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Telecoms & media, i 10 trend del 2013

In queste prime settimane dell’anno molte società di ricerca emettono le loro previsioni per il 2013. Un report dell’inglese Informa Telecoms...

In queste prime settimane dell’anno molte società di ricerca emettono le loro previsioni per il 2013.

Un report dell’inglese Informa Telecoms & Media in particolare si sofferma sui principali 10 trend per i settori telecom e media: “Per il settore telecom continua la transizione verso un modello data-centric, con rischi per gli operatori che non investono in infrastrutture di reti WAN in grado di erogare servizi dati di alta qualità”, sintetizza Mark Newman, Chief Research Officer di Informa Telecoms & Media.

“Quanto ai nuovi servizi, tutto è legato alla continua forte crescita dell’uso di smartphone e tablet: gli operatori stanno cercando come monetizzare nel modo migliore questo trend, e non deve sorprendere che nuovi modelli e tecnologie nel 2013 sostituiranno quelli che solo l’anno scorso sembravano vincenti”.

Un trend interessante riguarda il wi-fi: man mano che si diffonde il wi-fi gratuito, gli operatori mobili possono giocare sulla proposizione di valore sulle proprie reti, ma gli altri operatori dovranno cercare modalità innovative per fare business, e quindi aumentare di molto i loro investimenti in quest’ambito.

Sempre a livello di rete saranno sempre più in discussione le logiche di network sharing, per la crescente importanza di differenziare le piattaforme di rete soprattutto in termini di qualità dell’esperienza utente, mentre sulle nuove reti LTE/4G le tempistiche d’investimento saranno molto prudenti mentre si cerca di costruire solidi business plan.

Facebook cercherà di spingere il suo business mobile attraverso servizi premium per i suoi iscritti, e commissioni sulle entrate dei produttori di contenuti che sviluppano servizi sulla sua piattaforma, e probabilmente sosterrà il sistema operativo mobile Mozilla, che potrebbe essere un buon concorrente di Android sui terminali di fascia bassa.

Continuerà la forte attenzione su Whatsapp, il cui valore ai fini di un’eventuale acquisizione è messo in forse dalla stessa grande disponibilità di servizi di messaggistica alternativi e dalla bassissima fedeltà degli utenti finali che spesso passano dall’uno all’altro. In generale i servizi digitali, continua Informa, dopo la prima fase di diffusione ora entrano in quella decisiva, dove devono mostrare i primi ritorni degli investimenti.

I fornitori di contenuti come Google, Netflix e altri continueranno a investire pesantemente nell’estensione delle loro infrastrutture verso l’utente finale. Le Api (application programming interface) tra le diverse piattaforme mobile diventeranno la ‘moneta di scambio’ dell’economia digitale per il loro ruolo fondamentale nell’integrazione tra diversi servizi e piattaforme digitali, con forti impatti su attivazione di servizi, configurazioni, gestione della customer experience e tempi di payback.

Infine due trend che preparano altrettante rivoluzioni degli assetti competitivi attuali. Da una parte c’è la forte probabilità di grossi cambiamenti nel modello di distribuzione di smartphone e tablet, con l’entrata di retailer fisici e online (Amazon) e sviluppatori di piattaforme mobile (Apple, Google) che ‘scompagineranno le carte’ e cercheranno di impadronirsi di percentuali delle entrate provenienti dai pacchetti (connettività, voce, ecc.) con cui gli utenti finali comprano ormai i dispositivi hardware. Dall’altra ci sono segnali di forti sconvolgimenti anche nella distribuzione dei contenuti: un esempio è l’acquisizione dei diritti di trasmissione della fiction ad alto budget ‘House of Cards’ da parte di Netflix, un operatore ‘over the top’ che ha il suo core business nella distribuzione online.

“Le pay TV – conclude Informa – dovranno valutare se considerare questa una minaccia o un’opportunità di alleanza”.

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