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Negozio del futuro, Boxeur des Rues scommette su RFID e Magic Mirror

Il nuovo Flagship Store di Milano del marchio di abbigliamento streetwear si propone come ‘concept store 2.0’ integrando diverse tecnologie innovative

Quali tecnologie troveremo nei negozi del futuro? Un’idea concreta ce la si può fare già oggi con il nuovo Flagship Store del marchio di abbigliamento casual “Boxeur des Rues” di via Torino a Milano: uno spazio di 300 metri quadrati su due piani, concepito per assicurare shopping experience inedite grazie a tecnologie innovative come RFID, Led Wall, magic mirror, sensori e social network. Un mix che porta la maison francese a parlare di “concept store 2.0”.

Più in dettaglio, le tecnologie RFID vengono usate nel nuovo store per accelerare la gestione del magazzino (9500 capi vengono inventariati in 65 minuti), ottimizzare il visual merchandising, fare cross selling, evidenziare modelli in esaurimento, e scoraggiare il taccheggio. I magic mirror, tipiche applicazioni di “realtà aumentata”, permettono invece di specchiarsi da tutti i punti di vista tramite tecnologie di motion capture, le stesse a cui siamo ormai abituati nei videogame: in questo caso con un semplice gesto ci si può vedere di fronte o da dietro, con livelli di dettaglio prima impossibili, indossare virtualmente accessori e altri capi in abbinamento, mostrando colori e taglie disponibili, e prezzi, o scattare una foto da condividere su social network. Quando non ha persone davanti, lo specchio diventa uno schermo (Led Wall) che mostra le collezioni tramite sfilate e cataloghi.

Ma non è finita: il nuovo store di Boxeur des Rues a Milano è dotato anche di sistemi con sensori per l’analisi ‘intelligente’ del traffico, in grado tra l’altro non solo di contare le persone in negozio e davanti ai vari scaffali, ma anche di rilevare le espressioni di chi guarda la vetrina, in modo da fornire preziosi elementi per il visual merchandising dei negozi, l’organizzazione dei turni dei commessi, e naturalmente gli ordini per le future produzioni.

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