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Smartphone, Xiaomi traina il boom mondiale dei produttori cinesi

Gartner: nel terzo trimestre 2014 venduti oltre 300 milioni di telefoni “intelligenti”, il 20% in più di 12 mesi prima. In tutto l’anno saranno 1,2 miliardi. Il vendor in un anno è cresciuto del 336%, triplicando la quota di mercato mondiale. In calo Samsung, mentre Apple gode dell’effetto iPhone 6

Nel terzo trimestre 2014 secondo Gartner il mercato mondiale dei telefoni mobili ha registrato un andamento piatto rispetto a 12 mesi prima, ma al suo interno il segmento degli smartphone è cresciuto di oltre il 20%, superando i 300 milioni di unità consegnate, per un totale annuo 2014 che raggiungerà 1,2 miliardi di unità. Le vendite dei telefoni senza connessione sono calate del 25% nei tre mesi tra luglio e settembre 2014, perché la differenza dei loro prezzi rispetto a quelli degli smartphone Android di fascia bassa si è ulteriormente ridotto, spiega Roberta Cozza, research director di Gartner. Gli smartphone ormai rappresentano due terzi (66%) del mercato della telefonia mobile, e secondo Gartner entro il 2018 nove telefoni mobili su 10 saranno “intelligenti”.

Distinguendo i trend per area geografica, le regioni si sono comportate diversamente: i mercati emergenti sono andati molto forte, in particolare Europa dell’Est, Medio Oriente e Africa, con le vendite di smartphone in crescita di quasi il 50% anno su anno. Bene tra i mercati maturi, gli Stati Uniti, con un netto aumento del 18,9% nel terzo trimestre, favorito dal lancio degli iPhone 6 e 6 Plus, mentre l’Europa occidentale nello stesso periodo ha osservato un calo del 5,2%, il terzo calo trimestrale consecutivo dall’inizio dell’anno.

Per quanto riguarda i vendor, Samsung appare in rallentamento, Apple è rinvigorita dal lancio dell’iPhone 6, ma soprattutto le multinazionali cinesi del settore stanno trovando sempre più nuovi spazi. Il predominio di Android come sistema operativo rimane, ed è anzi in crescita di circa un punto rispetto al 2013 (oltre 83% di quota di mercato). In espansione frazionale anche iOS, che raggiunge il 12,7% di quota, mentre risulta in calo Windows (3%).

«Dal periodo natalizio ci aspettiamo vendite record per gli iPhone 6 e 6 Plus, ma non vanno sottovalutati i vendor cinesi e i marchi locali», spiega Annette Zimmermann, research director di Gartner. «I player cinesi continueranno a cercare vie di espansione nei mercati emergenti, ma troveranno grandi opportunità anche nei mercati europei, nei segmenti delle carte prepagate e dei prodotti LTE low cost».

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L’ascesa dei player cinesi è evidente dalle classifiche di Gartner, secondo cui nel terzo trimestre del 2014 i tre posti alle spalle dei leader Samsung e Apple sono tutti cinesi, occupati da Huawei (terzo), Lenovo (quinto), e dall’astro nascente Xiaomi (quarto posto), che hanno visto la loro quota di mercato collettiva crescere di 4,1 punti percentuali, tanto da valere complessivamente il 15,5% del mercato mondiale, con quote quasi uguali.

Tra i punti di forza dell’offensiva cinese c’è anche la capacità di soddisfare le aspirazioni di quei clienti che vogliono smartphone performanti ma che non possono permettersi i prodotti di fascia alta Apple o Samsung. A pagare questa tendenza è Samsung, che ha perso quota soprattutto in Europa occidentale e in Asia. Nel terzo trimestre 2014 le vendite di smartphone della casa coreana sono diminuite del 28,6% in Cina, il più grande mercato per Samsung, che ha dovuto fare i conti anche con un calo del 10,8% anno su anno.

Apple invece ha prosperato sull’effetto “novità” del lancio degli iPhone 6, crescendo del 26% nel trimestre. Tra le multinazionali cinesi, invece, c’è da segnalare la performance di Xiaomi, che ha fatto il suo esordio nella top cinque dei vendor di smarpthone più che triplicando la sua quota di mercato in un anno (da 1,5% a 5,2%) grazie a un incremento record del 336 per cento, innescato dalla forte performance in Cina, dove è diventato leader di mercato.

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