Rubriche - Wi-Fi Wi-Max

Con la nuova versione «r» il Wi-Fi evolve verso il nomadico

L’IEEE, Institute of Electrical and Elecrtronic Engineers, ha rilasciato le specifiche finali del nuovo standard 802.11r, l’ultima evoluzione…

Pubblicato il 01 Ott 2008

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L’IEEE, Institute of Electrical and Elecrtronic
Engineers, ha rilasciato le specifiche finali del nuovo
standard 802.11r, l’ultima evoluzione della famiglia di
protocolli conosciuti commercialmente con la sigla Wi-Fi. La
principale innovazione è la presenza di un effettivo roaming
tra access point diversi, senza alcuna disconnessione,
consentendo a programmi VoIP (Voice over Internet Protocol) di
mantenere attiva una comunicazione audio nel passaggio da una
rete wireless a un’altra (il c.d. handover). Lo standard
prevede infatti un tempo di handover pari a 50 millisecondi,
che permette di non percepire l’interruzione del flusso
audio.

L’Istituto ha lavorato per ben quattro anni al
nuovo 802.11r; è possibile imputare questo ritardo
all’inerzia con cui il mondo industriale si è
interessato a una sua possibile commercializzazione. Fino a
oggi le funzionalità di roaming, introdotte per la prima
volta
negli anni 80 all’interno dei
radio-telefoni veicolari, sono state appannaggio esclusivo
delle reti cellulari. Ora gli operatori potrebbero usare il
nuovo standard per offrire ai propri clienti
un’alternativa che garantisca un servizio
territoriale.

L’utente finale avrebbe quindi a disposizione una
“esperienza di utilizzo” equivalente a quella delle
reti cellulari, con costi di esercizio molto inferiori. Il
nuovo standard potrebbe essere usato, ad esempio, da Microsoft,
che sta progettando, in collaborazione con l’Università
del Massachussets e l’Università di Washington, la
realizzazione di una tecnologia, chiamata ViFi, da usare
all’interno delle automobili per connettere alla rete
qualsiasi dispositivo.

Questo consentirebbe comunicazioni VoIP, navigazione in
rete, fruizione di web radio attraverso il computer di bordo
del veicolo, passando da un access point a un altro. Questa
evoluzione rappresenta quindi un’ulteriore attacco allo
standard WiMAX, che vede compromessa la sua già controversa
posizione dalle nuove potenzialità delle reti Wi-Fi di
prossima generazione.

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