell’innovazione, con l’Innovation Exchange, con le 20 startup che stiamo esportando nel mondo e con il territorio”. Il riferimento, in questo caso, è tra l’altro alle collaborazioni con il Comune di Milano con il progetto Safer Milan, che coniuga smart city e sicurezza, con il Comune di Milano per il progetto IoT Threat Defense, sulla sicurezza in ambito IoT, e con il Comune di Genova, in relazione al progetto Liguria Digitale.

Un ecosistema aperto

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Cisco Cybersec Co-Innovation Center - MilanoPer Cisco, nel Cybersecurity Co-Innovation Center si vuole lavorare in modo aperto su quattro fronti: Ricerca, Formazione, Innovazione e Connessione.
“Non vogliamo chiuderci, vogliamo innovare dove ci sono gli innovatori. E poi c’è il grande tema delle competenze in ambito cybersecurity: dobbiamo pensare anche a chi non ha strutture come la piccola e media impresa: in una filiera connessa non si possono lasciare nodi scoperti. In una filiera digitalizzata il punto più debole diventa il punto di attacco”.
Nel centro trova spazio l’iniziativa congiunta tra Cisco e TIM, con il servizio Safe Web per la protezione dagli attacchi cyber, ma trova spazio anche il grande tema della protezione delle infrastrutture critiche del Paese, ovvero banche, reti idriche, reti elettriche… “Quando si amplia il perimetro bisogna proteggersi servono soluzioni robuste di sicurezza, così come quando si parla di IoT e 5G è importante pensare a come proteggere queste reti nel futuro. Le filiere digitali IoT e 5G creano un nuovo mondo che va protetto insieme a tuto l’ecosistema di partner, clienti, università”.
C’è, di fatto, la consapevolezza che i problemi del futuro dovuto alla digitalizzazione sono molto complessi e non possono né debbono essere sviluppati “in solitudine”. “Vogliamo lavorare insieme a chi a questi problemi pensa ogni giorno, come imprese, accademie, studenti”.

Ultimo ma non ultimo, il Museo diventerà una delle Cisco Networking Academy, dove saranno offerti corsi dedicati sia ai giovani che a coloro che già lavorano e desiderano riqualificarsi con le competenze del futuro.

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