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Un Osservatorio Droni al Politecnico di Milano per mappare filiera, applicazioni e tendenze

Nasce alla School of Management del Politecnico di Milano il nuovo Osservatorio Droni, per analizzare lo stato dell’arte in Italia, abilitare confronti internazionali, produrre dati e modelli e identificare spazi di sviluppo e innovazione in termini tecnologici, di mercato e normativi

Considerate le crescite attese e considerato l’interesse suscitato dal fenomeno dei droni e gli investimenti attivati in Italia nonostante la relativa novità, la School of Management del Politecnico di Milano ha deciso di dar vita  a un Osservatorio Droni. Un’iniziativa che unisce le competenze degli Osservatori Digital Innovation del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dell’Aerospace Systems & Control Laboratory del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali e che intende diventare un punto di riferimento nazionale per lo studio e il monitoraggio degli UAS (Unmanned Air/Aircraft Systeme che si riferisce all’intera attrezzatura operativa compreso l’aeromobile, la stazione di controllo da cui il velivolo viene azionato e il collegamento dati wireless), in rapida crescita ma anche in costante evoluzione, sia per numero di macchine prodotte, sia per applicazioni sviluppate.
La mission dell’Osservatorio è di analizzare lo stato dell’arte in Italia, abilitare confronti internazionali, produrre dati e modelli basati su solide evidenze empiriche e identificare spazi di sviluppo e innovazione in termini tecnologici, di mercato e normativi.

Un mercato in crescita e l’intervento in Italia

Goldman Sachs prevede che il mercato dei droni supererà i 100 miliardi di dollari nel mondo entro il 2020 con oltre 5 milioni di velivoli prodotti, quasi il doppio di quelli realizzati nel 2017 (3 milioni, fonte Teal Group). Un fenomeno massivo che va tenuto sotto osservazione per capirne dinamiche, andamenti, utilizzi, costi e benefici. Specialmente in Italia, dove il mercato è solo agli inizi, ma l’interesse suscitato dal fenomeno e gli investimenti che si stanno mettendo a budget lasciano presagire sviluppi interessanti in moltissimi campi di attività, sia in ambito industriale e agricolo che nei servizi, dalla logistica ai trasporti alla sicurezza.

La ricerca coinvolgerà i principali attori dell’industria dei droni (produttori e fornitori di servizi), le aziende utilizzatrici attuali e potenziali e le istituzioni a vario titolo chiamate in causa e confluirà in un Report che ne mapperà l’ecosistema e le applicazioni identificando gli attori principali e le loro relazioni, analizzerà il mercato nazionale e internazionale, identificherà le potenzialità e i trend tecnologici, in ultimo valuterà l’interazione tra la tecnologia e gli aspetti normativi per definire gli impatti sul business.

L’utilizzo dei droni

Oggi sono moltissimi i campi di utilizzo dei droni, ma ancora poche le aziende che se ne servono, ad esempio a uso commerciale (solo il 10% di quelle che fatturano oltre 50 milioni di dollari, secondo Skyward). Gli ambiti “consolidati” riguardano le riprese e le fotografie aeree a scopo cinematografico o turistico, vari aspetti dell’agricoltura, ma anche – per la possibilità di ricevere immagini e dati in tempo reale – le attività di sorveglianza e sicurezza del territorio, delle persone e dei beni, dal monitoraggio delle frontiere al contrasto al bracconaggio e alla criminalità, dalla gestione del traffico e dei rifiuti al controllo delle manifestazioni ad alta partecipazione.

Applicazioni innovative su cui già si assiste a sperimentazioni, sono legate a  ispezioni che possono risultare pericolose o complesse da effettuare (linee elettriche ad alta tensione, turbine eoliche, impianti solari, ponti e infrastrutture), ad attività di ricerca e soccorso in caso di catastrofi naturali senza esporre esseri umani a rischi ulteriori, alla logistica, ad esempio per portare cibo e medicinali in luoghi pericolosi o difficili da raggiungere, per le operazioni di inventario di magazzino o anche per consegne veloci, economiche e rispettose dell’ambiente

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