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L’evoluzione della Mobility e le sfide per le Telco

In tutto il mondo cresce il desiderio di comunicare e si fa sempre più forte la richiesta di connettività mobile a banda larga presente sempre e ovunque. Per le Telco, motore di innovazione e di sviluppo economico, la sfida è quella di conciliare la contrazione dei ricavi e le richieste di servizi innovativi che provengono da clienti sempre più evoluti e “digitalizzati”. Claudio Farina, Head of Strategy di Vodafone, illustra la visione della multinazionale
Il Mobile e le sue derivazioni sono ai nostri giorni un fenomeno
estremamente rilevante sia a livello sociale che economico.
Cambiano le nostre abitudini e la vita di ciascuno di noi si fa
sempre più “digitalizzata” e affamata di
connettività presente sempre e ovunque.

Dieci aziende tre le prime cento per fatturato al mondo operano
nella filiera delle telecomunicazioni (si pensi, per citarne
alcune, a Apple, Telefonica, Microsoft, China Mobile, Vodafone)
e molte di loro stanno ottenendo risultati finanziari notevoli.
Se consideriamo nello specifico il mercato dei servizi di TLC
italiano, si nota che i tradizionali comparti della voce e
della messaggistica stanno contraendosi mentre altri, nuovi,
sono interessati da una crescita esplosiva, come il Mobile
Internet via Smartphone (+27%), i Premium Content innovativi
– i servizi a pagamento come App e giochi – (+100%), il
Mobile Advertising (+15%) (Dati della School of Management del
Politecnico di Milano). Si tratta di segnali che mostrano in
maniera evidente la direzione in cui il mercato ICT si
svilupperà nel corso degli anni a venire, determinando una
serie di opportunità per le aziende che ne sapranno cavalcare
l’onda. Su queste e su altre tematiche si è incentrato
il discorso tenuto da  Claudio Farina, Head of Strategy di
Vodafone, durante la decima conferenza internazionale dedicata
al Mobile Business che si è svolta lo scorso giugno a Como.

Un bene “necessario” la penetrazione del
Mobile nel mondo

Nel mondo vivono circa 7 miliardi di persone: di queste, 5/6
miliardi hanno accesso a servizi fondamentali come la rete
idrica ed elettrica, 1 miliardo ha una linea telefonica fissa,
meno di 2 miliardi un PC, ma ben 5 miliardi possiedono un
telefono cellulare.

 Questo numero è uno specchio dell’impatto che la
tecnologia mobile ha sulla vita delle persone nel Mondo.

 Se si dividono i Paesi del mondo in due cluster, Paesi
sviluppati e Paesi in via di sviluppo, si nota che nella prima
categoria la penetrazione del Mobile è molto alta, oltre il
100%, e la spesa media si aggira intorno ai 20/30 euro al mese
per persona. Nei paesi in via di sviluppo la penetrazione è
comunque alta, intorno al 60/70%, ma la spesa media mensile è
molto più bassa, si aggira intorno ai 7 euro.

Il bisogno di comunicazione Mobile è diffuso in tutto il mondo,
ed è tale che le persone sono pronte a spendere anche quote
rilevanti del loro reddito, nei Paesi in via di sviluppo, per
accedere a questi servizi.
«Il numero di sottoscrizioni alla rete mobile – afferma
Farina – ha una curva di crescita asintotica alla
popolazione mondiale, così come quella dell’accesso a beni
come acqua e elettricità, diversamente, per esempio, da quella
relativa al possesso di un PC o delle linee fisse di telefonia,
che si manterranno sempre su numeri molto inferiori».
I servizi di telefonia mobile hanno insomma dei modelli di
consumo del tutto simili a quello dei cosiddetti “beni
necessari”: considerando la proporzione, minore è il
reddito, maggiore è il consumo, mentre all’aumentare del
reddito il consumo aumenta percentualmente meno.
 «Il nostro è un settore in cui le grandi aziende
internazionali come Vodafone possono investire sia nei mercati
maturi che in quelli in via di sviluppo generando adeguati
ritorni sul capitale – ha commentato Farina -. Il nostro settore
è basato sul conseguimento della scala, servono importanti piani
di investimento di rollout delle tecnologie, ma rispetto ad altri
settori che si basano su presupposti simili – scala e capitale
– possiamo contare su un alto numero di leve per rientrare
negli investimenti sostenuti.
Si può per esempio modularizzare i piani di investimento in 2G,
3G e a breve 4G, fornendo livelli di servizio adeguati alla
disponibilità di reddito dei clienti dei diversi Paesi».
Il mercato italiano e le sfide per il futuro

 Dopo anni di crescita trainata dal successo del Mobile, in
Italia il mercato TLC è in moderata decrescita, del 2-3% negli
ultimi 2-3 anni. I ricavi nel 2010 sono stati di circa 40
milioni, metà derivanti dalle linee mobili e metà da quelle
fisse ed entrambe in contrazione, anche se i volumi stanno
crescendo drasticamente. In particolare la banda larga mobile sta
conoscendo un periodo di forte crescita, con un tasso medio annuo
del 50%. «In Italia – ha affermato Farina – le
compagnie di telecomunicazione si trovano in questo momento ad
affrontare grandi sfide, con ricavi in contrazione e allo stesso
tempo consumi e domanda di servizi in costante crescita».

