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“Smartband” in forte crescita, «ma la spinta decisiva verrà da Apple»

Il mercato dei braccialetti “intelligenti” nel primo semestre 2014 ha registrato un incremento di consegne addirittura del 684%, secondo la società di ricerca Canalys. Dopo il lancio di Android Wear, c’è attesa per gli annunci dell’IFA di Berlino e per l’eventuale lancio del fantomatico “iWatch”, che prefigurerebbe l’ennesimo duello Apple-Google

Questo inizio di settembre, con l’IFA di Berlino che quest’anno sarà dominata dagli annunci di prodotti Mobile, e la conferenza stampa di Apple il 9 (dove è attesa la presentazione dell’iPhone 6, ma non solo), potrebbe dare la spinta definitiva al mercato dei cosiddetti “smartband” o braccialetti “intelligenti”, che comprende anche gli “smartwatch” (orologi intelligenti).

Secondo gli analisti infatti questo tipo di prodotti, dopo la spinta iniziale di Samsung con il suo Galaxy Gear e gli annunci di diversi altri produttori, ha bisogno del traino di un “big” (come potrebbe appunto essere Apple), per l’esplosione definitiva. Nel frattempo però i numeri cominciano a “girare”. Secondo la società di ricerca Canalys, nella prima metà del 2014 le vendite di questi dispositivi sono cresciute del 684% rispetto al primo semestre del 2013.

Canalys definisce gli “smartband” come dispositivi connessi in rete che possono essere indossati autonomamente e non richiedono di essere trasportati, come invece è necessario per esempio con gli smartphone. Canalys distingue inoltre tra braccialetti Basic (dotati di un insieme ben definito di funzioni e incapaci di eseguire applicazioni di terze parti), e braccialetti Smart, che invece possono funzionare da accessori di altri apparati – tipicamente gli smartphone o i tablet – o in modo autonomo e sono anche compatibili con applicazioni non proprietarie.

Fonte: Canalys 2014I dispositivi Basic, per il momento, restano predominanti in volume: nella prima metà dell’anno le consegne hanno superato i 4 milioni di unità globali. Ma anche gli Smart sono cresciuti in modo considerevole, con consegne che hanno sfiorato i due milioni di unità. Nel segmento Basic, fa sapere Canalys, i due specialisti Fitbit e Jawbone sono fortemente cresciuti, aggiudicandosi le prime due piazze, grazie anche al rafforzamento dei network di distribuzione commerciale a livello internazionale, che ha permesso un salto notevole dei volumi globali di spedizione.

Male invece Nike, un tempo tra gli attori dominanti del settore, sbalzata dal podio da Garmin, che ha beneficiato del successo del suo dispositivo Vivofit e ha conquistato il terzo posto. Nel segmento Smart, invece, è Samsung il dominatore, grazie anche alla presentazione di tre nuovi prodotti nel secondo trimestre di quest’anno: Gear 2, Gear 2 Neo, e Gear Fit. A proposito di Samsung però Canalys ritiene scarsamente efficace il suo modello di vendita, che renderebbe i suoi smartband a forte rischio di deprezzamento e promozioni. Il podio del segmento Smart è completato da Pebble e Sony, precisa la società di ricerca, secondo la quale anche l’ambito degli Smartband sarà caratterizzato in un prossimo futuro dall’ennesima sfida tra Apple e Google.

Il gigante di Mountain View ha appena fatto il suo ingresso in questo mercato, con il lancio di Android Wear, il sistema operativo con un’interfaccia appositamente dedicata a questo tipo di dispositivi, che secondo Canalys rappresenta un passo in avanti rispetto al passato, anche se da affinare ulteriormente. Molti sono stati i nuovi prodotti lanciati con il marchio Android in questi ultimi mesi, tra cui il G Watch di LG e il Gear Live di Samsung, mentre tanti altri sono in arrivo, per esempio da Motorola e Sony.

Su tutto questo incombe però (ormai da anni, a dire la verità) il possibile ingresso di Apple con il fantomatico “iWatch” (nome peraltro mai confermato ufficialmente dalla casa di Cupertino): stavolta però le indiscrezioni sono più insistenti di quanto avvenuto in passato, e il prossimo 9 settembre potrebbe davvero essere la fatidica data dell’annuncio di questo attesissimo prodotto, che secondo Canalys è probabile, e destinato a impattare profondamente sulle sorti dell’intero settore Smartband.

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