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Edo, storia della “WhatsApp rinforzata” per il lavoro finanziata da TIM Ventures

Ecco come l'App italiana di “team working”, che unisce instant messaging e storage cloud per condividere documenti, è arrivata a ricevere 150mila euro dalla società di seed investment di Telecom Italia, nel racconto del fondatore Eduardo Festa

In questi giorni è salita alla ribalta perché ha da poco ricevuto un investimento complessivo di 150mila euro da TIM Ventures, società del Gruppo Telecom Italia nata per fare seed investment nel mondo digitale, insieme a Club Italia Investimenti 2.

Si tratta di Edo, una startup italiana che ha sviluppato un’app per organizzare e condividere documenti in un team di progetto. Un tool per il “team working” che nelle intenzioni degli sviluppatori supera il concetto di email integrando cloud storage per i documenti e instant messaging per le comunicazioni, e trasforma lo smartphone in un desktop accessibile ovunque e con facilità.

Il sito EconomyUp ha approfondito il caso di Edo intervistando il fondatore, Eduardo Festa, 28 anni, originario di Isernia e laureato in Economia e Management all’Università di Pescara. Dopo la laurea Festa è stato un anno in Gran Bretagna e quindi è andato a lavorare in Sisal come “internet traffic specialist”.

«In Sisal gestivo centinaia di email – dice Festa a EconomyUp – con vari report allegati: per inviare i file ogni azienda faceva a modo suo: chi usava Dropbox, chi Skype, chi WeTransfer, chi tramite WhatsApp e Facebook. Non era facile orientarsi in questo caos. Così ho cominciato a pensare che mi sarebbe stata utile una dashboard personale per vedere tutto quello che condividevo con ciascun utente. In pratica unire le potenzialità del cloud storage con l’instant messaging attraverso una sorta di WhatsApp pensato per il lavoro, nel quale hai a disposizione due spazi: uno per i messaggi, come appunto in WhatsApp, l’altro per condividere file. Questo, in pratica, è Edo».

Avuta l’idea, Festa ha deciso di “farsi le ossa” in una startup non sua, Meeting Life (un social network che mette in contatto i viaggiatori con gli abitanti delle città che visitano), per capire le logiche di funzionamento di una nuova azienda. Poi ha conosciuto il socio, Marco Muratore, 26 anni, oggi CTO di Edo: i due, a corto di soldi, si incontravano per lavorare al progetto in un McDonald’s, «dove c’era una connessione wi-fi potente e gratis». Al gruppo si sono quindi uniti Paolo Briganti, 27 anni, sviluppatore mobile e Angelo Bellone, 30 anni, cugino di Festa e appositamente rientrato dalla Germania dove si occupava di marketing e design.

In questo assetto la startup è stata così accolta in Working Capital, l’incubatore di imprese di Telecom Italia che oggi si chiama TIM #WCap. «Il primo anno è stato entusiasmante: ci stavano dando soldi per realizzare il nostro sogno. Ma eravamo molto immaturi».

In quel periodo il gruppo ha lavorato all’applicazione per desktop di Edo che poi non è stata mai usata. «A quel punto nessuno voleva investire nella nostra idea ma noi ci credevamo ancora tantissimo. Per un po’ abbiamo fatto lavoretti di consulenza per mantenerci a Roma, poi finalmente siamo riusciti a rilasciare la web app. E alla fine anche Telecom si è convinta. Credo che abbiano capito che ne valeva la pena quando hanno visto che il nostro team restava unito anche nella crisi più profonda».

Edo è un’app per smartphone Android e un software per pc. Il download è gratuito ma gli utenti interessati a performance superiori possono scaricare le applicazioni ad hoc a pagamento. Attualmente ci sono quasi 5mila utenti che utilizzano l’app web e mobile. Per Festa il finanziamento di Tim Ventures «è l’inizio di una nuova avventura che non vediamo l’ora di cominciare».

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