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Performance dei contenuti video su mobile, Akamai misura direttamente la soddisfazione dell'utente

Invece di valutare jitter, perdita di pacchetti o latenza, Mobile Performance Analytics analizza milioni di dati reali provenienti dai dispositivi degli utenti misurando fattori come tempo di partenza di un video, e frequenza e lunghezza degli eventi di rebuffering. «Il risultato è una serie di elaborazioni personalizzate a uso degli operatori di rete mobile»

Riuscire a cogliere dalla reale prospettiva dell’utente come viene visualizzato un contenuto su un dispositivo mobile resta una delle sfide più difficili per i fornitori di Mobile Content. In particolare, quando si parla di video, essere in grado di prevenire ogni problema legato a qualità della connessione, caratteristiche del terminale, modalità di visualizzazione, contribuisce a fare la differenza tra un messaggio di successo e uno ignorato.

A fronte di quest’esigenza sempre più sentita però le metriche e i sistemi di analisi disponibili restano ancora lontani dal garantire una visione d’insieme affidabile. Soprattutto la difficoltà sta nel riprodurre fedelmente le sensazioni provate dall’utente. In questa direzione si è impegnata Akamai, che grazie all’esperienza maturata in anni di osservazione e analisi del Web, ritiene più vicino il momento di poter contare su una stima delle prestazioni più realistica.

Invece delle misurazioni sulla qualità del servizio vincolate a parametri come  jitter, perdita di pacchetti o latenza, la soluzione pensata da Akamai – che si chiama Mobile Performance Analytics – analizza milioni di dati reali provenienti da centinaia di domini su tutta la rete, inviati direttamente dal dispositivo dell’utente, con la sua piena consapevolezza.

«Siamo in grado di raccogliere e aggregare metriche reali direttamente dal lettore multimediale installato sul dispositivo mobile – spiega Michael Archer, chief strategist, emerging mobile business unit di  Akamai -. I dati vengono aggregati in forma anonima nei nostri sistemi di analisi, e quindi ripartiti a livello di singolo operatore mobile».

Un portale dedicato permette agli operatori di visualizzare e analizzare il dettaglio di quanto raccolto. Rispetto a quanto praticato finora quindi, i tecnici potranno disporre dell’analisi di dati propri anziché derivati da una fonte secondaria.

Sul lato utente, non cambia praticamente niente. Ogni rilevamento avviene durante la normale attività di visualizzazione dei video. «Le categorie di data testing tradizionali si affidano ai test di velocità e latenza della rete che non si riflettono sull’esperienza dei clienti, non essendo in grado di cogliere il singolo KPI – riprende Archer – . Ora invece, misuriamo direttamente i diversi fattori che influenzano la soddisfazione del cliente, come il tempo di partenza di un video, la frequenza e la lunghezza degli eventi di rebuffering o le indicazioni sulla qualità fornita, come per esempio bitrate medio e sue variazioni».

In dettaglio, Mobile Performance Analytics è stata progettata per garantire un’immagine unica delle prestazioni, costruita sulla raccolta di miliardi di dati, su migliaia di siti e servizi video, grazie al quale gli operatori di rete mobile spostano i criteri di valutazione dalla qualità del servizio dal proprio punto di vista a quanto effettivamente percepisce l’utente.

Il risultato è una serie di elaborazioni personalizzate  a uso degli operatori di rete mobile. Una visione differente delle prestazioni, utile anche a stabilire KPI più significativi per la valutazione dell’esperienza utente. Grazie a questo, secondo Akamai, l’operatore è in grado di prendere decisioni e intervenire in ottica di miglioramento dell’infrastruttura, con vantaggi anche sul piano economico, oltre a una maggiore soddisfazione dell’utenza.

«L’operatore di rete mobile può verificare le prestazioni nella trasmissione di contenuti multimediali sul proprio network, confrontando le proprie prestazioni con quelle dei migliori service provider al mondo – puntualizza Archer -. Questa conoscenza permette anche di valutare eventuali interventi infrastrutturali mirati, al fine di migliorare la qualità servita agli utenti finali e incrementare di conseguenza l’utilizzo dei servizi video in mobilità».

Ultimo aspetto da non trascurare, il tutto avviene nel pieno rispetto della privacy. «L’utente viene messo a conoscenza di tutte le funzionalità dei servizi attraverso i  meccanismi di approvazione all’interno dell’ecosistema app iOS e Android – sottolinea Archer -. Non raccogliamo né memorizziamo informazioni personali. Le metriche sono raccolte, rese anonime, elaborate e presentate all’operatore di Rete mobile all’interno del portale. I dati relativi alle performance aggregano milioni di informazioni  grezze, utili a fornire una visione d’insieme delle prestazioni legate all’offerta di contenuti nella rete dell’operatore».

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