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Ecco la Sim di Apple. «Possibili forti impatti sulle Mobile Telco»

Il nuovo iPad Air 2 è dotato di una scheda dati che permette di scegliere carrier e tariffa direttamente dall'interfaccia utente del device. Per gli analisti questo aumenterà la concorrenza: «Per offrire connettività ai suoi utenti occorrerà trattare con Apple». Che nello scenario più estremo potrebbe scendere direttamente in campo come MVNO

Nell’evento Apple di pochi giorni fa, dove la casa della Mela ha presentato i nuovi iPad Air 2, iPad Mini 3 e iMac Retina, è passato sotto silenzio un dettaglio che potrebbe avere conseguenze dirompenti sul mercato della telefonia mobile e sugli stessi modelli di business degli operatori telco.

Apple ha infatti dotato l’iPad Air 2 di una SIM dati che permette di scegliere operatore telefonico e tariffa direttamente dall’interfaccia utente del prodotto, senza toccare la scheda stessa. Più in dettaglio, la SIM è preinstallata nella versione WiFi + Cellular del nuovo iPad Air, e dà la possibilità di scegliere operatore e piano tariffario tra un ventaglio di proposte predefinite, per ora solo negli USA e nel Regno Unito (Apple ha stretto accordi nel primo caso con AT&T, Sprint e T-Mobile, e nel secondo con EEE).

Apple per ora parla di due possibili usi. Il cambio di operatore per convenienza, nei Paesi con più di un carrier, oppure per “necessità” e per pochi giorni o settimane, nel caso di viaggi all’estero per lavoro o in vacanza. È la prima volta che Apple dà ai suoi clienti la possibilità di scegliere diversi fornitori su un unico device, e questo secondo potrà avere come accennato forti impatti sul mercato mobile, soprattutto se Apple dovesse creare una SIM equivalente anche per l’iPhone.

Lo sostengono moltissimi analisti, tra cui per esempio Ian Fogg, head of mobile analysis di IHS Technology, nel report “Apple SIM is a Test for Mobile Operators’ Main Business Model”.

«La Apple SIM minaccia di cambiare in modo fondamentale il rapporto tra operatori mobili e utenti. Facilita a questi ultimi il cambio di operatore e tariffa, rende più efficiente la concorrenza, e mette sotto pressione i modelli di entrate e di profitti dei carrier». Apple infatti assumerebbe un ruolo diretto di “influencer” su di essi, perché per essere “presenti” sulla sua SIM occorre negoziare appunto con la casa della Mela.

Con il lancio sull’iPad Air, spiega Fogg, Apple sta testando questo nuovo modello di SIM multi-operatore. Se ne sarà soddisfatta, potrà estenderlo all’iPhone – cosa che concretizzerebbe l’enorme impatto per ora solo potenziale, sui business model dei mobile operator, visti i numeri di diffusione dello smarthone Apple -, o rendere la propria SIM l’unica opzione possibile sui propri device (al momento è rimovibile e sostituibile con una normale SIM di un operatore), eventualmente eliminando la scheda come entità fisica e virtualizzandola nel chip del device. Questo taglierebbe fuori completamente gli operatori dal rapporto diretto con il consumatore, nel senso che per offrire la loro connettività agli utenti Apple potrebbero solo passare da Apple. E inoltre vincolerebbe ulteriormente gli utenti stessi, aumentandone il tasso di fedeltà

«Il modello di business degli operatori mobili è centrato sulla SIM Card: “incatena” l’utente ai loro sistemi di fatturazione, è una specie di “carta d’identità” ed è la chiave di sicurezza che autentica l’utente nella rete mobile. È chiaro che una “soft SIM” multi-carrier minaccia questo ultimo baluardo del posizionamento di mercato attuale dell’operatore mobile».

Ma Apple potrebbe spingersi ancora oltre, verso lo scenario davvero dirompente ipotizzato per esempio da Kevin FItchard di GigaOm Research. «Se Apple controlla la SIM, ha tutti gli elementi per diventare un operatore mobile virtuale (MVNO) in tutti i Paesi del mondo, offrendo propri piani e tariffe dati e voce per gli iPad ed eventualmente anche per gli iPhone. È chiaro che tecnicamente i servizi proverrebbero dalla AT&T o dalla Verizon di turno, ma agli occhi dell’utente sarebbero targati Apple: non sto dicendo che Apple lo farà davvero (fare il carrier è molto problematico), ma ora è una possibilità».

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