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Mobile App Economy, le 10 tendenze guida del 2016

Dall'iperconnessione Mobile-Web con Google Now on Tap ai video a pagamento di YouTube Red, dai pagamenti P2P con instant messaging alle app su misura per wearable e realtà aumentata. Nei prossimi 12 mesi i fenomeni da tenere d'occhio sono basati su fintech, Internet of things e video entertainment, spiega App Annie

Quali trend caratterizzeranno nel 2016 la Mobile App Economy? Se nell’anno appena trascorso abbiamo assistito alla stabilizzazione delle piattaforme e al consolidamento dei modelli di monetizzazione, con sempre più scelta di device e applicazioni, i prossimi 12 mesi dovrebbero vedere il decollo di alcuni fenomeni basati proprio su queste premesse. App Annie, specialista di mobile business intelligence, nel suo report “Top App Predictions of 2016” ne individua dieci, con tre principali denominatori comuni: fintech, Internet of things e video entertainment. Eccoli:

1. Le App diventano ultra-connesse grazie a Google Now on Tap. Le App stanno cannibalizzando il Web, con la controindicazione di creare piccoli mondi iper-specializzati ma spesso incapaci di comunicare tra di loro. Google Now on Tap cerca di rimediare, puntando a coniugare il meglio di Web e App. Come? Con link interni alle applicazioni che aprendo i contenuti selezionati, senza quindi la necessità di cambiare software e layout, non spezzano la navigazione e facilitano i meccanismi di in-app advertising. Google spera così di convincere molti sviluppatori a dare la precedenza ad Android come piattaforma di base delle loro App. Ma anche Apple si sta già muovendo in questo campo.

2. Le partite ai videogame diventano eventi mediatici. Grazie alla diffusione capillare e soprattutto ai costi irrisori o nulli, il Mobile Gaming ha sdoganato per milioni di utenti l’intrattenimento videoludico, generando al tempo stesso grandi aspettative sulla possibilità di ammirare online le sfide tra i campioni dei titoli più in voga. I publisher avranno quindi la possibilità di generare ricavi sempre maggiori attraverso sponsorship e diritti di trasmissione degli eventi principali.

3. La messaggistica si apre a nuovi orizzonti. Funzioni come il Mobile Payment o il trasferimento di denaro P2P (Peer to Peer) via messaggio di testo sono già realtà affermate in molti mercati emergenti, specie in Asia, ma i Paesi occidentali stanno scoprendo la versatilità dell’instant messaging solo ultimamente, attraverso i servizi che diversi operatori, a partire da Google e Facebook (giusto per citare i due più famosi), hanno messo in campo. Anche nel nostro emisfero dunque si assisterà alla rapida crescita di queste applicazioni, anche se – nota App Annie – un certo divario nell’adozione tra Est e Ovest in questo campo persisterà, per questioni prettamente culturali.

4. In Asia si concentrano i servizi O2O (Online to Offline). E’ stata una rivoluzione rapidissima, quella dei servizi O2O, che come nei casi di Uber, Just Eat e Airbnb rispondono nel mondo fisico a richieste inviate dagli utenti via Mobile. In Asia e soprattutto in Cina e in India il proliferare di startup divenute in pochi mesi veri colossi ha stravolto le regole della concorrenza, soprattutto grazie all’abbattimento delle tariffe. Nel 2016 si assisterà invece alla tendenza opposta, con creazione di valore e fidelizzazione degli utenti, grazie alla progressiva concentrazione dei player in gioco. Sul fronte dei trasporti, le cinesi Didi e Kuaidi si sono fuse, su quello dell’eCommerce l’acquisizione di FreeCharge da parte di Snapdeal cambierà l’equilibrio del mercato in India, dove peraltro l’integrazione in Foodpanda di Just Eat ha dato vita a un vero gigante dei pasti consegnati a domicilio. Stessa sorte che è toccata al duo cinese Meituan-Dianping.

5. Finalmente vere Mobile App per la produttività. Finora sono rimaste un po’ in sordina, specialmente a causa dei display troppo piccoli per essere realmente sfruttati da suite come Office. Ma l’aumento delle dimensioni degli schermi di tablet e smartphone, l’introduzione di processori sempre più potenti, e la crescente diffusione di strumenti per la produttività nativamente indipendenti dalla piattaforma cambieranno le cose nei prossimi 12 mesi.

6. Il Fintech alla riscossa. Dagli strumenti di Mobile Payment ai prestiti P2P, le startup che contendono alle banche lo sviluppo nei settori più innovativi della finanza cresceranno sia su iOS che su Android grazie a costi transazionali competitivi, e alla crescita di trasparenza, sicurezza, e consapevolezza dei consumatori. Gli istituti tradizionali non perderanno terreno grazie al radicamento omni-channel, ma soprattutto nei Paesi emergenti, dove milioni di persone non dispongono di un conto corrente o di una carta di pagamento, le compagnie fintech avranno campo libero.

7. Con Apple TV si alza il sipario sul “second screen”. Ora che le terze parti possono portare i propri contenuti (tra games e video in streaming) su Apple TV, il rapporto tra piccoli e grandi schermi è destinato a crescere e a cementarsi. Non solo molte applicazioni per TV permetteranno all’utente di interagire tramite smartphone, ma apriranno la strada a operazioni di Mobile Advertising e Mobile Commerce contestuali e personalizzate direttamente sul display del telefono.

8. Con YouTube Red un nuovo modo di produrre e distribuire video. La versione a pagamento della piattaforma video per antonomasia sarà determinante nel costruire un modello ibrido tra l’offerta di OTT come Netflix, che comunque devono sostenere alti costi per produrre contenuti di qualità, e la miriade di video prodotti dagli Youtuber più seguiti. Il portale dovrebbe attirare una fascia di utenti giovani che darà nuovo impulso ai modelli di distribuzione non solo di filmati, ma anche di messaggi pubblicitari e call-to-action ad hoc.

9. I nuovi wearable esigono App su misura. Finora per wearable si intendono prevalentemente gli smartwatch e i braccialetti per il fitness, le cui applicazioni spesso sono adattamenti di quelle costruite per gli smartphone. Con l’avvento del vero Internet of things non sarà più così, e diverrà necessario realizzare software verticali e specifici per tipologia di oggetto indossabile, provvedendo a creare use case diversi dalle esperienze d’uso sui telefonini.

10. Orientarsi tra realtà virtuali e aumentate. Stanno muovendo i primi passi, ma dall’Oculus Rift al Samsung Gear alle Google Cardboard, i dispositivi e le applicazioni per la realtà virtuale e aumentata nel corso del 2016 prenderanno grande slancio. Tra i produttori di contenuti, i leader di mercato più innovativi si stanno già muovendo, sul fronte del video, del gaming e delle news. Ma secondo App Annie le soluzioni più sorprendenti arriveranno ancora una volta dalle startup.

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