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Contenuti mobili: come evolvono in Italia e nel mondo?

Il mercato dei contenuti mobili è nel bel mezzo di una trasformazione epocale. Da una generazione di telefoni cellulari usati per telefonate, Sms e ringtones...
Il mercato dei contenuti mobili è nel bel mezzo di una trasformazione epocale. Da una generazione di telefoni cellulari usati per telefonate, Sms e ringtones si sta passando rapidamente a una nuova generazione di smartphone (o meglio “connected device”) che offrono a un crescente numero di consumatori nuovi modi di utilizzo: sempre più il tempo delle persone viene speso leggendo email, navigando in Internet, conversando sui social network, ascoltando musica o giocando su vere e proprie mini- consolle.
In questo contesto, gran parte dell’offerta di contenuti mobili pensata per i device di prima generazione si è trovata progressivamente in difficoltà. I terminali di seconda generazione – iPhone, Android phone – non rappresentano infatti una semplice evoluzione ma una completa rivoluzione per il consumatore che oggi – accendendo un cellulare – si trova ad avere naturale accesso a un’infinità di applicazioni non solo ludiche, ma anche di utilità, che possono cambiare le sue abitudini (basti pensare alle guide di qualsiasi cosa – cinema, ristoranti… – integrate con la geolocalizzazione), alla possibilità di fruire di video con una buona user experience, di acquistare non solo contenuti, ma anche beni e servizi (di banking, di trading…
Buongiorno, azienda leader di mercato e con una forte presenza globale, ha dovuto reagire a questa trasformazione, come le altre sue concorrenti. Spiega Matteo Montan, Head of New Business della società:
«Avendo previsto per tempo questa evoluzione abbiamo reagito in due direzioni: da una parte rafforzando la presenza nei Paesi in via di sviluppo – un immenso mercato in cui i contenuti mobili “tradizionali” rappresentano ancora la maggior parte del fatturato – dall’altra sviluppando competenze e asset fondamentali per continuare a crescere nei mercati più maturi.
Fra questi, Application store per operatori e produttori di terminali, programmi di CRM digitale per massimizzare l’ARPU, aggregazione dei social media, servizi e applicazioni per terminali con sistemi operativi ormai dominati come iPhone/iPad e Android».
All’interno di questa trasformazione si sono poi aggiunti altri fattori chiave che stanno accelerando il cambiamento: il successo del 3G, che ha superato l’inflection point e si appresta nei mercati maturi a fare spazio al 4G; la progressiva diffusione di piani tariffari “intelligenti” che danno accesso Internet anche a fasce di popolazione con minore disponibilità di spesa, ragazzi soprattutto; l’ascesa all’interno della mobile value chain di player una volta definiti “indipendenti” (dagli operatori): Apple, Google, Facebook; la corrispondente perdita di centralità degli operatori; il cloud computing, che mette a fattore comune tra tutti i device della nostra vita digitale (cellulare, PC, tablet, e-reader, TV connesse, consolle, set-top-box) i nostri contenuti preferiti.
Riprende Montan: «Con la diffusione del Mobile Internet, aumenteranno le dimensioni del mercato e le opportunità per le aziende che sanno innovare: c’è fame di contenuti e servizi di qualità, di interfacce utenti sempre più sofisticate, cioè facili da usare, di perfette integrazioni tra piattaforme, sistemi di pagamento, social media e premium content.
Per avere successo in questo mercato, occorre anche sapere innovare nei modelli di business, a cominciare dagli operatori, favorendo un aumento dei volumi e una riduzione dei costi garantendo al tempo stesso qualità, affidabilità e facilità d’uso: in un mondo sempre connesso il bug di un’applicazione commentato milioni di volte su Facebook o Twitter può fare danni enormi».

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