Nella visione di Vodafone, la gestione del rapporto coi
consumatori sarà sicuramente una sfida per il futuro, dato che
ci si troverà di fronte a clienti sempre più consapevoli e
quindi più esigenti.
Una maggiore consapevolezza del valore dell’uso delle nuove
tecnolgie per comunicare e quindi la maggior propensione
all’uso della tecnologia farà sì che sempre più spesso
il cliente conosca molto bene i servizi offerti e sia sempre più
esigente, e ciò impatterà in maniera significativa su come
dovranno essere organizzati il servizio e l’assistenza ai
clienti, che dovrà essere qualificata e fornire sempre più
risposte precise e di elevato dettaglio tecnico.
 «I servizi fondamentali tradizionalmente forniti
dalle Telco, come voce e Sms, sono ormai percepiti come sempre
meno differenziabili – continua Farina –.  Un
trend molto importante per il futuro sarà costituito
dall’accesso a Internet da dispositivi mobili (oggi
smartphone e tablet, domani nuovi oggetti sempre connessi), che
diventerà un vero e proprio mass market. I clienti esprimono il
desiderio di una connettività presente sempre ed ovunque a
supporto di una vita sempre più digitalizzata: i miei video, le
mie foto, le mie applicazioni dovranno essere sempre accessibili
ovunque io mi trovi. Tutti ci stiamo abituando a comunicare in
tempo reale con i nostri contatti e a tenere i nostri file
on-the-cloud, accedendovi solo quando ne abbiamo bisogno».
Questo fenomeno è dovuto almeno a tre diversi fattori: device
con funzionalità sempre più sofisticate e dalle interfaccie
intuitive, grandi investimenti nelle reti di telecomunicazione da
parte degli operatori e la digitalizzazione della vita di tutti i
giorni.
Vodafone crede che la proliferazione di tablet e smartphone, che
sono per definizione dispositivi che permettono di essere
always-on, connessi alla rete, aumenterà considerevolmente nei
prossimi tre anni, con tassi medi di crescita annui a doppia
cifra, mentre i servizi e prodotti più tradizionali, come le
chiavette per la connessione a Internet e i telefoni cellulari di
vecchia generazione, rallenteranno la loro crescita.
«Un altro importante trend per il futuro – continua
Farina – sarà costituito dalla diffusione della banda larga e lo
sviluppo della NGN (Next Generation Network). Siamo molto vicini
ad un’ondata di investimenti che interesserà sia la
connettività fissa che wireless. Le reti 4G LTE sono molto
vicine, l’asta per l’assegnazione delle frequenze su
cui verranno offerti questi servizi si è appena conclusa, così
come il fiber-to-thehome a 100 Mbps è tecnologicamente una
realtà già oggi».
In Italia circa l’80% della popolazione ha accesso alla
rete mobile a banda larga 3G, e l’88% alla rete fissa ADSL.
Nelle zone rurali si conta un 10-12% della popolazione che non ha
invece accesso nè all’una nè all’altra: si parla
quindi di digital divide. «Il nostro obiettivo per il
futuro è di assicurare che tutte le persone che vivono in Italia
abbiano accesso a Internet in banda larga attraverso la rete
mobile o fissa. Per la maggioranza di loro la connettività sarà
fornita tramite rete mobile ovunque si trovino: outdoor o indoor,
nelle grandi aree cittadine come nelle aree suburbane e rurali –
spiega Farina –. Forniremo l’accesso secondo diversi
canali a seconda della necessità e della quantità della
domanda».
L’impatto sociale

 Le compagnie di telecomunicazione hanno inoltre un
rilevante impatto sullo sviluppo economico del Paese, generano
investimenti e occupazione e sono motore di innovazione, dato che
larga parte dello sviluppo tecnologico degli ultimi anni proviene
proprio da questo mondo.

 «Le comunicazioni – spiega Farina –
permettono un sostanziale aumento della produttività per le
aziende, pensiamo all’impatto delle tecnologie mobili e
alla diffusione del Cloud sui processi aziendali, oltre ad essere
abilitatrici di sviluppo per altri settori, come per esempio
accade con le comunicazioni Machine-to-machine. Non va inoltre
dimenticato l’aspetto ambientale: dando possibilità di
comunicare alternative alla presenza fisica, si è oggigiorno in
parte ridotta la necessità di viaggiare, moltiplicando invece le
occasioni di comunicazione e confronto produttivo».

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