Direttore Responsabile: Maria Teresa Della Mura

CERCA
MENU
Direttore responsabile: Maria Teresa Della Mura

.Cloud

Mobile Health in Italia a rilento: colpa della 'spending review', ma non solo...

In un contesto di spesa in IT per la sanità molto più bassa di altri Paesi avanzati, gli investimenti in Mobile Device e App nel 2012 si sono fermati a 10 milioni di euro, anche perché considerati meno prioritari di altri ambiti come cartella clinica elettronica e gestione documentale

E’ facile immaginare quale salto qualitativo potrebbe fare la sanità italiana grazie a una forte diffusione del Mobile Health, cioè dell’uso di device come smartphone, tablet e pc portatili, e di Mobile App per esempio per il consulto delle cartelle cliniche elettroniche da parte del medico, o per il download di referti da parte del cittadino, o per la rilevazione e invio dei parametri vitali via rete mobile da parte di malati cronici o immobilizzati.

Come spiega però il recente Osservatorio ICT in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, la realtà è ben diversa, e non solo per i tagli imposti dalle varie Leggi Finanziarie e ‘Spending Review’. Secondo le stime dell’Osservatorio, nel 2012 per la digitalizzazione della Sanità italiana sono stati spesi 1,23 miliardi di euro, in diminuzione rispetto al 2011 del 5%. Tale cifra rappresenta l’1,1% del totale della spesa sanitaria pubblica italiana, e corrisponde a una spesa pro-capite di 21 euro per abitante: meno della metà, per dare un’idea, di quanto spendono altri Paesi europei come Francia e Gran Bretagna per la digitalizzazione dei loro sistemi sanitari, per non parlare della Danimarca che ha una spesa pro-capite di 70 euro.

In questo contesto di tagli di budget, sottolineano i ricercatori dell’Osservatorio, le Direzioni Strategiche del settore sanitario danno priorità a obiettivi come la Cartella Clinica Elettronica, la gestione informatizzata dei farmaci, i sistemi dipartimentali, i sistemi di gestione documentale e conservazione sostitutiva, e quindi ai servizi digitali al cittadino e agli strumenti di integrazione con i sistemi regionali e nazionali, come il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

Le Direzioni mettono invece in secondo piano l’investimento in ambiti che – pur in prospettiva rilevanti e promettenti – sono oggi penalizzati anche dalla scarsa comprensione da parte degli addetti ai lavori delle potenzialità offerte da questo tipo di soluzioni. E tra questi ambiti c’è appunto il Mobile Health, oltre che il Cloud Computing.

 

Meno di metà delle strutture ha investito nel Mobile

WEBINAR
WEBINAR - L’evoluzione verso il cloud ibrido: lo scenario di adozione e perché conviene
Cloud
Hybrid cloud

Più in dettaglio, l’analisi dell’Osservatorio mostra che nel 2012 il 43,2% delle strutture sanitarie ha effettuato delle spese nell’ambito Mobile Health per un valore pari a 10 milioni di euro, con un tasso di crescita previsto per il 2013 pari al 5,4%. I Mobile Device più presenti sono Notebook e Netbook (adottati nell’80% delle aziende del campione), ma il 21% delle strutture prevede di introdurre nel 2013 i tablet a supporto delle attività cliniche (vedi Figura in fondo all’articolo).

Il livello di utilizzo attuale dei device mobili da parte di medici, infermieri e altro personale sanitario è abbastanza limitato. La percentuale di medici che, nello svolgimento delle attività cliniche, utilizza device mobili è del 24%, mentre è del 21% per gli infermieri e del 10% per altri operatori. Tuttavia, entro la fine del 2013 quasi la metà delle aziende prevede di aumentare la diffusione e l’utilizzo dei dispositivi mobili tra medici e infermieri (rispettivamente il 48% e il 43%).

Quanto all’utilizzo di dispositivi personali per scopi professionali (secondo il paradigma del Bring Your Own Device, BYOD), solo il 18% delle strutture del campione lo incentiva, mentre il 46% delle strutture ha una politica aziendale che non ammette l’utilizzo di device personali. Tale risultato è comunque in linea con quanto avviene in altri settori del tessuto economico italiano.

Il quadro complessivo che emerge dall’analisi dell’Osservatorio quindi è quello di un ambito che potrebbe abilitare un’innovazione radicale del servizio sanitario, ma che a oggi rimane ancora spesso confinato in un’area sperimentale, il cui valore è ancor poco percepito dalla Direzione Strategica, indirizzata su altre priorità.

L’utilizzo dei device mobili da parte del personale medico e infermieristico in corsia e nelle stanze dei pazienti però, sottolineano i ricercatori, è un prerequisito fondamentale per la sostituzione delle tradizionali cartelle cliniche cartacee con quelle elettroniche. “Solo in questo modo è possibile rendere disponibili in qualunque momento l’accesso condiviso alle cure somministrate e, in generale, a tutti i dati clinici dei pazienti, riducendo la possibilità di errori ed incomprensioni tra i vari operatori che, in momenti e luoghi diversi, seguono lo stesso paziente”.

Non si tratta quindi solo di eliminare i documenti cartacei dai processi, e di avere una maggiore produttività del personale sanitario, grazie all’ottimizzazione dei tempi, “ma soprattutto di ridurre il rischio di errore, attraverso una migliore gestione e controllo dell’intero processo di cura e una migliore qualità del servizio offerto al paziente”.

Cloud
Dai dati dell'Osservatorio Industria 4.0 la fotografia dell'I4.0 nel nostro paese: con Industrial IoT e Analytics che trascinano il mercato, con il...
23 Giugno 2017
Vai all'articolo